AMBURGO: MANIFESTAZIONI E AZIONI DIRETTE CONTRO LE ESERCITAZIONI DELLA NATO
Da giovedì 25 a sabato 27 settembre la città di Amburgo è stata teatro di una
massiccia esercitazione militare. L’operazione ha coinvolto circa cinquecento
soldati, oltre a polizia, vigili del fuoco, personale sanitario e altre forze
del comparto civile. La citta’ è stata attraversata da manifestazioni e azioni
dirette contro riarmo, guerra e spese militari.
La simulazione prevede uno scenario in cui le truppe NATO arrivano al porto di
Amburgo e devono poi attraversare rapidamente la città per immettersi su treni e
autostrade verso i Paesi Baltici. La città è infatti reputata uno snodo e centro
logistico chiave per lo spostamento di armamenti, rifornimenti e soldati NATO da
Ovest verso Est. Lo scenario immaginato vede la Russia attaccare i paesi del
Patto Atlantico più prossimi ai suoi confini. Oltre alle operazioni logistiche
di spostamento delle truppe ed equipaggiamento, si sono svolte simulazioni per
gestire masse ingenti di feriti e prove di difesa aerea con droni.
In questo contesto assume grande importanza la legge sulla ‘garanzia di
disponibilità di manodopera’ dove l’Agenzia di collocamento di Amburgo assume un
ruolo particolare: deve infatti prepararsi all’attivazione di una legge del ’68
finora mai applicata. La Arbeitssicherstellungsgesetz – in italiano traducibile
approssimativamente con Legge che assicuri la disponibilità di manodopera –
prevede che lavoratori impiegati nel comparto civile, ma in settori chiave dal
punto di vista bellico, possano essere costretti a prestare servizio utile alla
protezione e all’approvvigionamento della popolazione. Chi tra i convocati si
rifiuti, rischia per legge fino a un anno di carcere.
Durante queste giornate di esercitazioni si sono svolte tante iniziative,
manifestazioni e azioni dirette differenti per protestare contro la
militarizzazione della città. La Linke, insieme a varie realtà e al
coordinamento Gemeinsam gegen Red Storm Bravo (Insieme contro la RSB), criticano
l’allarmismo dei generali tedeschi e la spesa esagerata per la corsa al riarmo.
I manifestanti attaccano anche la riesumazione della legge del ’68, ritenendo
che comporti una sospensione di diritti fondamentali e sindacali. A suscitare
ulteriori inquietudini è inoltre il fatto che durante le manovre sia testata la
gestione della protesta civile da parte dell’esercito.
In piazza anche la campagna “Disarm Rheinmetall” contro riarmo, spese militari,
guerra e genocidio. Tra le azioni dirette anche il blocco del porto. Dalla
manifestazione di sabato 26 settembre sentiamo Jonah della coalizione
“Rheinmetall Entwaffnen” di Amburgo. Intervista di Luca nostro collaboratore
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