Civitavecchia, la “città-caserma” cardine per la militarizzazione delle scuole laziali. La Marina e il suo programma
Ci sono città, come Civitavecchia, che più di altre sembrano essere attraenti
per quanto riguarda le gite e gli incontri didattici con le forze armate. Sono
passati dodici anni esatti da quando l’esecutivo guidato dal Partito
Democratico, governato da Renzi e dall’ala più aperta alla collaborazione con il
centrodestra, ha aperto le scuole alla militarizzazione tramite il Protocollo
d’intesa fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
(MIUR) e il Ministero della Difesa (11 settembre 2014).
Da allora, le presenze nelle scuole delle divise appartenenti a varie armi si
sono consolidate e ampliate. Nessuno fra i vari governi che si sono avvicendati
in questi anni ha dato voce alle tante richieste dal basso che hanno tentato di
proporre un’inversione di marcia. Nelle zone portuali, contraddistinte
soprattutto dalla presenza della Marina Militare, ma anche da quella di alcuni
reparti speciali dell’Esercito in veste di docenti ante litteram, si sono
alternate con regolarità cadenzata durante l’anno scolastico gite e lezioni
incentrate sui soliti cavalli di battaglia della sicurezza/legalità e della
prevenzione. La prima, ormai, declinata in termini di difesa e ossequio acritico
a qualsiasi forma di norma statale, la seconda, invece, diventata nel tempo
sinonimo di deterrenza.
Alcuni partiti politici, sindacati e testate a essi ispirati, supportati da
diverse associazioni e collettivi studenteschi, si stanno battendo in prima
linea per poter tornare alla situazione antecedente al biennio 2014-2015. Il
quotidiano Domani, ad esempio, ha messo sotto i riflettori (tramite il reportage
“Gite nelle basi militari e forze armate in cattedra”) i sempre più continui
ingressi degli studenti nell’ex Ce.Si.Va. di Civitavecchia.
Parallelamente a questa iniziativa, è stato organizzato dalla Marina Militare il
programma “Visita le nostre navi”, permettendo a Civitavecchia di diventare nel
tempo una delle città laziali più frequentate da parte degli studenti della
regione, per effetto del programma ‘Cultura della legalità’. Talvolta,
sfruttando le convenzioni con il Comune, le scuole visitano attraverso gite
ibride sia i beni storici custoditi all’interno delle aree militari, come ad
esempio la storica Biblioteca dell’ ex Ce.Si.Va., sia quelli civili, come il
Museo Storico e le Cisterne Romane di epoca traiana.
L’ex Ce.Si.Va. è il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito e ha sede
nella storica Caserma “Giorgi” di Civitavecchia. Si tratta di un cervello
tecnologico della Forza Armata riguardante un tipo di addestramento che viene
simulato virtualmente. L’asset tecnologico avanzato presente nel centro,
inserito durante il 2025 all’interno del progetto COMVIE (Comando Virtuale
dell’Esercito), ha attirato molto l’interesse di scuole, studentesse e di
studenti, i quali vedono coi loro occhi dei campi di battaglia digitali virtuali
comparabili a dei videogiochi. Ovviamente, tale comparazione può confondere i
giovani visitatori, sicché essi possono andare incontro ai fenomeni di distacco
della letalità reale e distacco emotivo da certe dinamiche di guerriglia.
Tramite ciò, si corre il rischio di presentare la carriera militare e la
gestione dei conflitti come un’estensione tecnologica e pulita del loro hobby
quotidiano, ovvero quello di giocare ai videogame a tema militare.
Per quanto riguarda, invece, il programma della Marina militare “Visita le
nostre navi”, si tratta di visite che non hanno una cadenza giornaliera fissa,
ma si attiva in corrispondenza di grandi esercitazioni nazionali (come la nota
“Mare Aperto”) e di ricorrenze storiche (come la Giornata della Marina) o
l’attracco della nave Amerigo Vespucci al porto di Civitavecchia.
La Portaerei Cavour (Ammiraglia) è la nave che più attira l’attenzione dei
visitatori durante alcuni di questi eventi, i quali possono salire sul ponte di
volo e osservare da vicino gli hangar, ma anche i sistemi di gestione dei
velivoli STOVL. Ma si possono visitare anche l’Unità Multiruolo e
Cacciatorpediniere e le varie navi logistiche e da sbarco, specie per la
tecnologia dei radar di bordo e la vita marinaresca.
L’appoggio politico sul territorio appare trasversale e non vede particolari
dimostrazioni di disinteresse verso la ‘Cultura della legalità’, svolta sotto
forma di lezione nelle aule e durante gli eventi da chi indossa una divisa,
ossia chi ha giurato “fedeltà all’arma” e non alla pedagogia.
Michelangelo Loriga
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