MIGRANTI: ALTRE 200 VITTIME, “NON È EMERGENZA MA RAZZISMO ISTITUZIONALE ALL’OPERA”
Convocato per questo pomeriggio il Consiglio dei Ministri per deliberare lo
stato d’emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna, le regioni colpite dal
ciclone che ha devastato le loro coste. Ciclone che si è abbattuto anche su
diverse imbarcazioni con a bordo migranti che cercavano di raggiungere l’Europa.
Continuano le ricerche di dispersi partiti dalla Tunisia: per ora sono 50, come
testimoniato dall’unico sopravvissuto che ieri è stato messo in salvo dalla
motonave Star e portato in ospedale a Malta. Alarm Phone segnala da giorni però
la scomparsa anche di altre tre imbarcazioni partite dalla Tunisia, con a bordo
circa 150 persone, con le quali non si riesce più a stabilire alcun contatto
telefonico. Salvate invece sabato 18 persone dalla nave Sea-Watch 5. La nave
della ong tedesca si sta dirigendo verso Catania, dove giungerà oggi.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni prima di queste notizie
registrava 14 persone disperse nel Mediterraneo in quest’inizio d’anno, mentre i
morti o dispersi del 2024 sono 1.873, una cifra per difetto se si considera che
non include le persone partite e di cui si sono perse le tracce. Le vittime
sulla stessa rotta, negli ultimi dieci anni, arrivano a 33.362.
Il commento di Andrea Antoccia del Coordinamento Migranti di Bologna. Ascolta o
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