Netanyahu parla all’ONU: l’aula si svuota, sit-in e arresti fuori dal Palazzo di Vetro
Non appena Benjamin Netanyahu ha preso la parola all’Assemblea Generale
dell’ONU, decine di membri delle varie delegazioni sono usciti dall’aula,
lasciandola semivuota. Il premier israeliano li ha definiti codardi e ha tenuto
il suo solito discorso aggressivo e minaccioso, arrivando a mostrare un
cercapersone come orgogliosa rivendicazione della strage compiuta in Libano, in
cui sono rimaste uccise, ferite e mutilate centinaia di persone con il pretesto
di attaccare i miliziani di Hezbollah.
All’esterno del Palazzo di Vetro Jewish Voice for Peace, attivissima
associazione di ebrei anti-sionisti, ha organizzato un sit-in di protesta con
striscioni contro la guerra e l’Ice e per la fine del genocidio a Gaza.
Molti degli oltre 400 partecipanti sono stati arrestati dalla polizia: tra i
fermati l’attrice Susan Sarandon, la candidata democratica al Congresso
Darializa Avila Chevalier e il consigliere comunale di New York Chi Osséo.
Anna Polo