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Il report mensile di IRC e DV sui migranti arrivati a Trieste / dati di GENNAIO 2026
Il rapporto di monitoraggio sui profili delle nuove persone migranti in arrivo a Trieste incontrate da International Rescue Committee Italia e Diaconia Valdese durante le quotidiane attività di aggancio, informativa legale e prima assistenza nel periodo di gennaio 2026 riferisce: * sono state agganciate 606 nuove persone, in media 20 al giorno; * 257 persone hanno dichiarato di essere in viaggio verso altri paesi europei (42%), e 222 di voler chiedere asilo a Trieste (37%) * i principali paesi di provenienza sono Afghanistan (52%) e Nepal (22%), con un chiaro aumento di persone di nazionalita nepalese in arrivo a Trieste in questi ultimi due mesi. A questo link trovate ogni mese caricata la versione in inglese del rapporto: https://www.rescue.org/eu/country/italy/reports#trieste Redazione Friuli Venezia Giulia
February 24, 2026
Pressenza
IRC: Mentre gli sfollati globali raggiungono numeri da record, le politiche statunitensi peggiorano la situazione
I nuovi dati diffusi oggi dalle Nazioni Unite confermano un altro tragico record: oltre 122 milioni di persone sono attualmente sfollate con la forza nel mondo, più della popolazione di Spagna e Regno Unito messe insieme, e in aumento rispetto ai 120 milioni dell’anno scorso. Le cifre includono rifugiati e sfollati interni, costretti ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti, disastri e persecuzioni. Nell’ultimo decennio, il numero è più che raddoppiato. Il 40% degli sfollati nel mondo sono minori sotto i 18 anni. Contrariamente alla percezione diffusa nei Paesi più ricchi, la grande maggioranza degli sfollati (73%) vive in Paesi a basso e medio reddito, e il 60% non oltrepassa mai un confine internazionale. Sono stati registrati 45,8 milioni di sfollamenti legati al clima, un drammatico aumento rispetto ai 26,3 milioni dello scorso anno, che riflette l’impatto crescente del cambiamento climatico incontrollato. Un terzo di tutte le persone sfollate nel mondo proviene da solo quattro Paesi devastati dalla guerra: Sudan, Siria, Afghanistan e Ucraina. Allo stesso tempo, contesti caratterizzati da alti livelli di fame e malnutrizione, come i Territori Palestinesi Occupati e la Repubblica Democratica del Congo rappresentano alcune delle principali crisi di sfollamento. I Paesi inseriti nella Watchlist dell’International Rescue Committe (IRC), tra cui Sudan, Afghanistan e Yemen, affrontano crisi sovrapposte di conflitto, cambiamento climatico e povertà, contribuendo in modo sproporzionato al numero globale di sfollati e risultando particolarmente vulnerabili ai continui tagli ai finanziamenti umanitari. David Miliband, Presidente e CEO dell’International Rescue Committee (IRC), ha dichiarato: “Le cifre relative agli sfollati ‘forzati’ battono record da oltre un decennio, sintomo del fallimento nel prevenire e risolvere i conflitti, proteggere i civili e offrire rifugio. I dati di oggi rappresentano il peggio di questa ‘nuova normalità’, con livelli altissimi di sofferenza e un preoccupante aumento delle persone sfollate a causa della crisi climatica. Queste cifre dimostrano chiaramente che non è il momento di tagliare i finanziamenti agli aiuti. Con la maggior parte dei rifugiati e degli sfollati nei Paesi più poveri, la riduzione del sostegno ai servizi essenziali porterà a nuovi sfollamenti da questi Paesi. I numeri dimostrano anche che il ricollocamento nei Paesi più ricchi può offrire una via di salvezza fondamentale per chi è più a rischio. E ci ricordano che, quando torna la pace, rifugiati e sfollati vogliono tornare a casa. Dopo un decennio di guerra, è fondamentale che paesi come la Siria ricevano il sostegno necessario. Una crisi senza precedenti richiede un impegno altrettanto straordinario. I rifugiati in fuga dalla guerra non sono il problema, né la causa del problema. Rappresentano una prova da superare. Non è il momento di eludere la responsabilità, ma di affrontarla con decisione, con il sostegno a chi è in difficoltà e la diplomazia per risolvere le cause dell’instabilità.” International Rescue Committee (IRC) Redazione Italia
June 12, 2025
Pressenza