La pace riparte dalle città: presentata a Roma la quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
Oltre 200 città nel mondo e 29 località italiane coinvolte. A Roma, dal 21
settembre al 4 ottobre, la Marcia prenderà forma attraverso incontri, percorsi
urbani, iniziative con le scuole e il Festival della Nonviolenza Attiva.
Roma, 17 settembre 2026
Come si costruisce la pace mentre nel mondo aumentano i conflitti, le spese
militari e il rischio di una progressiva normalizzazione della guerra e della
violenza?
Una possibile risposta è arrivata questa mattina dalla sede romana dell’Ordine
nazionale dei Giornalisti, dove è stata presentata la quarta Marcia Mondiale per
la Pace e la Nonviolenza, promossa dall’associazione Mondo senza Guerre e senza
Violenza insieme a una vasta rete di associazioni, scuole, università,
istituzioni e cittadinanza.
Ad aprire l’incontro è stata Paola Spadari, Segretaria del Consiglio nazionale
dell’Ordine dei Giornalisti, richiamando il ruolo dell’informazione nel rendere
visibili esperienze, pratiche e linguaggi di pace, mentre la giornalista Clara
Habte ha moderato la conferenza, accompagnando il dialogo tra esperienze e
prospettive diverse.
Dentro questo quadro si è inserito il racconto di Rafael de La Rubia, ideatore
delle Marce Mondiali, che ha riportato lo sguardo sulla dimensione
internazionale del progetto: dalle precedenti edizioni fino alla nuova formula,
che coinvolge oggi oltre 200 città nel mondo. La quarta Marcia punta, infatti,
su un maggiore radicamento nei territori: non più soltanto un itinerario
internazionale, ma una rete di città che promuovono iniziative locali e le
mettono in relazione tra loro. Cammini, incontri pubblici, attività educative,
arte e musica diventano così occasioni per rafforzare i legami tra persone,
associazioni, scuole e università impegnate sui temi della pace, del disarmo e
della nonviolenza, con l’obiettivo di dare continuità a queste connessioni anche
oltre le singole iniziative.
In Italia sono già 29 le località e i territori aderenti, come ha raccontato
Tiziana Volta, del Coordinamento nazionale. Da Vicenza a Trieste, da Perugia
alla Val di Cecina, il programma assume forme molto diverse: attività con gli
studenti, cammini, mostre, spettacoli, incontri e collaborazioni con università
e associazioni. Più che replicare uno stesso modello, ogni territorio è chiamato
a trovare il proprio modo di costruire e raccontare la pace.
Roma tra strade, fiume, scuole e università
Nella capitale il calendario, illustrato da Marco Inglessis, di Energia per i
Diritti Umani APS e del Coordinamento romano, si svilupperà dal 21 settembre al
4 ottobre, portando la Marcia nelle strade, nei luoghi della cultura, nelle
università e nelle scuole.
L’apertura si terrà lunedì 21 settembre, Giornata internazionale della Pace,
presso la sede romana di UPEACE – University for Peace delle Nazioni Unite, in
via Panisperna 207. L’incontro collegherà Roma con altri dieci Paesi, mettendo
in dialogo esperienze e iniziative nate in contesti diversi.
Il momento più visibile arriverà sabato 26 settembre. Con “Roma in Marcia verso
la Pace e la Nonviolenza”, la città sarà attraversata a piedi, in bicicletta e
sul Tevere. Da Ponte Milvio partiranno camminatori, ciclisti, canoe e gommoni,
con arrivo a Piazza del Popolo. Un modo insolito di attraversare simbolicamente
la città e trasformarla, per qualche ora, in uno spazio condiviso.
Nel pomeriggio il confronto si sposterà a Palazzo Valentini, con l’incontro
“Agenda 2030 versus Prontezza 2030. Sviluppo sostenibile o economia di guerra”,
dedicato alle scelte economiche che accompagnano l’aumento della spesa militare
e al loro rapporto con sanità, istruzione, ambiente e diritti sociali. La
giornata si chiuderà a San Lorenzo con la Festa dell’Intercultura, occasione di
incontro tra culture, comunità e associazioni.
Un altro passaggio centrale sarà quello del 2 ottobre, Giornata internazionale
della Nonviolenza. In Campidoglio, studenti e studentesse delle scuole romane
parteciperanno a “La voce di chi guarda al futuro”, componendo insieme il
simbolo della nonviolenza.
Il rapporto tra educazione e costruzione della pace è emerso con forza anche
durante la conferenza, grazie agli interventi di Alessandro Saggioro, direttore
del Dipartimento SARAS della Sapienza e coordinatore del Dottorato nazionale in
Peace Studies, e di Fernando Battista, dell’Università degli Studi Link. La
presenza del mondo accademico richiama una dimensione essenziale: la pace non
soltanto come ideale o mobilitazione, ma come campo di studio, ricerca e
formazione delle nuove generazioni.
Il Festival della Nonviolenza Attiva, tappa finale del percorso romano
Nel pomeriggio del 2 ottobre si aprirà il Festival della Nonviolenza Attiva,
promosso da Energia per i Diritti Umani APS insieme a 42 organizzazioni
aderenti, negli spazi di Extra Libera, in via Stamira 5, e realizzato grazie
anche al contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Per due giorni il Festival metterà in relazione temi spesso affrontati
separatamente: migrazioni, genere, pace e disarmo, ambiente, conflitti ed
educazione. Incontri, laboratori, libri, mostre e spettacoli proveranno a
tradurre la nonviolenza in pratiche, esperienze e confronto concreto.
«Vogliamo offrire occasioni concrete per incontrarsi, partecipare e sperimentare
la nonviolenza», ha spiegato Inglessis. La sfida è che, una volta conclusi gli
eventi, restino relazioni più solide, nuove collaborazioni e una rete capace di
continuare a lavorare insieme.
Il programma si allargherà anche oltre il centro di Roma. Il 3 ottobre, da
Setteville partirà il Cammino di Santa Sinforosa verso Tivoli, mentre nel
pomeriggio l’ANPI di Palombara Sabina promuoverà “Palombara Marcia per la Pace,
il Disarmo e la Nonviolenza”.
Alla conferenza sono intervenuti anche Roberto Savio, per la Delegazione romana
di UPEACE, padre Alex Zanotelli e Maria Elena d’Elia, portavoce nazionale della
Global Sumud Flotilla. Voci ed esperienze differenti, dall’università
all’informazione, dall’attivismo alla società civile, accomunate dalla necessità
di riportare la costruzione della pace al centro del dibattito pubblico.
A chiudere idealmente il senso della giornata, le parole di Silo del 2004,
richiamate durante la conferenza stampa:
“Siamo alla fine di un oscuro periodo storico e nulla sarà più come prima. A
poco a poco comincerà a scorgersi il chiarore dell’alba di un nuovo giorno; le
culture cominceranno a capirsi, i popoli sperimenteranno un’ansia crescente di
progresso per tutti, comprendendo che il progresso di pochi finisce per essere
il progresso di nessuno. Sì, ci sarà pace e per necessità si comprenderà che
comincia a profilarsi una Nazione Umana Universale.
Nel frattempo, noi che non siamo ascoltati lavoreremo a partire da oggi in ogni
parte del mondo per fare pressione su coloro che decidono, per diffondere gli
ideali di pace in base alla metodologia della nonviolenza, per preparare il
cammino dei nuovi tempi.” Silo, 2004
Informazioni: info@festivalnonviolenza.it
Programma del Festival della Nonviolenza Attiva: www.festivalnonviolenza.it
Coordinamento Roma – quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
Redazione Roma