Propaganda, guerra cognitiva e alzabandiera nelle scuoleLa cerimonia mattutina dell’alzabandiera non è un momento come un altro. Ne
testimoniano infatti il preciso valore simbolico le parole del generale Carmine
Masiello per il quale «tutti i giorni, durante l’alzabandiera, il Tricolore
suscita emozioni che ci lasciano senza fiato e ci danno la forza di andare
avanti e affrontare, tutti insieme, le sfide che ci attendono. In esso sono
racchiusi i valori per i quali tanti hanno donato la propria vita, scegliendo di
servire la Patria: il loro esempio è la luce che guida ogni nostro passo […]»
(clicca qui). Una cerimonia strettamente legata alla trasmissione delle idee di
onore, disciplina e amor di patria; una cerimonia dunque che rappresenta il
«significato profondo» di una scelta tale da suscitare «un brivido quando la
Bandiera sale verso il cielo, tutte le mattine» (clicca qui).
Questo il quadro all’interno del quale l’Osservatorio contro la militarizzazione
delle scuole e delle università vuole aprire un dibattito su quanto da tempo
succede nelle nostre scuole con particolare riferimento alla cerimonia in
questione di cui già nel 2022 ci rendeva conto Antonio Mazzeo (clicca qui); un
fenomeno che col tempo ha assunto i caratteri di una precisa strategia che sta
invadendo in maniera sempre più sistematica i luoghi della formazione.
Basta fare una semplice ricerca in rete per osservarne la capillarità: da
Salerno, con gli studenti e le studentesse delle classi quinte dell’Istituto di
Istruzione Superiore Statale “Giovanni XXIII” (clicca qui ) a Napoli, con il
coinvolgimento del plesso “Solimena” dell’Istituto Comprensivo “Madre Claudia
Russo-Solimena” (clicca qui); dalle scuole marchigiane selezionate per
partecipare «alla cerimonia dell’alzabandiera presso il Comando militare
Esercito Marche di Ancona» (clicca qui) a Messina per «il 164° anniversario
della costituzione dell’Esercito» in cui sono state coinvolte alcune scuole del
territorio (clicca qui); da Padova, alla presenza di «una rappresentanza degli
studenti di alcune scuole superiori cittadine» dove «al termine della cerimonia,
gli studenti hanno partecipato ad un ciclo di lezioni afferenti a importanti
tematiche di carattere socio-educativo quali: storia del Tricolore e dell’Inno
Nazionale, la Costituzione Italiana, il senso civico della giustizia, il
significato della pena e nozioni basiche di primo soccorso sanitario» (clicca
qui) a Sabaudia, dove sei classi dell’Istituto Comprensivo “V.O. Cencelli” hanno
partecipato all’iniziativa volta a «promuovere nei ragazzi il senso di
appartenenza alla Patria e ad identificarsi nel simbolo del tricolore» (clicca
qui).
Da Caserta, dove «nello stadio comunale di San Cipriano d’Aversa (CE), i
militari della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e circa 400 tra studenti e
docenti del Liceo Scientifico “E. G. Segre” e dell’Istituto Comprensivo “Mattia
De Mare” hanno preso parte alla cerimonia dell’alzabandiera» e dove «a seguire,
nell’aula magna dell’Istituto “Segre”, si è svolta una conferenza durante la
quale gli studenti hanno potuto approfondire i valori alla base della scelta di
servire il Paese e rivolgere ai militari dell’Infoteam domande sui percorsi
concorsuali, sulle opportunità formative e sulle prospettive professionali
offerte dall’Esercito Italiano» (clicca qui) a Firenze presso il Comando
Militare Esercito Toscana alla presenza di «una rappresentanza di studenti e
docenti dell’Istituto di istruzione Superiore “Cellini Tornabuoni”» (clicca
qui).
Dal Liceo musicale “Carlo Pisacane” di Sapri durante una giornata con cui sono
state fornite anche informazioni su come funziona l’arruolamento (clicca qui ) a
Verona, dove «le classi IV e V della scuola primaria delle Stimate […] hanno
seguito una lezione sull’Inno nazionale e sulla Bandiera tenuta da un membro del
COMFOTER» e dove «al termine della lezione si sono spostate in piazza Bra dove
si è tenuta la cerimonia dell’alzabandiera eseguita da alcuni dei bambini»
(clicca qui).
Nella guerra cognitiva che L’Osservatorio sta da tempo analizzando nelle sue più
profonde implicazioni i simboli contano. Se è vero che il linguaggio della
propaganda risulta più incisivo ed efficace in ragione della giusta combinazione
di contenuti, tempi e luoghi della comunicazione, quale combinazione nel caso
specifico risulta più azzeccata di quella che rende possibile la circolazione di
contenuti legati alla sfera militare in tempi (primo giorno di scuola) e luoghi
(gli istituti scolastici, le piazze) che sono propri del mondo della formazione?
Anche in questo caso non mancano esempi relativamente ai precedenti anni
scolastici come dimostrano gli esempi di Cutro (clicca qui), Catanzaro (clicca
qui) e Messina (clicca qui ). E che si tratti di un “investimento” a lungo
termine da parte delle Forze Armate è testimoniato dal fatto che anche per
l’anno scolastico 2026-2027 non mancano i casi da segnalare, dalle classi quinte
della Scuola Marconi di Quinto di Treviso «che hanno partecipato alla solenne
cerimonia dell’alzabandiera con gli Alpini. Un momento di grande valore civico
ed educativo per inaugurare l’ultimo anno della primaria all’insegna del
rispetto e dello spirito di comunità» (clicca qui) alle scuole del comune di
Albizzate (clicca qui) e del comune di Moruzzo (clicca qui).
Ma forse il caso che rende maggiormente l’idea di quanto stiamo discutendo è
quello di Salerno dove «l’Istituto di Istruzione Superiore “Galilei – Di Palo”
di Salerno ha inaugurato il nuovo anno scolastico con un momento di particolare
significato: la cerimonia dell’Alzabandiera, svoltasi nel piazzale della scuola
insieme agli uomini e alle donne del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°)
dell’Esercito Italiano».
La giornata in cui è stata offerta «un’occasione di condivisione e riflessione
sul significato della bandiera e sui valori di rispetto, unità, responsabilità e
coraggio» ha coinvolto circa 200 tra alunni e personale scolastico e ha
rappresentato quindi «un’importante occasione educativa, capace di avvicinare i
giovani alle Istituzioni e di rafforzare il senso civico, il rispetto della
comunità e la consapevolezza dei propri diritti e doveri».
È stata inoltre capace di creare sinergia «tra Scuola ed Esercito, due realtà
chiamate, nei rispettivi ambiti, a contribuire alla formazione delle nuove
generazioni e alla diffusione dei valori di democrazia, Patria, pace e libertà».
A chiudere la giornata non poteva poi mancare l’illustrazione delle «opportunità
formative e professionali offerte dalle Forze Armate».
Ecco quindi che la cerimonia dell’alzabandiera diventa magicamente occasione per
«conoscere più da vicino l’Esercito, le sue attività e i diversi percorsi
disponibili, trasformando la giornata inaugurale in un momento di incontro,
orientamento e partecipazione» (clicca qui). Propaganda e arruolamento.
E mentre anche la stampa locale descrive l’evento come «un’importante
opportunità per avvicinare i giovani alle Istituzioni e stimolare il loro senso
civico» (clicca qui), l’Osservatorio dal canto suo registra diversi commenti
negativi che testimoniano una certa insofferenza rispetto alla martellante
retorica del dovere e del sacrificio per la patria (clicca qui).
A nostro avviso il coinvolgimento della popolazione studentesca in cerimonie
fortemente connotate come quella dell’alzabandiera rappresenta il chiaro
tentativo da parte delle Forze Armate di inserirsi d’imperio all’interno del
rapporto educativo docenti-studenti con il risultato si stravolgerne gli
equilibri e la natura. E in particolare quando ciò avviene in occasione
dell’avvio delle lezioni che segna il rinnovo di questo rapporto dopo la pausa
estiva e, nel caso delle classi prime, la delicata fase di presa di contatto con
una nuova istituzione scolastica.
Utilizzare il primo giorno di scuola per la cerimonia dell’alzabandiera incide
in maniera fortissima a livello simbolico contribuendo a veicolare un sistema di
idee basato sul rispetto della gerarchia, sullo stato di emergenza permanente e
sulla conseguente necessità da parte di tutti e tutte di partecipare alla
“difesa totale” della patria.
La relazione educativa tra docente e discente si basa su ben altri presupposti.
Lo sappiamo fin troppo bene. E per tale ragione come insegnanti, genitori e
genitrici, studenti e studentesse dobbiamo rivendicare un ambiente libero dalle
ingerenze di questi corpi estranei e rifiutare la propaganda e la guerra
cognitiva che ne informano l’operato all’interno dei nostri istituti scolastici.
Abbiamo a disposizione diversi strumenti, dal vademecum alla richiesta di
esonero appositamente scritti dall’Osservatorio per tutta la popolazione
scolastica, agli appunti resistenti per docenti. Ma soprattutto abbiamo lo
strumento del confronto, del dibattito, la forza delle idee e il dovere di
portarle avanti per un mondo finalmente liberato dall’incubo della guerra.
Opponiamoci a questa colonizzazione culturale da parte delle forze armate.
Fuori i militari dalle scuole.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Contatti: https://osservatorionomilscuola.com/contatti/
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