Il manifesto della ‘Buona Immigrazione’, ovvero “Inclusione Reale”
Il Movimento Politico Interculturale Internazionale UNIONE PER L’ITALIA con il
presidente fondatore, Foad Aodi, presenta una proposta per superare la politica
della paura e costruire una politica delle soluzioni, fondata su legalità,
integrazione, lingua italiana, scuola, cultura, formazione, lavoro, diritti e
doveri: il Manifesto “Buona Immigrazione” (soprannominato Inclusione Reale).
Il Movimento interviene sulle proposte della Presidente del Consiglio Giorgia
Meloni sul tetto agli studenti stranieri nelle classi e sul velo integrale. Di
fronte alle strumentalizzazioni e a una crescita del razzismo del +39% negli
ultimi due anni, secondo le analisi di Aodi e delle realtà da lui rappresentate,
UN.IT dice basta ai professionisti dell’odio.
«No al tetto agli studenti stranieri, che penalizza le famiglie e rischia di
creare separazione anziché integrazione. Sì alla lingua italiana, alla
mediazione interculturale di sistema e al coinvolgimento delle famiglie. Sul
velo diciamo sì al volto scoperto e al riconoscimento della persona, ma no alle
generalizzazioni sul burqa e sul niqab, fenomeni limitati che non rappresentano
le comunità musulmane integrate», dichiara Foad Aodi.
«Non servono nuove leggi per creare allarmismo. La sicurezza pubblica è già
tutelata, a partire dall’articolo 5 della legge 152/1975. Serve invece
completare il percorso per un Accordo Stato-Islam, regolamentare e formare gli
Imam, garantire trasparenza sui luoghi di culto e sui finanziamenti e
contrastare quell’85% di associazioni che, secondo le nostre analisi, esiste
soltanto sulla carta».
CITTADINANZA: IUS SCHOLAE-CULTURAE E 5 ANNI
Oggi l’Italia è fondata prevalentemente sullo ius sanguinis e non applica uno
ius soli generalizzato, ossia la cittadinanza automatica per il solo fatto di
nascere sul territorio come avviene, ad esempio, in Canada. La legge n. 91/1992
prevede che lo straniero nato in Italia e legalmente residente senza
interruzioni fino ai 18 anni possa dichiarare di voler acquistare la
cittadinanza entro un anno dalla maggiore età. Per la naturalizzazione ordinaria
dello straniero extracomunitario sono invece previsti, in via generale, 10 anni
di residenza legale. La normativa disciplina inoltre l’acquisto della
cittadinanza da parte dei figli minori quando il genitore diventa cittadino
italiano, con specifici requisiti di residenza.
UN.IT propone lo Ius Scholae-Culturae: cittadinanza ai figli degli immigrati
dopo 5 anni di percorso scolastico, culturale e formativo in Italia.
Una proposta di ius scholae basata su almeno cinque anni di scuola o formazione
professionale è già stata discussa in Parlamento, senza diventare legge.
«Chi cresce nelle nostre scuole, studia la lingua e la cultura italiana e
completa cinque anni di scuola e formazione è parte della nostra società.
Chiediamo per questi ragazzi la cittadinanza e proponiamo inoltre di ridurre da
dieci a cinque anni il percorso per la cittadinanza degli stranieri stabilmente
integrati. Non cittadinanza regalata, ma riconoscimento dell’integrazione
reale», spiega Aodi.
«Nessun bambino è straniero a scuola, perché la scuola è il primo luogo dove si
impara ad essere cittadini, insieme. L’inclusione non è un favore che si fa, è
la funzione stessa della scuola: è casa di tutti, non discrimina e costruisce il
futuro. I diritti all’istruzione non hanno passaporto. Chiudere le porte o
creare distinzioni significa indebolire l’intera comunità e andare contro l’idea
stessa di scuola pubblica», prosegue Aodi.
AODI: «LE PAROLE DEL PRESIDENTE MATTARELLA RAFFORZANO LA SCUOLA COME LUOGO DI
INTEGRAZIONE»
A rafforzare il dibattito sulla funzione inclusiva della scuola sono arrivate le
parole pronunciate ieri ad Amatrice dal Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027. Il
Capo dello Stato ha definito la scuola «la più efficace leva di integrazione»
per chi arriva da altri Paesi e per i giovani nati in Italia da famiglie
immigrate e ha richiamato l’articolo 34 della Costituzione: «È aperta a tutti».
Mattarella ha inoltre affermato che la scuola deve aiutare a non formare ghetti
e a non alzare barriere, favorendo invece coesione sociale e legami tra le
persone.
«Accogliamo con grande attenzione le parole del Presidente Mattarella. La scuola
deve unire, non dividere; deve abbattere le barriere, non crearne di nuove; deve
impedire la formazione dei ghetti e costruire integrazione. È anche per questo
che diciamo no al tetto agli studenti stranieri e sì alla mediazione
interculturale di sistema. Nessun bambino è straniero a scuola», afferma Aodi.
Il confronto europeo mostra modelli differenti: nessun Paese UE applica uno ius
soli automatico e incondizionato di prima generazione, ma Germania, Belgio,
Grecia, Irlanda e Portogallo prevedono forme condizionate legate alla nascita e
alla residenza dei genitori. In Germania il requisito di residenza del genitore
per lo ius soli condizionato è stato ridotto nel 2024 da otto a cinque anni.
SANITÀ, LAVORO E INTEGRAZIONE DA SUBITO
UN.IT dice sì ai concorsi per medici e professionisti sanitari stranieri che
abbiano lavorato regolarmente in Italia per almeno 5 anni, senza obbligo della
cittadinanza italiana, fermo restando il possesso dei titoli e dei requisiti
professionali, e chiede l’apertura anche dei concorsi e dei percorsi della
medicina generale per diventare medici di famiglia.
«Non possiamo denunciare la carenza di professionisti e poi escludere chi lavora
e cura i cittadini italiani da anni. Dopo cinque anni devono contare titoli,
competenze e professionalità, non il passaporto», sottolinea Aodi.
Il Movimento propone inoltre un’immigrazione qualificata e programmata sulla
base delle reali esigenze del mercato del lavoro e dice no alla ghettizzazione
di quartieri, zone ed esercizi commerciali esclusivamente legati alle singole
comunità, favorendo lingua italiana, mediazione interculturale, scuola, lavoro e
incontro tra cittadini italiani e di origine straniera.
I 14 SÌ E I 10 NO DEL MANIFESTO “BUONA IMMIGRAZIONE”
I 14 SÌ: rispetto dei diritti e dei doveri; politica per l’integrazione;
immigrazione qualificata e programmata in base al mercato del lavoro;
regolarizzazione attraverso un Accordo Stato-Islam; applicazione delle leggi che
già tutelano la sicurezza pubblica; volto scoperto e lingua italiana come
strumenti di integrazione; Albo degli Imam italiani; trasparenza dei luoghi di
culto e dei finanziamenti; contrasto alla radicalizzazione; dialogo
interculturale e interreligioso; mediazione interculturale di sistema; Ius
Scholae-Culturae dopo 5 anni di percorso scolastico, culturale e formativo in
Italia; riduzione da 10 a 5 anni del percorso per la cittadinanza degli
stranieri stabilmente integrati. Sì al libero accesso ai concorsi per i
professionisti della sanità stranieri dopo 5 anni di attività sul territorio
I 10 NO: islamofobia, antisemitismo e razzismo religioso; professionisti
dell’odio e delle strumentalizzazioni; moschee e Imam fai da te; caccia allo
straniero; razzismo; disinformazione; tetto agli studenti stranieri;
ghettizzazione; generalizzazioni sul burqa e sul niqab; No all’obbligo della
cittadinanza per i concorsi ai professionisti della sanità.
«Questa è la nostra Buona Immigrazione: regole, diritti e doveri, lingua
italiana, scuola, cultura, formazione, lavoro e mediazione interculturale. Sì
allo Ius Scholae-Culturae dopo cinque anni, sì alla cittadinanza in cinque anni
per chi è realmente integrato, sì ai concorsi per i professionisti sanitari
stranieri e per la medicina generale. No alla paura, alle discriminazioni e alla
disinformazione. Meno politica della paura, più politica delle soluzioni»,
conclude Foad Aodi.
Il Movimento Politico Interculturale Internazionale UNIONE PER L’ITALIA è stato
fondato dal Presidente fondatore Foad Aodi insieme ai soci fondatori Belaitouche
Kamel Eddine, Nadir Aodi, Paolo De Curtis, Daoudi Tilouani, Aurelio Coppeto,
Patrizia Sardara, Donatella Arezzini, Claudio Rossi, Gianni Lattanzio e Daniela
Alina Seres.
Redazione Italia