Succede a Bellano e dintorni
Dalla provincia di Lecco, da Bellano, un foglio online locale segnala, con la
solita solerzia compiacente, grazie al filo diretto proveniente dalle scuole e
dagli Uffici Scolastici Regionali, alcune imprese studentesche, forse PCTO,
chissà capolavori da presentare a fine corso di studi (clicca qui).
La stampa dei piccoli centri dedica in genere molta attenzione ai nuovi istituti
tecnico-professionali, convertiti con la recente riforma – 4 + 2 di
specializzazione Academy – in luoghi di addestramento orientati da, più che
orientanti verso, aziende, uffici amministrativi e corpi delle forze armate
(Missione 4 del PNRR).
Provo a seguire passo-passo la segnalazione, così come dal blog territoriale è
arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università. Il titolo «Gli studenti affiancano i dipendenti comunali svolgendo
attività concrete legate ai loro percorsi di studio», va subito al sodo, alla
concretezza del progetto elaborato, rimanda alla pratica di utilizzo senza
fronzoli delle competenze acquisite, da implementare con quelle del personale
del Comune di Bellano, negli uffici, all’Infopoint.
Esperienza lavorativa «vera a propria» ci tiene a sottolineare il Sindaco
Antonio Rusconi (Lista civica Guarda avanti!, in quota Pd ), da dieci anni al
governo della cittadina. Infatti, gli studenti Matteo e Tommaso che frequentano
il quarto anno dell’Istituto Tecnico Marco Polo di Colico, indirizzo
informatico, hanno progettato e lavorato sodo.
Il programma sviluppato riorganizza gli archivi di vari uffici, della biblioteca
(meno male!) e quello della Polizia Locale. Hanno lavorato su un’allerta
automatica di notifiche amministrative e di relativi rischi di sanzioni per gli
inadempienti, anche solo in difficoltà di accesso ai siti.
Come capita ormai non solo agli anziani, a fronte della burocrazia da affrontare
per qualsiasi pratica sui cellulari, senza che sia possibile parlare con un
essere umano. Ma forse, Tommaso e Matteo proprio a questa cittadinanza, che male
si muove sui dispositivi, avranno pensato.
Del sofware destinato ai vigili urbani non sappiamo nulla. Si fa cenno anche al
lavoro, lavoro vero, svolto da Giovanni che frequenta il quarto anno Geometri
dell’Istituto Romegialli di Morbegno, con il progetto di un trampolino al lido
del paese. Tutti soddisfatti, impiegati, poliziotti, e cittadini ringraziano.
Bellano è un comune sul Lago di Como, di manzoniana memoria non so se presente
ai giovani futuri tecnici, che conta 3500 residenti. Morbegno è una comunità
alpina malgrado la modesta altezza, in provincia di Sondrio, sempre le stesse
valli, circa 12.000 abitanti. Ovviamente per entrambi i paesi al saldo delle
presenze turistiche.
Lecco è fra le province con più alto reddito pro capite, ma ovviamnete non ben
distribuito verso le zone interne che soffrono della sindrome tipica della
provincia italiana di spopolamento (clicca qui). La provincia di Sondrio, sta
poco al disotto, ma di nuovo i dati vanno scorporati, la media è sempre quella
del pollo di Trilussa (clicca qui).
Anni luce fa, quando ancora educazione e formazione scolastica erano una
funzione costituzionale, non solo un diritto-dovere, nessun tirocinio lavorativo
poteva essere svolto prima della conclusione dell’obbligo scolastico.
Il valore-guida era quello della separatezza, sacertà, della scuola, rispetto al
mondo adulto, quello del lavoro e degli impegni concreti. Poi, è stato eroso un
anno e a 15 anni si può effettuare un percorso di apprendistato (clicca qui).
Quando si sta a scuola, si svolgono i progetti di Formazione-Scuola-Lavoro
(FSL), ex PCTO.
Prima ancora si trattava di Alternanza Scuola Lavoro, percorsi di infausta
memoria, noti per lo sfruttamento del lavoro giovanile gratuito e per i molti
incidenti, anche mortali, in cui sono incorsi i ragazzi. Cambiano i nomi, resta
la sostanza, anzi, si fa via via, più densa, vira verso il controllo delle
aziende sugli istituti scolastici (clicca qui).
A questo proposito racconto un aneddoto inquietante. A Reggio Emilia, in una
biblioteca comunale dove si presentava il libro Cantiere scuola. Scavare nelle
macerie e ricostruire fra utopie, visioni e attrezzi per andare oltre (R. Leoni,
R. Puleo, E. Wolken Aracne, Roma, 2026), un insegnante di lettere di un liceo
classico cittadino è intervenuto lamentando come nel testo si criticassero i
PCTO/FSL, da lui ritenuti molto utili se svolti bene.
Non pago di una risposta argomentata di due autrici del testo, a fine
presentazione mi ha fermato. «Cara dirigente, la FSL serve soprattutto ai nuovi
istituti tecnici, frequentati dalla maranza che vuole e deve lavorare, non ha
tempo per curare altri percorsi più culturali». Rimango un attimo basita:
«Maranza?» Inutile aggiungere altro all’episodio. La lingua salviniana è molto
penetrante, è come il gergo volgare, squallidamente razzista di Trump.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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