BERGAMO: PRESIDIO AL CONSIGLIO COMUNALE SULL’AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO DI ORIO. POLITICA LOCALE SPACCATA IN DUE
Si è svolta ieri, martedì 22 settembre, alle 17.30 la mobilitazione contro il
Piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio in Piazza Matteotti a Bergamo,
davanti alla sede comunale al cui interno si svolgeva il Consiglio sul futuro
dello scalo bergamasco.
In Aula consiliare si è parlato del futuro dell’aeroporto di Orio al Serio e del
Piano di sviluppo aeroportuale 2029-2043, presentato in Consiglio comunale dal
presidente di Sacbo Giovanni Sanga e da Stefano Paleari, coordinatore
scientifico del Piano nazionale degli aeroporti. Un piano che prevede oltre 500
milioni di euro di investimenti e uno scenario di crescita fino a 23,4 milioni
di passeggeri con forte impatto sulla viabilita’ locale .
Il dibattito politico in Consiglio comunale si è concentrato principalmente
sulla ricerca di un equilibrio: la sindaca Elena Carnevali ha ribadito la
necessità di conciliare sostenibilità ambientale e sociale, lavoro e sviluppo
economico, mentre la maggioranza ha approvato un ordine del giorno che chiede,
tra le altre cose, una riduzione progressiva dei voli notturni tra le 23 e le 6,
tempi più rapidi per il piano antirumore, compensazioni ambientali e interventi
di rinaturalizzazione nei quartieri maggiormente interessati dall’attività
aeroportuale.
Sul tema sono però emerse divisioni politiche, anche all’interno della
maggioranza. La lista Futura ha votato contro, sostenendo la necessità di
mettere al centro la tutela delle comunità e contestando l’idea che la crescita
coincida automaticamente con lo sviluppo. Anche le opposizioni hanno presentato
posizioni differenti: Forza Italia ha sostenuto la possibilità di conciliare il
potenziamento dello scalo con la tutela dei residenti, mentre Fratelli d’Italia
ha evidenziato le preoccupazioni legate all’aumento dei passeggeri, al rumore e
all’inquinamento, con particolare riferimento ai quartieri più esposti come
Colognola, Boccaleone, San Tomaso, Carnovali e Malpensata.
In Piazza Matteotti, nel frattempo, si svolgeva il flash mob a cui hanno aderito
diverse realtà e gruppi (politici e non) del territorio. «L’ordine del giorno
della maggioranza approvato ieri sera in Consiglio Comunale sottovaluta
l’impatto dello scalo sul territorio, inverte le priorità anteponendo le logiche
di sviluppo a ogni costo dello scalo alla salute, alla qualità della vita e alla
tutela ambientale, e non risponde alle aspettative dei cittadini», ha dichiarato
Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana Bergamo.
Ai nostri microfoni lo stesso Alfredo Di Sirio raggiunto nel corso del presidio
Ascolta o scarica
Diverse le richieste avanzate: aprire una moratoria sull’iter del Master Plan e
congelare qualsiasi aumento dei voli, pianificando la riduzione dei movimenti e
il rientro nei limiti del rumore entro la fine del mandato, lo stop ai voli
notturni, un ampliamento dell’indagine epidemiologica con approfondimenti mirati
sugli studi già effettuati in altri contesti aeroportuali, dato sul rumore reali
e realizzazione immediata (e non rimandata al 2039) delle aree di sicurezza a
fondo pista.
«Meno aerei, più case popolari» è invece lo slogan di Rifondazione Comunista
Bergamo, che ha partecipato al presidio rappresentato da Ezio Locatelli,
segretario provinciale, e Francesco Macario, segretario cittadino. «Per quanto
ci riguarda ci siamo sempre battuti in tutte le sedi politiche e istituzionali
contro una idea di sviluppo aeroportuale che calpesta i diritti più elementari
di vivibilità e salubrità ambientale. Meno aerei e più case popolari è uno degli
slogan con cui ci siamo presentati oggi al presidio per dire che bisogna finirla
di fare gli interessi di pochi a discapito di molti problemi sociali e
ambientali che non trovano risposta alcuna».