L'Africa presenta il conto per i danni ambientali del CO2lonialismo
Con Michele di Africa Rivista, autore di un recente articolo sul rapporto
“CO2lonialism, Ecocide, Reparations”, elaborato dall’Università di Lagos e
relativo alla devastazione ambientale provocata dal passato coloniale, cerchiamo
di dare uno sguardo differente sull'Africa e sui danni provocati dal
colonialismo. Lo studio, infatti, apre una prospettiva completamente nuova
rispetto agli approcci più consueti, ovvero quella del conteggio dei danni
ambientali, che costituiscono una categoria autonoma di devastazione, le cui
conseguenze strutturali limitano ancora oggi la resistenza climatica ed
economica del continente. L'Unione africana, del resto, sta dibattendo da tempo
la questione della riparazione e sta parallelamente cercando di dotarsi di nuovi
strumenti scientifici per effettuare, su base documentata, il computo delle
devastazioni provocate dal passato coloniale. Quello che emerge dallo studio,
però, è la più completa assenza di una metodologia comune da utilizzare per la
quantificazione dei danni e per la valutazione degli standard di verifica che è
possibile adottare. Attraverso l'analisi di una serie di casi-campione, invece,
la ricerca dell'Università di Lagos è riuscita a dimostrare la sistematicità del
danno, evidenziando come potenze coloniali diverse abbiano applicato ovunque lo
stesso schema estrattivo. La ricerca costituisce dunque il primo passo di un
processo che potrebbe consentire ai paesi dell'Unione africana di arrivare ai
tavoli internazionali con uno strumento negoziale finalizzato ad avviare un
tentativo di compensazione ancorato alla realtà. La trasmissione prosegue poi
concentrandosi su diversi aspetti collegati alla devastante eredità coloniale
dei paesi africani, che condizionano pesantemente le condizioni materiali di
vita della popolazione.