Ritorna a Napoli dal 14 al 17 ottobre la Peace School Mario Paciolla
Non potevamo lasciar cadere questa sfida improcrastinabile, quella di affiancare
ancora i genitori di Mario Paciolla, Pino ed Anna, che stanno affrontando una
lotta impari, contro le istituzioni e la magistratura italiana e le immunità dei
funzionari ONU, per dimostrare che la fine del loro figlio Mario (San Vicente
del Caguán, Colombia, 15 luglio 2020) non è stata un imprevisto e neppure un
suicidio, ma una vera e propria esecuzione per eliminare un testimone scomodo.
Il nostro Festival segue questo dramma dal suo inizio e numerose sono state le
attestazioni di affetto e solidarietà che i coniugi Paciolla hanno raccolto in
questi lunghi, duri anni in tutt’Italia. Evidentemente, per un operatore di pace
che cade nell’adempimento del suo dovere, non valgono le esigenze di chiarezza e
verità che diventano obbligatorie per tutti gli altri uomini. Un operatore di
pace, un cooperante caduto, ci dicono le nostre istituzioni, non ha diritto ad
un processo pieno e completo, all’accertamento della verità. Qualcuno crede che
basti una parola (“suicidio”) appena sussurrata al telefono da un funzionario
delle Nazioni Unite, per chiudere un caso mai chiarito e foriero di dubbi
atroci. Per noi, no.
Per questo, anche noi del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli
abbiamo voluto unirci anni fa alla schiera di amici e increduli cittadini per
capire di più e promuovere piena giustizia sul caso di Mario. E lo abbiamo fatto
con gli strumenti che ci sono più familiari: il Cinema e gli eventi pubblici.
Abbiamo dapprima creato un premio cinematografico dedicato a lui, collegato col
nostro Festival e poi abbiamo voluto costruire una Scuola di Pace che rendesse
ogni anno omaggio alla professione di Mario, la Cooperazione Internazionale, per
dire ai nostri giovani che il compito di Mario era quello di verificare che la
pace tornasse in un Paese latinoamericano piagato dai conflitti e che, in nome
di quella missione, ha offerto la sua vita.
Ed è quello che stiamo cercando di fare da due anni, da quando la Peace School
che porta il suo nome riunisce a Napoli alcune delle più importanti
organizzazioni umanitarie europee e numerosi esperti del Diritto Internazionale,
per dire che la verità deve emergere e una risposta attendibile deve essere data
alla famiglia Paciolla.
Quest’anno, con la seconda edizione della Peace School, il panorama degli
operatori invitati si allarga e l’esame dei gruppi d’azione che intervengono in
differenti luoghi del nostro Paese si arricchisce di nuove e importanti
testimonianze.
A Emergency, alle navi RESQ e SOS Mediterranee, a Operazione Colomba si
affiancano sigle che gli esperti delle politiche umanitarie conoscono bene:
Medici senza Frontiere, Linea d’Ombra, Collettivo Rotta Balcanica, Combatants
for Peace, Mediatori di Pace, Memorie Mediterranee, Brigate di pace, Amnesty
International e altri. E’ un panorama di forze positive che abbraccia tutto il
mondo per dire di no alla guerra e ridurre gli impatti della violenza sulle
popolazioni. E’ una lezione che servirà ai nostri giovani per ricordare che
esiste il lavoro di pace e che esistono professioni e competenze che ci aiutano
a credere in un mondo migliore, diverso da quello che i telegiornali e i
rotocalchi ci raccontano ogni giorno. E’ un mondo diverso che vive in silenzio e
ha bisogno di voce, di far sapere che è possibile svolgere le professioni
tradizionali senza perdere di vista l’umano che è in noi.
E il nostro primo obiettivo sono le scuole e le università, a cui ci rivolgiamo
per informare gli studenti e i docenti che è importante cercare oltre il buio
dell’informazione le strade che portano alla pace. E’ proprio nei limiti dei
nostri sistemi educativi che alligna la rassegnazione al conflitto, il
conformismo alla legge del più forte, la corsa al riarmo, la convinzione che
solo sopprimendo chi è diverso da noi si possa trovare la pace.
Ci rivolgiamo alle scuole e alle università offrendo 50 posti a giovani
universitari e l’uditorato a centinaia di studenti medi, per far sapere che
esistono alternative credibili e frequentabili al dolore in cui siamo caduti, in
Palestina e in Ucraina, in Sudan e in altri Paesi dimenticati, alla violenza che
ha eliminato Mario Paciolla. E’ il momento di gridare queste verità oltre le
televisioni e i mezzi di informazione, a contatto con tanti giovani, per
aiutarli a vivere una vita diversa aperta all’impegno per gli altri e per se
stessi, che non sia solo la competizione e la corsa al danaro.
Quattro giorni di riflessioni e di ascolto, per conoscere chi la vita la
affronta su una nave umanitaria cercando di salvare le vite di naufraghi in
cerca di una vita migliore, chi nutre bambini vittime della guerra e costruisce
per loro una scuola che dia fiducia, chi cura i feriti dei bombardamenti e non
ha paura di morire, ma ferma gli orrori della guerra, chi previene i conflitti
studiando le armi, il loro effetto e le politiche umanitarie che evitano le
stragi. Tutto questo si insegna negli atenei più avanzati e offre professioni di
grande valore e contenuto scientifico; i nostri giovani devono saperlo, per
scegliere serenamente da che parte stare.
A tutt’oggi non esistono centri di informazione pubblica che raccontino queste
realtà “alternative” e gli operatori di Pace sono spesso isolati e cercano di
sopravvivere da soli, cercando donatori e solidarietà sulle reti sociali. C’è
dunque bisogno che iniziative come la nostra proliferino e si moltiplichino fino
a costituire percorsi di formazione alternativi, realtà concrete in grado di
interloquire con le politiche, i poteri, gli Stati.
Oggi ancora non è così e troppi sono gli impedimenti che bloccano le braccia
della Pace.
La Peace School di Napoli ambisce a diventare un appuntamento annuale in grado
di insegnare come percorrere le strade che portano alla pace, rendendole a
portata di mano. Solo riappropriandoci della pace potremo viverla pienamente.
La strada maestra è dunque quella di coltivare e vivere una nuova Cultura di
Pace che parta dalle case e arrivi nelle scuole fino ai cantieri del lavoro e
alle stanze della politica. La pace non può scoppiare o essere imposta
dall’alto; per questo può solo essere una parte della nostra cultura, della
nostra giornata, della nostra vita.
Con questo spirito Napoli si avvia a vivere quattro giorni di studio, ascolto e
riflessione, dal 14 al 17 ottobre, lasciando la parola a chi per un attimo si è
fermato nel suo lavoro incessante ed è venuto nella nostra città a spendere un
po’ del suo tempo per ricordare che una speranza di cambiamento esiste e che
Mario ce l’aveva indicata.
Non lasciamo cadere il suo insegnamento, facciamo che Mario Paciolla viva ancora
accanto a noi. E’ l’unico modo per negare la guerra e la violenza che affligge
la specie umana e far vivere il nostro Pianeta.
La seconda edizione della Peace School Mario Paciolla è un’iniziativa voluta dal
Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e dall’Università di Napoli
L’Orientale, sostenuta dalla Upeace delle Nazioni Unite (Costa Rica). Si
svolgerà dal 14 al 17 ottobre 2026 a Napoli, presso il Castelnuovo (Maschio
Angioino) in Piazza Municipio, ogni giorno dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
Parteciperanno 15 organizzazioni umanitarie internazionali e atenei, scuole di
pace e associazioni che presenteranno, unitamente ai loro programmi formativi, i
loro obiettivi di pace, le loro esperienze.
50 giovani universitari selezionati dall’Università L’Orientale e dal Festival
del Cinema dei Diritti Umani di Napoli potranno partecipare gratuitamente a
queste giornate di riflessione nell’aula G. Galasso dell’Istituto di Storia
Patria al 3° piano del Maschio Angioino. Numerosi studenti medi saranno ammessi
come uditori nelle mattinate. Le iscrizioni sono ammesse fino al 30 settembre.
Sarà un’esperienza unica che non ha altri esempi in Italia e rilascerà un
attestato di partecipazione. Le lezioni saranno quasi tutte frontali e in
presenza con l’uso di video, collegamenti Internet e slides.
Bando e modulo di candidatura: https://shortlink.win/1Ek5E
Maurizio Del Bufalo