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Da Odessa a Leopoli: l’Ucraina non è un Paese semidistrutto, è un Paese che può ancora scegliere la pace
Diario di un lungo viaggio di ritorno in pullman. Sto attraversando questo immenso Paese da Odessa a Leopoli, fino al confine con la Polonia. A volte suona la sirena, ma vi assicuro: questo non è un Paese semidistrutto. Le macerie più dure stanno a Est, lungo il fronte da Kherson a Sumy e dall’altra parte, dove finora non sono mai stato. Perché sottolinearlo? Perché malgrado l’escalation, questa non è ancora una guerra totale. E se non è ancora una guerra totale, il “nemico” non è il male assoluto da annientare, ma la controparte con cui scambiare prigionieri e salme, costruire un cessate il fuoco vero e definitivo e trattative per una pace giusta. Poi è vero, servirà giustizia e per questo servono decenni di esperienze reali di giustizia transizionale che non è la vendetta del vincitore contro il vinto. Questo è il valore della giustizia riparativa: riconoscere torti e ragioni e, soprattutto, riconoscersi come esseri umani. Distributore automatico di mazzi di fiori in una stazione di servizio. Mauro Carlo Zanella
September 30, 2026
Pressenza