“La cultura non è un alibi”. La protesta al Festivaletteratura di Mantova
BDS Italia ha coinvolto autori e autrici ospiti della manifestazione a chiedere
la rinuncia della sponsorizzazione Eni complice delle politiche di occupazione
israeliane e La Balena Bianca ha ‘disertato’ la fiera, che si è svolta nella
celebre città d’arte lombarda dal 9 al 13 settembre scorsi.
In un proprio comunicato, BDS Italia precisa che nel Belpaese “Al contrario di
quello che nel Nord Europa e in UK è consolidato, è la prima volta che, oltre a
una denuncia pubblica, il mondo della cultura firma una richiesta esplicita al
festival”.
All’appello del movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni
contro Israele hanno aderito, tra gli altri, Eyal Weizman, Isabella Hammad e
Lina Attalah.
LA CULTURA NON È UN ALIBI.
FUORI ENI DA FESTIVALETTERATURA
Anche nel 2026 Eni figura tra gli sponsor di Festivaletteratura di Mantova.
Quest’anno, in occasione del centenario dell’azienda, la sua presenza si estende
inoltre a un incontro dal titolo Inedita Energia e a una mostra dedicata al
rapporto tra Eni e il cinema italiano.
Non si tratta di una presenza neutrale. Attraverso il sostegno a un’istituzione
culturale autorevole, Eni ottiene visibilità, prestigio e legittimazione
reputazionale, mentre le sue attività continuano a sollevare gravi questioni
climatiche, ambientali e relative ai diritti umani.
Eni continua a investire nell’espansione di petrolio e gas, nonostante l’urgenza
della crisi climatica.
Svolge inoltre un ruolo logistico nella filiera del greggio destinato a Israele
attraverso il terminal di Taranto.
La sua filiale britannica è alleata con Ithaca Energy, controllata
dall’israeliana Delek Group, inserita nella banca dati delle Nazioni Unite sulle
imprese coinvolte in attività connesse agli insediamenti israeliani nei
territori palestinesi occupati.
Quando un festival mette i propri spazi e il proprio prestigio al servizio della
narrazione di una compagnia fossile, il cultural washing diventa concreto.
Abbiamo quindi chiesto alla direzione di Festivaletteratura di:
* revocare la sponsorizzazione di Eni;
* non accettare in futuro finanziamenti da imprese le cui attività siano
incompatibili con i valori dichiarati dal Festival;
* adottare una politica pubblica ed eticamente vincolante per la selezione
degli sponsor.
Nel suo trentesimo anniversario, Festivaletteratura ha l’opportunità di
scegliere da che parte stare.
BDS Italia
“Fin dal 2012, anno della nostra nascita come rivista, abbiamo sempre
partecipato al festival, anche contribuito alla progettazione di alcune sezioni
del programma, organizzando incontri e iniziative – spiega la redazione de La
Balena Bianca, che ha aderito all’appello di BDS Italia – Le esperienze fatte al
Festivaletteratura hanno contribuito a farci crescere come redazione e come
rivista. Negli ultimi tempi, però, abbiamo cominciato a maturare un certo
disagio rispetto alla nostra collaborazione con un’istituzione culturale
meritoria, ma finanziata, tra gli altri, da Eni, che in Italia e nel
mondo lavora contro tanti degli ideali in cui, come redazione, crediamo; ideali
che hanno a che fare con il rispetto per l’ambiente e con quello per le persone.
Per questo, a malincuore, anche quest’anno non seguiremo e non daremo spazio
sulle nostre pagine a quanto a partire da oggi accadrà a Mantova. Lo facciamo
per coerenza con i nostri ideali, ma anche perché sappiamo che prese di
posizione come la nostra, pur minima nel grande mare del sistema della
comunicazione culturale italiana, troveranno eco anche all’interno dello staff
del festival. Per questo speriamo che chi, nell’organizzazione di
Festivaletteratura, è convinto che la cultura non si faccia solo con le scelte
di lettura, ma anche con le pratiche e le alleanze che si stringono, riesca a
far sentire la propria voce e a portare un cambiamento”.
ANBAMED