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VENERDÌ 15 MAGGIO 2026: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Appuntamento, venerdì 15 maggio 2026, su Radio Onda d’Urto con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana. In questa puntata ci concentriamo sul faccia a faccia Trump – Xi Jinping a Pechino. A seguire, ci spostiamo a Nuova Delhi, India, per il vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi Brics. Infine l’Italia, con la deindustrializzazione galoppante e le parole premier Meloni nel corso del question time in Senato, tra Pnrr, salari e Sud Italia. CINA – A Pechino l’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente Usa Donald Trump. “Gli Stati Uniti e la Cina dovrebbero essere partner, non rivali” ha detto Xi Jinping, cortese ma piuttosto guardingo. Dal canto suo Trump ha elogiato il “fantastico rapporto” che avrebbe con il presidente cinese e ha detto di avere “grande rispetto” per la Cina e Xi, definito un “grande leader”. Sul tavolo tantissimi temi economici e commerciali – con i Ceo di 17 grandi aziende Usa, da Musk a Tim Cook, arrivati nella capitale cinese – oltre alle questioni internazionali, tra guerra in Iran – e relativa chiusura dello Stretto di Hormuz – e la vicenda sempre molto delicata di Taiwan.  INDIA – Intanto i ministri degli esteri dei Paesi Brics, tra cui Iran e Russia, hanno partecipato ad un vertice di due giorni in India in vista del 18esimo vertice dei leader che si terrà entro la fine dell’anno. Al centro dei colloqui Medio Oriente e crisi energetica, con posizioni decisamente contrapposte, visto che in India erano i rappresentanti di Iran, Arabia ed Emirati Arabi Uniti, Paesi che più volte si sono confrontati militarmente nelle ultime settimane DESERTO INDUSTRIALE – Spazio poi all’Italia, partendo dall’ondata di licenziamenti di Electrolux, tutt’altro che un fulmine a ciel sereno. “L’industria metalmeccanica, e conseguentemente il Paese, sono a un passo dal collasso economico”, ha detto il segretario generale Fiom Cgil, Michele De Palma, intervenendo a Bari all’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati dell’industria metalmeccanica, per poi aggiungere: “Si sono persi oltre 100 mila posti di lavoro dal 2008 a oggi, e nei primi mesi del 2026 le ore di cassa integrazione corrispondono a 132 mila lavoratrici e lavoratori a rischio. L‘Italia rischia di perdere la propria sovranità industriale”. GOVERNO MELONI – A chiudere andremo in Senato, dove il 13 maggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al question time. Affrontati argomenti diversi, dal Pnrr all’andamento (comatoso) dei salari, dalla crescita (inesistente) nel Sud fino all’eterno ritorno sulla scena di un antico pallino della destra, l’energia nucleare. Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
May 15, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 24 APRILE 2026: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Consueto appuntamento del venerdì, in questo 24 aprile 2026,  con l’analisi critica dei fatti economici della settimana. Su Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia e nostro storico collaboratore. Nell’appuntamento di oggi abbiamo affrontato diversi temi: la possibile richiesta del governo italiano di scostamento di bilancio; il numero sempre crescente delle vertenze industriali in Italia; i costi, impossibili, del vivere a Milano; infine, un bilancio sulle ricadute dei dazi imposti un anno fa da Trump. DEBITO PUBBLICO – L’Italia non esce dalla procedura europea per deficit eccessivo. L’Eurostat ha certificato un rapporto deficit/Pil al 3,1% per il 2025, sopra la soglia del 3%. Il governo, nel Documento di finanza pubblica (Dfp) approvato ieri (23 aprile) dal Consiglio dei ministri, ha rivisto al ribasso la stima di crescita per il 2026 (dallo 0,7% allo 0,6%) e ha confermato una situazione di “eccezionale difficoltà” legata agli shock energetici provocati dal conflitto in Medio Oriente. E proprio in tema energia la premier chiede all’Europa ‘più coraggio’ e punta allo scorporo delle spese come per il Safe sulla difesa (strumento finanziario approvato per sostenere l’industria della difesa che prevede 150 miliardi di euro in prestiti a lungo termine, finalizzati a investimenti militari). Il piano della Commissione sugli aiuti di Stato va bene, dice, ‘ma non basta’. Quanto all’ipotesi di uno scostamento di bilancio, ‘non escludiamo nulla’, afferma. Intanto l’Ocse abbassa ancora le stime di crescita dell’Italia e alza quelle dell’inflazione. DESERTO INDUSTRIALE – Le vertenze industriali, che raccontano la crisi reale nel nostro Paese, si moltiplicano: dall’acciaio all’automotive, dalla chimica all’energia, fino al tessile e moda. Quelle aperte al Ministero delle imprese e del made in Italy sono 114 (+11 da febbraio) e coinvolgono 138.469 lavoratori (+7.434 da febbraio). In un mese e mezzo si sono aggiunte 11 aziende e 7mila lavoratori in più. L’industria italiana è sempre più vicina a una crisi strutturale. CARO-CASA – A Milano lo stipendio non basta più: si spende fino al 60% per abitazione e trasporti. Con le retribuzioni medie lorde di un impiegato, che vanno dai 1.542 euro ai 2.700 al mese. La forbice fra reddito e costo della casa e trasporti a Milano si amplia sempre di più e per vivere a Milano uno stipendio medio non basta più. Questo è il quadro impietoso sulla capitale economica del Paese, messo in luce dal terzo rapporto Oca (Osservatorio casa abbordabile), realizzato da Politecnico di Milano. DAZI – Il problema per gli Stati Uniti e per il presidente Donald Trump non è solo la guerra in Iran. A pesare sono anche le difficoltà dell’economia Usa e, soprattutto, l’aumento dei prezzi nei supermercati. Una parte rilevante di queste difficoltà è riconducibile ai dazi generalizzati imposti su quasi tutti i partner commerciali degli Stati Uniti a partire dal 2 aprile 2025, il cosiddetto ‘Liberation Day’. Trump li aveva presentati come una terapia d’urto per “riportare in America fabbriche, posti di lavoro e sovranità economica”. A un anno di distanza, il risultato che appare con maggiore evidenza è però un altro: un aggravio di costi per famiglie e imprese americane. Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia e collaboratore di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
April 24, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 20 MARZO: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Su Radio Onda d’Urto nuovo appuntamento del venerdì con la rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana dell’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. I temi che abbiamo affrontato oggi (venerdì 20 marzo): il taglio di 25 centesimi al litro del carburante; le difficoltà europee tra possibile inflazione e stagnazione, effetti della guerra all’Iran; e in chiusura, la nuova indagine per caporalato della procura di Milano. Iter immediato per il decreto carburanti approvato dal Consiglio dei ministri. Il taglio delle accise è scattato subito ieri (venerdì 19 marzo). Il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri introduce un taglio di “25 centesimi al litro” sul prezzo dei carburanti. Una mossa per contenere i costi saliti alle stelle dei rifornimenti dal benzinaio. Crescita bassa, prezzi in forte rialzo. A livello economico, l’unione di questi due fattori può determinare uno degli scenari più temuti, e alcuni analisti parlano di stagflazione. Si tratta,di una situazione nella quale ad un aumento dell’inflazione si accompagna una fase di stagnazione. Ai pesanti effetti determinati in particolare sul mercato dell’energia dalla guerra scatenata dall’attacco da Israele e Usa all’Iran, rischia di invischiare oggi l’intera Unione Europea. Controllo giudiziario d’urgenza per altre due griffe della moda di lusso, accusate dalla Procura milanese di caporalato. Nel pacchetto delle indagini per caporalato la ‘Alberto Aspesi&C’ con il suo ad, Francesco Chiappetta, e ‘Dama spa’, che rappresenta il brand Paul & Shark con il suo ad, Andrea Dini, cognato del Presidente lombardo Fontana. La puntata di venerdì 20 marzo con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
March 20, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDì 13 MARZO 2026: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Conversazione settimanale, venerdì 13 marzo, su Radio Onda d’Urto con l’economista, docente di Economia politica all’università di Pavia e nostro collaboratore, Andrea Fumagalli. Nella puntata di venerdì 13 marzo parliamo di quattro argomenti: IRAN – La guerra globale che investe l’intero Levante spinge ancora più in alto i titoli azionari delle imprese belliche. Leonardo guadagna sopra l’8%, staccando Fincantieri che registra rialzi superiori al +2%, in linea con le altre principali aziende europee del settore. Thales guida il listino di Parigi con guadagni superiori al 4%. A Francoforte tra le migliori c’è Rheinmetall con un rialzo che sfiora il 3%. Infine, a Londra in testa BAE Systems, seguita a stretto giro da Babcock International. Entrambi i titoli guadagnano sopra il 3%. Sempre la guerra imperialista spinge il dollaro Usa verso l’alto, al pari di altre valute rifugio, come  dollaro canadese, la corona norvegese e il franco svizzero, mentre volano i prezzi di petrolio e gas, trascinati alla crescita dalla speculazione internazionale e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. ILVA – Capitolo ex Ilva. Il gruppo indiano Jindal ha presentato una manifestazione d’interesse per l’intero complesso siderurgico ex Ilva di Taranto. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, durante un’informativa al Senato. La manifestazione d’interesse non è ancora una vera e propria offerta ma rimette in pista gli indiani che si erano già fatti avanti per l’ex Ilva con il bando del luglio 2024 ma poi defilatisi nell’estate del 2025 CONTRATTI – Infine i contratti statali, al via le trattative per il rinnovo del Ccnl cosiddette funzioni centrali, con una proposta di aumento di 89 euro per gli operatori (Ministeri, Inps, agenzie fiscali) e di 209 per le alte funzioni. Circa 200mila le persone coinvolte. La puntata di Radio Onda d’Urto con l’economista Andrea Fumagalli di venerdì 13 marzo 2026. Ascolta o scarica
March 13, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 9 GENNAIO 2026: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Torna anche per il 2026 l’appuntamento del venerdi con il nostro collaboratore, l’economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana. Abbiamo analizzato, venerdì 9 gennaio, i dati Istat sulla propensione al risparmio degli italiani e l’occupazione; il petrolio venezuelano in mano agli Stati Uniti, e in chiusura, la crescita montre in borsa dei titoli  delle aziende di armi. La propensione al risparmio è stimata all’11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto, nello stesso lasso di tempo, è cresciuto rispetto al trimestre precedente dell’1,8%. È quanto rileva l’Istat nel suo report periodico sottolineando che la spesa per consumi finali rimane però debole. A novembre diminuiti occupati e disoccupati, mentre sono aumentati  gli inattivi. Il tasso di disoccupazione scende, ma l’occupazione rallenta e l’inattività sale al 33,5%. Lo rileva l’Istat, indicando che il tasso di disoccupazione scende al 5,7% toccando il livello più basso dall’avvio delle serie storiche nel 2004. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha detto che il Venezuela inizierà a consegnare dai 30 ai 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti. Sul social Truth ha scritto che il petrolio sarà poi venduto al prezzo di mercato, quindi il valore complessivo della vendita potrebbe superare i due miliardi di dollari. Trump ha aggiunto che lui stesso controllerà il ricavato, e che lo userà a beneficio delle popolazioni di Venezuela e Stati Uniti, non è chiaro per ora come. L’intenzione di gestire le enormi riserve petrolifere del Venezuela è una delle poche cose chiare emerse finora dai piani presentati da Trump dopo aver attaccato il Venezuela e catturato il suo presidente, Nicolás Maduro. Il fatto che il 2025 borsistico sia stato l’anno della Difesa è assodato: è stato il riflesso di tensioni geopolitiche leggi: Ucraina e Medio Oriente in primis.  Fincantieri è stato il titolo dell’anno con una crescita monstre del 141%, seguita da quella di Leonardo dell’89,6%. Un trend, quello dei titoli della Difesa, che ha riguardato tutta Europa. Intanto  Trump ha annunciato l’intenzione di aumentare in modo significativo il budget della difesa degli Stati Uniti. Tali dichiarazioni hanno innescato una reazione immediata sui mercati finanziari, spingendo al rialzo le quotazioni del settore della difesa. A sorprendere gli investitori è stata però la geografia dei guadagni: a guidare il movimento non sono state le società americane, bensì diversi gruppi europei Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica
January 9, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 5 DICEMBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
  Su Radio Onda d’Urto nuovo appuntamento del venerdì, in questo 5 dicembre 2025, con la rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. I temi che abbiamo affrontato: la crescita della spesa militare globale secondo i dati del Sipri; l’indagine sul fenomeno del caporalato nel mondo della moda; il futuro dell’ex Ilva e, infine, gli omicidi sul e del lavoro, che in Italia coinvolgono lavoratrici e lavoratrici con 60 anni (e più). ARMI & SOLDI – La spesa militare globale è cresciuta bruscamente nel 2024. Lo rileva l’indagine annuale del Sipri, l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma. Le entrate dei primi cento gruppi industriali del settore hanno registrato un incremento anno pari al 5,9% per un fatturato complessivo di 679 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti, le aziende presenti nella Top 100 come la Lockheed Martin, Northrop Grumman e General Dynamics hanno registrato ricavi del +3,8%.. Le 26 aziende europee, esclusa la Russia, hanno visto crescere i ricavi del 13%, per un totale di 151 miliardi di dollari. La crescita più impressionante è quella della ceca Czechoslovak Group, che ha quasi triplicato il proprio fatturato grazie alla fornitura di munizioni a Kiev. L’italiana Leonardo è al 12esimo posto in classifica e risulta seconda in Europa. Nel 2024 il fatturato militare del gruppo italiano è stato di 13,83 miliardi di dollari, il 72% del totale. In un anno la sua crescita è stata superiore al 10%, arrivando a contendere l’11esimo posto alla cinese Norinco. Fincantieri si piazza al 53esimo posto della ‘top 100’ con ricavi militari per 2,99 miliardi di dollari, circa un terzo delle entrate societarie totali, segnando un +4,5% in dodici mesi. SFRUTTAMENTO “MADE IN ITALY” – La Procura di Milano, che sta indagando sul fenomeno del caporalato nel mondo della moda, ha chiesto ad altri 13 grandi gruppi del settore di “consegnare” tutta “la documentazione”, in particolare quella sui “sistemi di controllo” sulla catena di appalti e subappalti nella produzione affidata a stabilimenti cinesi clandestini,  violando le leggi sul lavoro e la sicurezza. Intanto chiestO la revoca della misura interdittiva nei confronti di Amazon dopo che la multinazionale ha accettato di versare 187 milioni di euro al fisco (briciole, rispetto al fatturato) e di “rivedere” la gestione del suo programma di consegna. L’indagine aveva messo in luce le condizioni di lavoro precarie e lo sfruttamento dei lavoratori da parte di Amazon. EX ILVA – Continua il blocco stradale a Genova Cornigliano in attesa del tavolo di confronto sull’ex Ilva previsto a Roma per oggi, data cruciale per i lavoratori che da lunedì bloccano piazza Savio, a Cornigliano, a qualche centinaio di metri dallo stabilimento dove a breve dovrebbe fermarsi la zincatura. La richiesta dei lavoratori sono chiare: niente dismissione e subito svariate migliaia di tonnellate di acciaio, il numero necessarie per non fermare le zincature nella fabbrica genovese. MORTI LAVORO – Una vittima su tre, di e sul lavoro, è over 60. Questo secondo i dati sia dell’Inail che dell’Osservatorio indipendente di Bologna. Nel 2025 sono 323 i decessi (su 962) di chi aveva oltre 60 anni. E ben 164 ne aveva oltre 70. Una strage nella strage dovuta soprattutto alle condizioni economiche di una popolazione costretta spesso a continuare a lavorare in condizioni di rischio moltiplicate dalla propria età. Costretti a lavorare per avere pensioni che non permettono di vivere decentemente e che si sono decurtate continuamente in questi anni, da una lunga serie di Governi. Su Radio Onda d’Urto l’intervista ad Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
December 5, 2025
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 21 NOVEMBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Consueto appuntamento del venerdì con l’analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. Venerdì 21 novembre 2025 abbiamo parlato delle previsoni di crescita economica dei paesi europei, delle pressioni dei grandi produttori di energia fossile alla Cop 30, del futuro dell’ex Ilva e infine della somministrazione a tempo determinato. Secondo le previsioni della Commissione europea, il PIL reale dell’UE dovrebbe crescere dell’1,4% nel 2025 e nel 2026 per poi salire all’1,5% nel 2027. L’inflazione è attesa in discesa graduale fino a raggiungere l’obiettivo del 2% nel 2027. Nel quadro delle previsioni per i singoli Stati membri, l’Italia si conferma, però, tra le economie a crescita più debole dell’Unione. La Commissione segnala che Roma rimarrà in fondo alla classifica anche nel medio periodo: il Pil italiano è atteso allo 0,8% nel 2026 e allo 0,9% nel 2027, unico Paese dell’Unione a restare sotto la soglia dell’1%. Una trentina di paesi ha scritto ieri (giovedì 20 novembre) alla presidenza brasiliana della Cop 30, per chiederle di rivedere la bozza e di includere una tabella di marcia per l’uscita dalle energie fossili. Un’inedita coalizione di stati europei, latinoamericani e piccoli paesi vulnerabili, è convinta che senza una traccia chiara sul fossile la Cop amazzonica si trasformi in un vertice di buone intenzioni e poco più. Sul fronte opposto si muove un blocco eterogeneo ma compatto di grandi esportatori e consumatori di combustibili fossili. Tra questi spiccano Arabia Saudita e Russia, accanto a loro, secondo varie testimonianze diplomatiche, si collocano paesi come India e Cina. Fabbriche occupate, strade bloccate e operai con bandiere e cori agguerriti nelle città per oltre 24 ore.  La protesta dei lavoratori ex Ilva ha costretto il governo a correre ai ripari. Così ieri sera ha pubblicato un nuovo decreto, uno dei tanti che hanno percorso la storia travagliata dell’acciaieria d’Italia. “Misure urgenti per assicurare la prosecuzione delle attività produttive” (titolo del decreto) mette in campo 108 milioni per finanziare il proseguimento delle attività fino a febbraio 2026, data in cui è attesa la conclusione della procedura di gara per l’individuazione dell’aggiudicatario. Per i lavoratori arrivano 20 milioni aggiuntivi per il biennio 2025-2026 di cassa integrazione. La Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di somministrazione di lavoro a tempo determinato, chiarendo come la reiterazione di missioni a termine dello stesso lavoratore presso il medesimo utilizzatore e per lo svolgimento di uguali mansioni sia soggetta al limite temporale complessivo di 24 mesi. Il superamento di questo termine legittima il lavoratore a chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Su Radio Onda d’Urto la conversazione con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica  
November 21, 2025
Radio Onda d`Urto
VENERDì 14 NOVEMBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Appuntamento del venerdì con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana. Venerdì 14 novembre 2025 abbiamo parlato della fine dello shutdown negli USA, della direttiva europea sul salario minimo, della manovra economica tutt’ora in discussione e in chiusura, della ex Ilva di Taranto. USA – Lo shutdown più lungo della storia americana finisce. Dopo 43 giorni di chiusura, Donald Trump ha firmato il provvedimento approvato dal Congresso per mettere fine shutdown. Il consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca stima che lo shutdown, durato sei settimane, sia costato circa 15 miliardi di dollari a settimana, quindi in totale 90 miliardi di dollari. UE – La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato la validità della maggior parte della direttiva sul salario minimo. La pronuncia arriva in seguito al ricorso della Danimarca, che aveva chiesto l’annullamento integrale della direttiva. La Corte di giustizia respinge in gran parte il ricorso della Danimarca: resta valida la direttiva, esclusi solo due articoli per ingerenza diretta sulle retribuzioni. MANOVRA – Continua la caccia alle coperture per la manovra per il 2026. I leader del centrodestra sembra abbiano messo in agenda un nuovo vertice a metà della prossima settimana. Intanto circola l’ipotesi di una tassa sull’oro un’aliquota agevolata al 12,5% per la rivalutazione di monete, lingotti e placchette. E continua la polemica sul taglio dell’Irpef previsto dalla manovra che secondo l’Istat avvantaggia “la fascia più ricca” di contribuenti. La misura principale della che prevede un taglio della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro ILVA  – Nuovo incontro tra governo, sindacati e rappresentanti dell’ex ILVA di Taranto. L’incontro aveva lo scopo di discutere il piano per la vendita dell’acciaieria: attualmente il Governo la gestisce in amministrazione straordinaria e sta provando a venderla tra molte difficoltà. I sindacati hanno rifiutato il piano in discussione perché prevede, tra le altre cose, l’aumento delle persone in cassa integrazione. Un progetto di chiusura della fabbrica di Taranto. Questo è, per i sindacati, il piano presentato dal governo per l’ex Ilva. Su Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
November 14, 2025
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 31 OTTOBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Consueto appuntamento del venerdì con l’analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. Oggi, venerdì 31 ottobre 2025, ai nostri microfoni abbiamo parlato dell’accordo sui dazi raggiunto tra Usa e Cina; di tassi invariati da parte della Bce e della riduzione dello 0,25% da parte della Fed, ferme nell’economia dell’Eurozona Italia e Germania; abbiamo poi affrontato i dati sull’occupazione in Italia fotografati dall’Istat, tra inflazione, contratti scaduti e occupazione povera che prosciugano il potere d’acquisto; in ultimo, abbiamo affrontato il tema posto dalla Ragioneria Generale dello Stato, cioè che in quasi 5 anni i ministeri hanno impiegato solo il 32% dei Fondi di coesione. Su Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia e nostro storico collaboratore. Ascolta o scarica.
October 31, 2025
Radio Onda d`Urto
VENERDì 17 OTTOBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Appuntamento del venerdì con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana. Nella puntata di venerdì 17 ottobre 2025, abbiamo parlato del business della ricostruzione di Gaza, dei dazi sulle navi Usa che approdano in Cina, della manovra economica italiana e della legge delega sul lavoro, che non prevede un salario minimo. La guerra è un grande business e l’intreccio con la politica è oramai evidente. Dietro infatti l’accordo proposto da Trump, per fermare la guerra israeliana a Gaza, si nascondano nuove forme di colonialismo e di depredazione/saccheggio a danno dei palestinesi e dei territori occupati. La guerra delle armi e delle macerie lascia così lo spazio a una nuova guerra: quella del business della ricostruzione, della speculazione e del profitto per pochi. Nel giorno in cui Washington ha dato il via ai nuovi dazi sulle navi cinesi, la Repubblica Popolare ha risposto con una misura speculare: le navi americane che attraccano nei porti cinesi pagheranno una tassa speciale, una sorta di «pedaggio di rappresaglia» che sancisce l’apertura di un nuovo fronte nella guerra commerciale tra le due maggiori economie del pianeta. La misura cinese prevede tasse portuali iniziali di circa 56 dollari a tonnellata netta, che saliranno gradualmente fino a 157 dollaroi entro il 2028. Colpiranno tutte le navi di proprietà, gestione o bandiera statunitense, nonché quelle costruite negli Stati Uniti o controllate da società americane per più del 25% Nella manovra economica 2026, non ci sarà alcuna tassa sugli extraprofitti bancari. I partiti di governo avrebbero trovato la quadra in un vertice di maggioranza, convocato dalla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, per chiudere la partita sulla legge di Bilancio. Il governo punta a recuperare circa 4,4 miliardi per finanziare la legge di bilancio, che oggi approderà in Cdm. Secondo quanto si apprende non ci sarà una tassa sugli extraprofitti delle banche ma un’imposta al 27,5%, anziché il 40%, sulle riserve relative al 2023. Non ci sarà un salario minimo uguale per tutti, ma si prenderanno come riferimento i minimi previsti dai contratti collettivi principali di ciascun settore. Con la legge delega il Governo definisce i “trattamenti economici complessivi minimi” dei CCNL maggiormente applicati, estendendoli anche ai lavoratori non coperti e agli appalti di servizi.  Si Accantona dunque l’idea del salario minimo di 9 euro e  si punta invece sulla contrattazione. Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia, su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
October 17, 2025
Radio Onda d`Urto