Il congresso dei sindacati britannici vota a favore del boicottaggio di Israele
I delegati al Trade Union Congress (TUC) a Brighton hanno votato all’unanimità
la mozione che per la prima volta esprime il sostegno al movimento per il
boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) a Israele. La mozione è
stata proposta da Artists’ Union England (AUE) e appoggiata dall’Unison, il più
grande sindacato britannico.
In rappresentanza di oltre 5 milioni di lavoratori – dagli insegnanti ai vigili
del fuoco, dagli artisti agli addetti del settore tecnologico, dai medici agli
addetti alle pulizie – i delegati hanno votato per accogliere l’appello dei
sindacati e delle organizzazioni della società civile palestinesi e per
sostenere le misure BDS contro Israele, che continua a perpetrare crimini di
genocidio, apartheid e occupazione.
I delegati di alcuni dei sindacati più influenti del Paese sono intervenuti a
favore della mozione, tra cui Unison, Unite, il National Education Union, il
Communication Workers Union e il Public and Commercial Services Union (PCS).
Il voto esercita una nuova pressione sul governo britannico, arrivando appena
una settimana dopo che il ministro degli Esteri Ed Miliband aveva annunciato un
regime di sanzioni completo che vieta gli scambi commerciali con gli
insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata.
Il TUC ha inoltre votato a favore della prossima giornata di mobilitazione nei
luoghi di lavoro e nelle università, indetta per giovedì 26 novembre,
raccogliendo l’appello globale ai lavoratori promosso dai sindacati palestinesi,
che invita la comunità internazionale a intensificare il sostegno alla
liberazione della Palestina organizzando, aderendo e promuovendo iniziative
anche sui luoghi di lavoro.
Il testo della mozione approvata
Il congresso osserva quanto segue:
La distruzione catastrofica di Gaza, comprese infrastrutture, ospedali, scuole e
università, a seguito dell’attacco genocida di Israele dal 2023, che ha causato
la morte di oltre 70.000 palestinesi, lo sfollamento di milioni di persone e
l’aumento degli insediamenti illegali, dell’occupazione militare e
dell’apartheid.
I risultati di indagini condotte da organi delle Nazioni Unite e organizzazioni
per i diritti umani che documentano gravi violazioni del diritto internazionale,
tra cui genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
La violenza e gli attacchi dei coloni israeliani, sostenuti dalle Forze di
Difesa Israeliane (IDF), contro le comunità palestinesi, hanno causato la morte
di diversi bambini e la chiusura di molte scuole, terrorizzando studenti e
personale docente.
Il movimento globale guidato dai palestinesi per il boicottaggio, il
disinvestimento e le sanzioni, avviato dalla società civile palestinese,
compresi i sindacati.
I continui sforzi del governo per scoraggiare e censurare la solidarietà con la
Palestina, anche nell’ambito dell’arte e della cultura.
Il congresso ritiene che:
Sia necessario rispondere all’appello di solidarietà dei lavoratori palestinesi
Il BDS sia una strategia efficace per fare pressione su Israele affinché ponga
fine al genocidio in corso, al sistema di apartheid, all’occupazione e alla
negazione del diritto al ritorno dei rifugiati.
Il movimento sindacale vanti una lunga e gloriosa storia di campagne BDS contro
l’oppressione, compresa quella contro il Sudafrica dell’apartheid.
Il Congresso delibera di:
Promuovere un cessate il fuoco permanente e un piano di pace giusto, che
rispetti il diritto internazionale e le successive risoluzioni delle Nazioni
Unite, prevedendo una soluzione a due Stati.
Promuovere una campagna per una legislazione che vieti il commercio con gli
insediamenti illegali e la sospensione dell’Accordo di partenariato commerciale
tra Regno Unito e Israele, fino a quando non verrà rispettato il diritto
internazionale.
Sostenere il movimento BDS guidato dai palestinesi, le campagne sindacali a
sostegno della Palestina, le giornate di azione sul posto di lavoro, il
disinvestimento da aziende complici dei crimini di Israele contro i palestinesi,
in collaborazione con i membri dei sindacati di tali aziende.
Porre fine a ogni cooperazione militare e commercio di armi con Israele per
conformarsi al diritto internazionale.
Chiedere al governo di imporre sanzioni di vasta portata a Israele finché non si
conformerà al diritto internazionale e impegnarsi a garantire la libertà di
parola e a porre fine ai tentativi di censurare artisti e organizzazioni
artistiche che esprimono solidarietà con la Palestina.
Sostenere i sindacalisti, compresi artisti, operatori culturali e operatori
dell’istruzione, che si rifiutano di gestire beni e servizi legati a violazioni
del diritto internazionale.
Redazione Italia