I ‘Preti contro il genocidio’ in Vaticano e davanti ai palazzi e alla sede di Leonardo
AL CORTEO CHE MARTEDÌ 22 SETTEMBRE HA ATTRAVERSATO IL CENTRO DI ROMA C’ERA ANCHE
DON NANDINO CAPOVILLA, CHE NEL SUO POST DIVULGATO SUI SOCIAL MEDIA RIFERISCE:
> STAVOLTA SE NE SONO ACCORTI tutti i media, anche perché siamo un fiume di
> gente (e quasi tutti preti!) per le strade di Roma e più di cento tra
> sacerdoti e vescovi che non capita tutti i giorni di vederli insieme.
> Soprattutto colpisce l’inequivocabile chiarezza della posizione “contro il
> genocidio”, e la trasparenza delle motivazioni, dalla preghiera alla denuncia.
> Lo evidenzia da Gerusalemme Michel Sabbah, il patriarca emerito, scrivendoci
> un messaggio: «Cari sacerdoti di Cristo, che avete avuto il coraggio di
> chiamarvi Preti contro il genocidio, pregate per Gaza, dove quel genocidio,
> che voi non volete dimenticare ogni volta che vi collegate come preti, non si
> potrà più cancellare dalla storia. E non dimenticate la West Bank, dove la
> pulizia etnica sta giorno dopo giorno sottraendo tutto a noi palestinesi».
> IN UNA SOSTA SOTTO L’AMBASCIATA DELLA PALESTINA presso la Santa sede – il
> Vaticano ha riconosciuto ufficialmente lo Stato palestinese – viene intonata
> una canzone dedicata a Taybeh, sottoposto a incursioni da parte dei coloni
> israeliani.
> Io faccio un video e lo mando al parroco che due minuti dopo, dalla
> Cisgiordania, mi risponde con un commosso emoji su WhatsApp!
> QUANDO IL CORTEO arriva a piazza Monte Grappa, sotto la sede di Leonardo,
> principale azienda armiera italiana di solidi rapporti commerciali con
> Israele, è ormai evidente il coraggio di questi ‘Preti contro il genocidio’.
> «Siamo qui per chiedere lo stop alla vendita di armi a Israele», spiega don
> Rito Maresca di Sorrento.
> «Dentro quel palazzo ci sono intelligenze messe a servizio della guerra»,
> incalza il vescovo Giovanni Ricchiuti.
> Ancora più esplicito il vescovo di Manfredonia Franco Moscone: «La Corte
> penale internazionale dovrebbe spiccare mandati di cattura per tutti coloro
> che siedono nei Consigli di amministrazione di Leonardo e di tutte le aziende
> che fabbricano e vendono armi per le guerre».
Maddalena Brunasti