VENERDÌ 18 SETTEMBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Nell’appuntamento di oggi (venerdì 18 settembre), su Radio Onda d’Urto, con la
rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana dell’economista e
nostro collaboratore Andrea Fumagalli abbiamo parlato della decisione della Fed,
la Banca centrale Usa di rialzare i tassi d’interesse; delle scelte economiche
adottate al vertice dei Brics di New Delhi; le possibili misure della prossima
manovra economica del governo Meloni e l’aumento della tassazione sul Tfr.
TASSI INTERESSE – Dopo l’annuncio della Bce, arriva anche la decisione della Fed
del neopresidente Kevin Warsh (in foto con Trump), con il rialzo dei tassi
d’interesse sul denaro di 25 punti base. E’ il primo aumento dal luglio 2023 e
arriva dopo una lunga battaglia condotta dal presidente Usa, Donald Trump,
contro l’ex presidente Jerome Powell che si era ripetutamente rifiutato di
abbassare ulteriormente i tassi a causa delle incertezze dovute alla situazione
internazionale. Adesso per il tycoon arriva un altro duro colpo. “La realtà dei
fatti è che l’inflazione è troppo alta”, le parole dl Warsh annunciando la
scelta, a un mese e mezzo dalle elezioni di Midterm, fissate per inizio novembre
in tutti gli States.
BRICS – La “Dichiarazione di New Delhi”, adottata al termine del XVIII vertice
dei Paesi Brics, registra il consolidamento di un raggruppamento ormai molto
diverso da quello nato all’inizio del secolo come espressione delle principali
economie emergenti. Al suo interno, Fondo monetario internazionale e Banca
Mondiale non vengono respinti, ma si sollecita la “costruzione di strumenti
attraverso i quali una quota crescente delle relazioni economiche possa
svolgersi senza dipendere integralmente dai circuiti finanziari dominanti”,
legati al dollaro. La Dichiarazione riconosce genericamente gli obiettivi
climatici, ma ribadisce che i “combustibili fossili continueranno ad avere un
ruolo importante, soprattutto nei paesi emergenti e in via di sviluppo”. Nello
stesso documento, i Brics esprimono poi “allarme per la crescita della spesa
militare mondiale”, giudicata “sottrattiva rispetto al finanziamento dello
sviluppo dei paesi più poveri”.
MANOVRA 2026 – Dall’Italia. Taglio dell’Irpef, detassazione delle trediceesime,
flat tax incrementale, altri soldi per gli imprenditori. E ancora: più
efficientamento energetico in edilizia, provvedimenti contro il caro carburante
e incentivi sul caroenergia. Infine, la possibilità di anticipare la pensione a
64 anni ma con un calcolo solo contributivo e contestuale taglio netto
dell’importo mensile. Questi i “titoli” su cui il Governo ragiona verso la
manovra di bilancio 2026, che dovrebbe superare i 30 miliardi di euro. Sullo
sfondo le mosse elettoralistiche di Meloni & Co, con lo sguardo già rivolto alle
politiche 2027.
TFR – Da ultimo, il trattamento di fine lavoro. Nei giorni scorsi si è sparsa la
notizia, soprattutto sui social, di un aumento della tassazione sul Tfr che sarà
liquidato da gennaio 2027. In verità, il riordino della normativa fiscale
effettuato con il nuovo Tuir (il testo unico delle imposte sui redditi) non
abolisce la norma di salvaguardia per lavoratori/ci, ma la questione non
riguarda allo stesso modo l’intera platea di dipendenti coinvolti dalla
normativa.
La rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana, andata in
onda venerdì 18 settembre 2026, a cura del docente di economia politica
all’università di Pavia, economista e nostro collaboratore, Andrea Fumagalli.
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