NON SOLO IRAN: ISRAELE FA 500 MORTI IN LIBANO, MENTRE IN PALESTINA AMMAZZATA UN’ALTRA GIORNALISTA A GAZA
Non solo Iran. L’aggressione militare Usa – Israele scatenata su Teheran a
partire dall’ultimo scampolo di febbraio 2026 sta travolgendo sempre più anche
il Libano, dove Tel Aviv ha invaso via cielo e terra anche l’est del Paese,
vicino al confine con la Siria. Pesanti scontri in corso con Hezbollah, che
rivendica abbattimento di un elicottero israeliano. Tel Aviv continua poi i
propri crimini di guerra con raid a tappeto sulla periferia sud di Beirut.
Almeno 16 morti e 40 feriti oggi, con il totale in una settimana arriva a ben
486 vittime, oltre a 1.300 feriti. Tra i morti per le bombe di Tel Aviv anche il
franscescano Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, 50 anni. Non solo: Human Rights
Watch denuncia come Israele ha utilizzato fosforo bianco almeno una volta in
maniera accertata, il 3 marzo a Yohmor, nel Libano meridionale, parzialmente e
nuovamente occupato. Il governo di Beirut chiede a Israele “negoziati immediati”
e accusa Hezbollah di volere “fare collassare il Paese”, mentre Parigi ha
chiesto un Consiglio urgente di Sicurezza Onu.
Dal Libano su Radio Onda d’Urto l’aggiornamento di lunedì 9 marzo con David
Ruggini, capomissione dell’ong “Un Ponte Per” a Beirut, che ha lanciato (clicca
qui) una campagna straordinaria di raccolta fondi a sostegno della popolazione
civile libanese. Ascolta o scarica
C’è poi la Palestina, dove proprio ieri sera – 8 marzo – Israele ha ucciso
l’ennesima giornalista donna, Amal Shamali, corrispondente di Qatar Radio dalla
Striscia di Gaza, dove nelle ultime 24 ore ci sono almeno 7 morti a Gaza City
per mano israeliana, oltre a 17 feriti. Il bilancio delle vittime del genocidio
israeliano sulla Striscia in due anni e mezzo è salito a 72.133 morti e 172mila
feriti, oltre a migliaia di persone sotto le macerie o…evaporate per gli
attacchi di Tel Aviv. A poche ore dalla fine del quinto mese di cessate il fuoco
Tel Aviv ha ammazzato 648 palestinesi, ferendo 18mila, e impedendo a migliaia di
persone ferite di lasciare la Striscia. Da quando è iniziata l’aggressione
sull’Iran, Israele ha infatti nuovamente chiuso i valichi praticamente a
chiunque, compresi i feriti, nonostante gli accordi di ottobre 2025.
Scenario non troppo dissimile in Cisgiordania, dove sono migliaia i check point,
cancelli, barriere che Israele tiene più o meno sempre chiuse per strangolare
l’economia e la società palestinese. Liberi di muoversi i coloni fascisti, che
fanno il lavoro sporco di sponda con Netanyahu: oggi raid e attacchi a Tubas,
Qalqylia, nella Valle del Giordano. E ancora: persone ferite, terre e animali
rubati, oltre ai rapimenti dell’esercito, 24 in 24 ore tra Jenin, Nablus, Hebron
e Gerusalemme, dove il ministro fascista israeliano della polizia, Ben Gvir, ha
annunciato il porto d’armi automatico per i 300mila israeliani che vivono in
città.
La corrispondenza da Gerusalemme con il giornalista Michele Giorgio,
corrispondente del quotidiano Il Manifesto, direttore di Pagine Esteri e nostro
collaboratore. Ascolta o scarica