L’impronta femminile in ‘Cammina&pedala per la Pace’
LA STORIA DELLA MARCIA A PIEDI E SU DUE RUOTE, NEL RACCONTO DELLE DONNE
PARTECIPANTI E TESTIMONI DELL’ESPERIENZA ‘ANIMATA’ DALLE 3 PRESIDENTI DELLE
SEZIONI ANPI DI MONDOVÌ, CARRÙ E FOSSANO.
> “Se la Resistenza fosse una mappa, partiremmo da qui”.
> Con questa frase, nel settembre 2024, la prima Cammina&pedala per la Pace
> muoveva i suoi passi da piazza Franco Centro, a Mondovì, per raggiungere a
> piedi e in bicicletta i cippi partigiani della città.
> Fin dall’inizio la proposta ha avuto un segno riconoscibile: quello delle
> donne.
> L’idea è nata dentro Donne in Cammino per la Pace, e ha preso forma in un modo
> di fare memoria che non si ferma davanti a una lapide, ma la raggiunge
> camminando insieme, trasformando le strade di tutti i giorni in un racconto
> condiviso.
> Non è un caso che nella prima edizione abbia preso la parola Claudia Bergia,
> presidente dell’Associazione Partigiana Ignazio Vian.
> E che nella seconda, il 5 ottobre 2025, la voce ospite sia stata quella di
> Claudia Pinelli, attivista e figlia di Giuseppe Pinelli, a ricordare che la
> memoria antifascista attraversa anche la storia della Repubblica e le sue
> ferite.
> Donne che hanno portato nel cammino il legame tra la Resistenza di ieri e le
> lotte per la verità, la giustizia e la pace di oggi.
> Ogni volta il percorso si è chiuso attorno a un tavolo, con la pastasciutta al
> Caffè Sociale: perché la memoria, come la pace, si costruisce anche nella
> convivialità e nella cura delle relazioni.
> Quest’anno quel seme è diventato rete.
> La terza edizione è cresciuta fino a diventare tre domeniche di settembre, dai
> sentieri partigiani alle strade della memoria e della pace.
> Il 6 settembre in Val Ellero, con la camminata verso la Grotta dei Partigiani
> della Tura, sopra Roccaforte Mondovì.
> Il 13 a Carrù, con la passeggiata della memoria tra lapidi e cippi e il pranzo
> sotto l’Ala Borsarelli, tra pastasciutta antifascista e per la Costituzione e
> musica occitana e della Resistenza.
> Il 20 a Fossano, in bicicletta sui luoghi della memoria cittadina.
> A dare concretezza a questa crescita sono state le tre presidenti delle
> sezioni ANPI di Mondovì, Carrù e Fossano, che hanno scelto di non procedere
> ciascuno per conto proprio ma di costruire un percorso comune.
> Una sinergia che ha fatto rete tra le sedi, coinvolgendo Comuni, Pro Loco,
> associazioni e realtà del territorio, e allargando il cammino dalla città alle
> valli.
> È proprio qui che l’impronta femminile si riconosce di più.
> Fare rete, tenere insieme le differenze, intrecciare relazioni invece di
> erigere steccati: è la pratica che le partigiane e le staffette conoscevano
> bene, e che il femminismo pacifista ha sempre rivendicato come forma della
> politica.
> Una proposta nata da un gruppo di donne è diventata un progetto condiviso da
> tre sezioni ANPI: il frutto più prezioso di questi tre anni.
> In un tempo segnato dalle guerre e dalla corsa al riarmo, il messaggio che ha
> accompagnato questa edizione resta il più semplice e il più necessario:
> camminare e pedalare insieme, sui luoghi della Resistenza, per costruire la
> pace.
> A chi ha camminato, a chi ha pedalato, a chi ha organizzato: grazie. La strada
> continua.
Redazione Italia