LOTTE OPERAIE: STATO DI AGITAZIONE A VALDAGNO (VI). LA GXO PROPONE IL TRASFERIMENTO DI 83 LAVORATRICI DAL VENETO AL PIEMONTE
Si intensifica la mobilitazione dei dipendenti della GXO contro la proposta
dell’azienda di trasferire 83 persone, in maggioranza donne, dal sito di Maglio
di Sopra, frazione di Valdagno, provincia di Vicenza, al sito di Trecate, in
provincia di Novara.
Era arrivata il primo settembre la comunicazione della GXO, che si occupa della
logistica per il marchio dell’alta moda “Valentino”, che annunciava il
trasferimento di 83 lavoratori su 109 dal paese veneto a quello piemontese. Si
tratta quindi di sradicare 83 nuclei familiari dal proprio territorio, oppure,
di lasciarli senza un reddito.
All’annuncio della GXO lavoratrici e sindacati avevano risposto già il 3 e il 4
settembre con un presidio e una manifestazione. Era seguito un incontro senza
esiti favorevoli per i dipendenti il 9 settembre.
Giovedì 17 settembre l’azienda incontrerà nuovamente le parti. Seguirà
un’assemblea pubblica organizzata da ADL Cobas.
Abbiamo fatto il punto sulla vertenza con Ylenia Carotta RSA ADL Cobas per il
cantiere GXO. Ascolta o scarica
Alleghiamo il comunicato stampa ricevuto in redazione dal Collettivo Karburo di
Valdagno, che sostiene la protesta di lavoratori e lavoratrici.
VALDAGNO CALLING – MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DELLA GXO.
Negli ultimi due giorni (3 e 4 settembre 2026) a Valdagno (VI) si è accesa la
protesta dei lavoratori del comparto della logistica di “Valentino”, a seguito
della comunicazione del 1 settembre di GXO (azienda multinazionale operante con
appalto alla logistica all’interno dello stabilimento), che annunciava il piano
di trasferimento del reparto presso la sede di Trecate, in provincia di Novara.
Questa decisione aziendale risponde a motivi di razionalizzazione: il magazzino
di Valdagno viene giudicato obsoleto e troppo lontano da aeroporti e arterie di
distribuzione, nonostante il fatto che lo svincolo “Valle Agno” della
“Superstrada Pedemontana Veneta” sia stato inaugurato a fine dicembre 2023. Il
periodo di spostamento dovrebbe situarsi tra febbraio e marzo 2027 e si
accompagna alla proposta di trasferimento di 83 lavoratori su 109 dal paese
veneto a quello piemontese.
E’ l’ennesimo attacco subito dai lavoratori della logistica di “Valentino”, i
quali, prima del subentro di GXO nel 2021, si erano impegnati in vari cicli di
mobilitazione, non ultimo quello svoltosi già a partire dal 2019 contro le
condizioni di lavoro e i ritardi nella retribuzione dovuti alla
esternalizzazioni, soprattutto presso cooperative come “Atlantide”. La
stabilizzazione della condizione lavorativa, a cui GXO sembrava dovesse
corrispondere, è durata però solo cinque anni.
La composizione sociale dei lavoratori rende, per altro, particolarmente
inaccettabile la proposta di trasferimento: la maggioranza è composta da donne,
molte con mutui da pagare e figli da crescere. L’asettica proposta di
trasferimento, quindi, equivale di fatto alla proposta di sradicamento di 83
nuclei famigliari dal territorio, oppure, nel caso di un probabile rifiuto in
massa al trasferimento, corrisponderebbe all’ulteriore impoverimento del tessuto
sociale dei comuni della Valle; un territorio che ormai non solo sente sempre
più lontana la stagione della grande manifattura della “Marzotto”, ma che ancor
più finisce per rimpiangere anche il cosiddetto “Miracolo del Nord-est”: un
sogno ormai sbiadito in un’area martoriata dall’invecchiamento demografico e da
un insaziabile consumo di suolo causato dalla speculazione edilizia e
industriale.
Su questo sfondo si sono mobilitati i lavoratori, ora come nelle stagioni
precedenti organizzati per lo più sotto la sigla di ADL-Cobas, mettendo
immediatamente in campo un presidio presso i cancelli della fabbrica giovedì 3 e
un corteo per il centro città con presidio sotto il comune di Valdagno venerdì
4. Lavoratori e sindacati ora attendono un nuovo incontro con l’azienda il 9
settembre, ma hanno già ribadito la volontà di non cedere sul fronte della
mobilitazione per salvare la logistica a Valdagno. Le sigle confederali,
operanti soprattutto negli altri reparti dello stabilimento “Valentino”, si sono
per il momento espresse attraverso un comunicato, con il quale hanno manifestato
preoccupazione per il futuro dell’intero stabilimento e hanno avanzato -come
oggetto di discussione con l’azienda- proposte di reinserimento tramite
up-skilling (formazione professionale). Si è da subito mostrata disponibile
all’aiuto anche l’amministrazione comunale.
Oltre ai corpi intermedi e alle istituzioni, ci teniamo però a segnalare la
solidarietà spontanea che ha accompagnato i lavoratori durante il picchetto di
giovedì e il corteo di venerdì nel mezzo del mercato in piazza a Valdagno. In un
territorio che sembrava per più versi anestetizzato a qualsiasi moto di
solidarietà, a causa di decenni di propaganda leghista o -ultimamente- fascista,
l’appoggio solidale sembra riemergere. Ai lavoratori, la cui composizione etnica
è splendidamente mista, è infatti subito arrivato il plauso e la vicinanza degli
esercenti del mercato e della cittadinanza: una vicinanza che è forse
un’inconsapevole risposta pavloviana al richiamo della lunga storia operaia
della valle dell’Agno, dove ogni persona ha lavorato o ha avuto parenti che
hanno lavorato in “Marzotto”.
La nostra volontà, come Collettivo, è quella di contribuire alla mobilitazione e
al rafforzamento dello sforzo contrattuale dei lavoratori. Vorremmo, con loro,
ribadire che “il lavoro e il reddito delle persone non possono essere un lusso”,
nella speranza che la cooperazione fuori e dentro gli stabilimenti e la messa in
comune delle intelligenze possa essere un’opportunità per strappare il
territorio dalla morsa del cemento, del profitto cieco, del livore razzista e
dell’abbandono.
Collettivo Karburo, Valdagno 05/09/2026.