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Vuoi il paracadute o il paracadutista?
Un mondo esiste e resiste nella notte: poveri e delinquenti, accattoni, imbroglioni, santi e bevitori. Bisogna stare con loro. Si sentono in pericolo nella tempesta, si sentono soli come naufraghi. Ne salvi uno e ce ne sono altri mille che soffrono. Esclusi e inclusi. Aiutati o maledetti. Resistono nella notte. La coperta sociale di sussistenza puo’ essere un salvagente o un ginepraio. Alcuni li vorrebbero mandare in galera, altri cercano di aiutarli. Cosa succedera’ domani? Ci sono quelli che vogliono sicurezza e quelli che cercano un salvagente per non annegare. Sono due scelte diverse. Vuoi il paracadute o il paracadutista? Bisogna stare seduti per terra a bere una birra insieme. Bisogna avere un’attenzione di cura e sostegno. Sono fortunato io, perché ho avuto il paracadute, quindi non sono finito per strada. Si scambiano diritti sociali con bisogni di sicurezza. Abbiamo una persona povera ogni dieci persone in Italia. Abbiamo il 57% delle famiglie che fatica ad arrivare a fine mese. Quanti voteranno il paracadutista pensando di avere protezione? Si scambia la libertà con illusioni di sicurezza. Non va bene.  Bisogna tornare ai diritti sociali. Riconoscere che non possiamo permetterci il lusso di rinunciare alla lotta nonviolenta. Alla resistenza civile nonviolenta.  Il futuro appartiene alla speranza attiva e concreta per non farci rubare il futuro. Il futuro appartiene ai giovani e ai disperati. Ai vecchi malandati. Alle famiglie con disagi. Ai sorci e alle sorcine. Ci vorrebbe un paracadute sociale, non un paracadute da guerra. Peace & Love, pace e amore, si diceva nel 1968. Vogliamo tutto. Vogliamo la vita bella. Tanti sogni. E poi? Come siamo arrivati ad oggi? Forse ho capito… ma questa è un’altra storia. Ray Man
September 16, 2026
Pressenza