A Torino la Biennale della Prossimità riflette su democrazia e trasformazione sociale
Dall’1 al 3 ottobre Torino ospiterà la Biennale della Prossimità 2026,
appuntamento nazionale che riunisce organizzazioni, istituzioni, operatori
sociali, cittadine e cittadini provenienti da tutta Italia attorno ai temi della
prossimità, della partecipazione e della trasformazione dei territori. La sesta
edizione avrà come titolo “Pratiche di democrazia profonda” e proporrà tre
giornate di confronto pensate non come una semplice successione di conferenze,
ma come uno spazio di scambio tra esperienze, pratiche e visioni. Al centro, il
rapporto tra istituzioni, comunità e cittadini e il ruolo della prossimità come
infrastruttura democratica e leva di trasformazione sociale. Il programma
affronta alcuni dei temi più urgenti del dibattito pubblico: diritto
all’abitare, salute, educazione, welfare, giovani, lavoro dignitoso, sicurezza
urbana, cultura, digitale, rigenerazione, sostenibilità eco-sociale, giustizia
territoriale e cura dei beni comuni. Il cuore della Biennale sarà composto da 13
panel e 3 macro-panel, affiancati da talk, laboratori, percorsi urbani,
installazioni, presentazioni, cinema, musica e momenti conviviali. I tre
macro-panel saranno dedicati alle infrastrutture sociali, alle fratture che
attraversano le comunità e al rapporto tra giovani e desiderio di futuro. Cinque
talk saranno invece dedicati ad altrettante parole chiave: tempo, futuro,
potere, pace e giustizia.
Tra gli ospiti ci saranno Massimo Ruggeri, direttore della Biennale della
Prossimità, e Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali, Diritti e Pari
Opportunità della Città di Torino; Massimo Cirri e Sara Zambotti, storiche voci
di Caterpillar su Rai Radio 2; Andrea Morniroli, assessore alle Politiche
sociali e alla Scuola della Regione Campania ed ex co-coordinatore del Forum
Disuguaglianze e Diversità; il regista Andrea Segre; Marta Battioni,
vicepresidente di Legacoopsociali ed ex co-direttrice della Biennale della
Prossimità; Francesco Vignarca, coordinatore delle Campagne della Rete Italiana
Pace e Disarmo. Un processo collettivo che produce valore La Biennale 2026 nasce
da un percorso costruito nei mesi precedenti insieme a realtà locali e
nazionali. Il programma è stato sviluppato attraverso il lavoro condiviso del
Comitato Locale di Torino, che riunisce oltre cinquanta realtà tra associazioni,
cooperative sociali, organizzazioni del Terzo settore e soggetti attivi nei
quartieri della città, della Comunità di Pratiche e dei Promotori Nazionali –
Consorzio Abele Lavoro, CNCA, Consorzio Idee in Rete, Consorzio Emmanuel,
Associazione Isnet, Legacoopsociali, Scuola Centrale Formazione, Forum
Disuguaglianze e Diversità, Italia che Cambia, Confcooperative Federsolidarietà
e ACLI. Più che un semplice evento, la Biennale si conferma così un processo
collettivo capace di mettere in dialogo esperienze provenienti da tutta Italia e
di valorizzare le pratiche di prossimità come strumenti concreti di
trasformazione dei territori.
La capacità di generare cambiamento emerge anche dai primi dati
dell’Osservatorio nazionale sulla prossimità, realizzato da Associazione Isnet e
Università di Firenze. Le prime elaborazioni mostrano un ritorno sociale
positivo: a fronte di circa 4,1 milioni di euro investiti, le pratiche
analizzate generano oltre 5,2 milioni di euro di valore sociale, con un indice
SROI pari a 1,27. Per il cambiamento analizzato in termini di causalità, legato
all’aumento delle attività gratuite degli stakeholder, oltre l’80% degli effetti
non si sarebbe verificato senza gli interventi di prossimità. I risultati
completi dell’Osservatorio saranno presentati durante la Biennale. Tre giorni
dentro Torino La Biennale della Prossimità si aprirà giovedì 1 ottobre alle
10.30 nella Sala Conferenze Sangalli dell’Oratorio Salesiano San Francesco di
Sales. Dopo la plenaria iniziale, le attività proseguiranno al Cecchi Point, che
sarà il cuore di buona parte della manifestazione, con incontri, presentazioni e
percorsi di coprogettazione. La cena di strada e il concerto si svolgeranno a
Porta Palazzo – Tettoia dei Contadini. Venerdì 2 ottobre panel, laboratori e
talk si alterneranno per tutta la giornata. Nel pomeriggio alcuni percorsi
urbani accompagneranno i partecipanti alla scoperta dei quartieri e delle
esperienze di prossimità attive a Torino, mentre la sera sarà dedicata anche al
linguaggio cinematografico attraverso una selezione di cortometraggi. La
giornata conclusiva di sabato 3 ottobre si svolgerà al Campus Luigi Einaudi,
dove la plenaria finale “Riannodare i fili” metterà in relazione i diversi
percorsi emersi durante la Biennale.
Iscrizioni aperte: la partecipazione alla Biennale della Prossimità è gratuita.
Le iscrizioni ai singoli appuntamenti sono aperte attraverso Prossimatch, la
piattaforma digitale che consente di costruire il proprio percorso tra le
attività della Biennale, conoscere le altre persone e organizzazioni
partecipanti e favorire nuove connessioni.
Il programma completo è disponibile sul
sito: https://www.biennaleprossimita.it/programma-2026/
La Biennale della Prossimità 2026 è realizzata con il sostegno di Fondazione
CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo, Città di Torino, Fondazione di Modena e
Banca Etica. Numerosi altri enti, organizzazioni e realtà sostengono e
accompagnano il percorso della Biennale. L’elenco completo è disponibile nella
pagina “Sostenitori della Biennale” sul sito www.biennaleprossimita.it.
Per ulteriori
informazioni: https://www.biennaleprossimita.it biennaleprossimita@gmail.com
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