Ginevra e Firenze dicono: “L’Albania non è in vendita” dopo Bologna e vari Comuni toscani
Dopo Bologna e le mozioni approvate in Toscana, la solidarietà con la
Rivoluzione dei Fenicotteri arriva nel Consiglio Comunale di Ginevra. La
protesta nata in Albania per difendere Narta, Zvërnec, Sazan e gli altri beni
comuni del Paese continua a farsi sentire oltre confine, grazie anche alla
presenza e all’iniziativa politica di una diaspora albanese ben radicata e
attiva nei Paesi in cui vive.
Il 15 settembre, su proposta di 24 suoi membri, è stata presentata al Consiglio
municipale di Ginevra la risoluzione R-338-184, «L’Albania non è in vendita:
sostegno alle mobilitazioni per la difesa della costa e dei beni comuni». Il
testo è stato approvato nella seduta del 16 settembre 2026 con 41 voti
favorevoli, 34 contrari e nessuna astensione, come racconta in questo articolo
di approfondimento Citizens, testata albanese di citizen journalism che segue la
Rivoluzione dei Fenicotteri fin dalle sue prime mobilitazioni.
La risoluzione riconosce il valore ecologico di Narta, Zvërnec e Sazan ed
esprime preoccupazione per l’impatto dei grandi progetti turistici sulla
biodiversità, sulle risorse idriche e sull’accesso delle comunità locali alla
costa. Collega così la difesa dell’ambiente a quella di territori considerati
patrimonio comune. Il testo richiama i lavori avviati nell’area di Pishë
Poro–Narta, le controversie sulla proprietà terriera a Zvërnec e il dissenso
manifestato da abitanti, scienziati e organizzazioni civiche.
La risoluzione R-338-184, presentata al Consiglio Comunale di Ginevra il 15
settembre 2026 a sostegno delle mobilitazioni per la difesa del litorale e dei
beni comuni in Albania.
Il Consiglio Comunale prende atto del passaggio dalle prime mobilitazioni di
Zvërnec alle manifestazioni nazionali di Tirana e riconosce che le proteste
organizzate a Ginevra, nel resto della Svizzera e in altri Paesi europei hanno
conferito alla vicenda una dimensione internazionale. Richiamando anche la
posizione del Parlamento Europeo sulle aree protette, la risoluzione accoglie
alcune delle principali richieste del movimento: protezione delle aree naturali,
trasparenza sui progetti turistici riguardanti la costa, valutazioni d’impatto
indipendenti e consultazione effettiva delle comunità prima di qualsiasi
trasformazione irreversibile. I territori, afferma in sostanza il documento, non
possono essere trattati come merci da assegnare al miglior offerente. Per questo
invita l’esecutivo della città di Ginevra a prendere posizione nello stesso
senso.
La risoluzione sottolinea inoltre la necessità di garantire la libertà di
espressione, riunione e manifestazione pacifica. Un richiamo ancora più urgente
alla luce delle repressioni e dei fermi avvenuti durante le proteste nei pressi
del Parlamento albanese, soprattutto in occasione delle sedute parlamentari.
Interessante notare che, tra le ragioni della risoluzione, nel suo ultimo punto
appare la comunità albanese di Ginevra. Il Consiglio Comunale riconosce che
molte delle persone che ne fanno parte mantengono legami stretti con l’Albania e
sono coinvolte nel suo futuro politico, sociale e ambientale. Infatti la
risoluzione è anche il risultato del lavoro delle albanesi e degli albanesi di
Ginevra, che hanno portato le richieste della Rivoluzione dei Fenicotteri fuori
dalle piazze e dentro il dibattito politico svizzero. E questo vale anche per la
moltitudine di mobilitazioni diasporiche, grazie a cui una protesta nata a
difesa della costa albanese è arrivata nei dibattiti internazionali attraverso
il lavoro mediatico, informativo e di sensibilizzazione.
La diaspora della Svizzera è qui. L’Albania appartiene!
Il gruppo di coordinamento ha informato i media locali, preso contatto con i
partiti e seguito il percorso della proposta fino al voto. Dorina Xhixho, Edon
Duraku e Marigona Hyseni sono state tra le persone impegnate nell’iniziativa.
Dorina afferma che “dare risonanza alle proteste presso i media e le istituzioni
dei Paesi in cui vive la diaspora è parte del suo ruolo. E la comunità albanese
in Svizzera intende seguire questo risultato e continuare a sostenere chi
manifesta in Albania: la solidarietà, in questo caso, è diventata un’azione
politica costruita nel luogo in cui la comunità vive. In particolare, per chi
l’ha promossa, il voto è il primo passo che dovrà dare seguito ad ulteriori
iniziative, lettere e contatti politici.
Abbiamo già raccontato come la Rivoluzione dei Fenicotteri abbia allargato,
settimana dopo settimana, le proprie forme di azione: ai presìdi si sono
affiancati esposti, iniziative referendarie e mobilitazioni nei territori. Il
passaggio nei consigli municipali aggiunge un’altra possibilità: chiedere alle
istituzioni dei luoghi in cui vive la diaspora di ascoltare e rilanciare le
rivendicazioni di chi manifesta in Albania.
Ginevra è uno dei principali centri della diplomazia multilaterale, in quanto
ospita organismi delle Nazioni Unite e numerose organizzazioni impegnate nella
difesa dei diritti umani e nell’azione umanitaria. Per questo una risoluzione
approvata dal suo Consiglio Comunale offre alle richieste della Rivoluzione dei
Fenicotteri una visibilità particolare. Le mozioni non fermano da sole un
progetto edilizio, né sostituiscono le decisioni delle autorità albanesi, ma
rendono più difficile trattare la difesa della costa come una questione isolata
o soltanto locale.
Ginevra si aggiunge alle prese di posizione già arrivate dall’Italia. Il
Consiglio Comunale di Bologna ha approvato all’unanimità, con 22 voti
favorevoli, una mozione di solidarietà alle cittadine e ai cittadini albanesi
impegnati nelle proteste per la trasparenza, la giustizia sociale, la tutela
ambientale e il rafforzamento dello Stato di diritto. La mozione nasce su
iniziativa del consigliere italo-albanese Detjon Begaj, che ha seguito da vicino
le proteste in Albania, raccontandole in questo reportage su Comune-info
riportato anche qui. Begaj ha inoltre partecipato alla missione della Global
Sumud Flotilla a sostegno della Rivoluzione dei Fenicotteri, mentre l’ordine del
giorno esprime vicinanza alla comunità albanese di Bologna e dell’intero
territorio metropolitano.
Il Consiglio Comunale di Bologna approva all’unanimità dei presenti la mozione
di solidarietà con le mobilitazioni in Albania: 22 voti favorevoli, nessun
contrario e nessun astenuto.
Il consigliere Detjon Begaj presenta al Consiglio Comunale di Bologna la mozione
a sostegno della Rivoluzione dei Fenicotteri e della difesa dei beni comuni in
Albania.
In Italia però il primo Comune ad approvare una mozione di solidarietà è stato
quello toscano di Terranuova Bracciolini il 2 luglio. Il testo, nato dalla
collaborazione tra la consigliera Loriana Valoriani e l’attivista di Flamingo
Revolution Toscana Klara Dervishi, è stato poi approvato anche in altri
amministrazioni e organismi di quartiere della Toscana, dando spazio alle
richieste della mobilitazione e della diaspora albanese residente: Pontedera
(voto unanime), Pistoia e Dicomano. A questi si sono poi aggiunti San Miniato e
Capannori su iniziativa del consigliere Nikolin Gjoni.
Schermata della seduta del Consiglio Comunale di Capannori in cui la mozione
“Solidarietà al popolo albanese” è stata approvata all’unanimità dei presenti:
17 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto.
Il Consiglio del Quartiere 4 di Firenze aveva dato il via libera della
Commissione 7. Ma oggi, lunedì 21 settembre, passaggio distinto dal voto già
espresso, anche il Consiglio comunale di Firenze ha approvato la risoluzione
all’unanimità dei votanti, con 20 voti favorevoli, nessun contrario, nessuna
astensione e tre non votanti.
Il Consiglio Comunale di Firenze approva la risoluzione a sostegno delle
mobilitazioni in Albania: 22 voti favorevoli, nessun contrario e nessun
astenuto.
Da Tirana a Ginevra, passando per Bologna e Firenze, un chiaro invito alla
solidarietà tra popoli!
Fioralba Duma