Il primo Rapporto annuale de Il Razzismo è una brutta storia – Ricomporre le fratture
Il Razzismo è una brutta storia presenta il primo Rapporto annuale su razzismo e
pratiche antirazziste in Italia. Dati, storie e oltre 40 esperienze di
cambiamento per comprendere il fenomeno e costruire una società più giusta e più
sana.
RBS_Ricomporre le fratture_rapporto 2026_18.09.2026 (1)
Come si manifesta oggi il razzismo in Italia? Come viene strumentalizzato dalla
politica? E quali pratiche stanno già costruendo risposte e prospettive in un
momento così critico?
A queste domande prova a rispondere Ricomporre le fratture. Dati, pratiche e
prospettive contro il razzismo in Italia 2025-2026, il primo rapporto annuale de
Il Razzismo è una brutta storia, l’associazione promossa dal Gruppo Feltrinelli.
Il documento, edito dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli come primo volume
della collana “respiri”, è curato dall’esperta di migrazioni e trasformazioni
culturali Tana Anglana e raccoglie contributi di ricercatori, attivisti,
organizzazioni della società civile ed esperti del settore.
Il Rapporto esce a settembre 2026, nel mese che ricorda l’uccisione del
diciannovenne Abdoul Guibre, noto come Abba, avvenuta diciotto anni fa a Milano
sullo sfondo di insulti razzisti e il lancio della campagna Il Razzismo è una
brutta storia da parte del Gruppo Feltrinelli e dell’agenzia Tita.
“Diciotto anni fa, con l’uccisione di Abba a Milano, il Gruppo Feltrinelli
prendeva un impegno sul tema del razzismo, con la campagna nelle Librerie
Feltrinelli Il Razzismo è una brutta storia e con la costituzione
dell’associazione tre anni dopo. La situazione oggi è evidentemente
peggiorata.”, commenta l’editore Carlo Feltrinelli, Presidente
dell’associazione. “Attraverso la cultura volevamo sottrarre il razzismo al
dibattito strumentalizzato dalla politica e riportarlo alle coscienze delle
persone, costruendo incontro, ascolto, riconoscimento e unione per una società
migliore. La sfida è aperta e questo Rapporto vuole essere pratica culturale e
politica per sensibilizzare, sostenere il mondo delle associazioni e promuovere
il confronto sui temi e sulle possibili risposte ”.
Il rapporto offre una lettura articolata del fenomeno, combinando dati, analisi,
testimonianze e prospettive sul futuro. Prende avvio dai principali episodi che
nel 2025 hanno generato picchi di xenofobia online secondo la Mappa
dell’Intolleranza di Vox Diritti: dall’inseguimento mortale di Ramy Elgaml da
parte dei carabinieri a Milano, al razzismo durante la campagna per il
Referendum Cittadinanza; dall’odio estivo a seguito di un doppio naufragio a
Lampedusa, alle reazioni intorno al caso dell’agente che sparò a Moussa Diarra a
Verona.
Questi quattro momenti vengono approfonditi, nella forma di storie e
testimonianze, nei contributi del giurista e attivista veronese Youssef Moukrim
e di Fioralba Duma del Movimento Italiani Senza Cittadinanza e sono collegati a
fenomeni più profondi e strutturali: disuguaglianze economiche, discriminazioni
nell’accesso ai diritti, segregazione educativa, esclusione abitativa e
rappresentazioni distorte nello spazio pubblico.
Le ricerche disponibili più recenti dimostrano come gli ostacoli sistemici
comprimano l’uguaglianza sostanziale sancita dall’articolo 3 della Costituzione
per chi ha un background migratorio. Sul piano economico, i dati indicano che
l’incidenza della povertà assoluta sale al 30,4% tra le famiglie con almeno un
componente straniero (e al 35,2% per quelle solo straniere), a fronte del 6,2%
tra le famiglie italiane. Nel mercato della casa, ben 2 persone su 3 (66,7%)
dichiarano di essersi viste rifiutare un affitto a causa della propria origine;
nel lavoro, quasi una persona su due (46,6%) ha lavorato senza contratto e un
terzo (33,3%) svolge mansioni inferiori alle proprie qualifiche. Le
disuguaglianze si riflettono anche nella scuola – dove il ritardo scolastico
colpisce il 26,4% degli studenti stranieri contro il 7,9% degli italiani –
nell’informazione, con una sotto-rappresentazione delle persone migranti e
rifugiate e sul piano della salute mentale: chi subisce discriminazioni razziali
presenta un rischio superiore del 77% di sviluppare sintomi psicotici.
La diagnosi proposta dal Rapporto è quella di una serie di fratture materiali e
simboliche che favoriscono la diffusione del razzismo.
Accanto alla diagnosi, il Rapporto dedica ampio spazio alle risposte, con una
mappatura di esperienze da conoscere e da valorizzare in tutta Italia. Sono
decine le pratiche antirazziste raccolte e analizzate dal team di ricerca:
iniziative che intervengono nel lavoro, nella scuola, nella cultura, nei media,
nello sport, nella salute e nella tutela dei diritti, mostrando come sia
possibile costruire inclusione, partecipazione e coesione sociale a partire dai
territori.
Le pratiche, portate avanti da istituzioni, sindacati, associazioni e
collettivi, sono state selezionate per la loro tensione a un cambiamento
strutturale. Tra le esperienze presentate figurano il contrasto allo
sfruttamento lavorativo portato avanti da Nocap e Sos Rosarno, le iniziative
contro le discriminazioni nell’accesso alla casa promosse dal Comune di Torino,
i progetti sulla profilazione razziale come Yaya e Come Dire, le reti educative
di Educare alle differenze, insieme a esperienze universitarie, sportive e
culturali diffuse sul territorio. Un focus è dedicato anche alle narrazioni
strategiche, per decostruire la normalità delle disuguaglianze e delle gerarchie
tra gruppi. Una mappatura in divenire, che evidenzia come le pratiche più
efficaci siano quelle capaci di intervenire contemporaneamente sulle condizioni
materiali, sull’organizzazione dei contesti e sugli immaginari collettivi.
Di fronte all’ascesa delle estreme destre e alla propaganda sulla
‘remigrazione’, il Rapporto, che ospita in copertina il quadro Codice Sogni
dell’artista e scrittice Gabriella Kuruvilla e di Luca Tridente, propone anche
riflessioni e sguardi sul futuro di chi da anni si occupa di questo tema. Gad
Lerner descrive nella prefazione il quadro contemporaneo come una fase di
“normalizzazione del disprezzo”, lo collega al tema della “guerra agli ultimi” e
auspica che l’antirazzismo sappia rifiutare semplificazioni e la politica
costruire risposte. Per Espérance Hakuzwimana e Grace Fainelli, il cambiamento
passa innanzitutto da una scuola capace di valorizzare la pluralità che già la
attraversa, mentre per Giulia Vicini e Nicola Datena dell’Associazione Studi
Giuridici sull’Immigrazione, la sfida riguarda il superamento del razzismo
istituzionale che si manifesta nelle politiche migratorie; la speranza viene
dalla prospettiva di una nuova organizzazione collettiva anche nel ‘Terzo
Settore”.
RICOMPORRE LE FRATTURE. Dati, storie e pratiche contro il razzismo in Italia è
uno strumento per riflettere, discutere e organizzarsi: per continuare a
costruire un presente e un futuro di uguaglianza e dignità per tutte e tutti.
Redazione Italia