Verona, presidio antifascista contro il raduno di Casa Pound
La sera del 10 settembre diverse centinaia di persone si sono riunite nella
piazza centrale del quartiere veronese di Ca’ di David, per esprimere il proprio
sdegno contro il raduno del movimento neofascista in programma in questi giorni
proprio nel territorio di Cà di David.
Nonostante il maltempo, la forte passione civile e antifascista ha animato ieri
il quartiere di Ca’ di David. Nella piazza centrale, di fronte alla chiesa,
oltre 300 cittadini si sono radunati per manifestare pacificamente contro il
congresso nazionale di Casa Pound, ospitato in una struttura privata della zona.
L’evento ha acceso i riflettori sulla natura di Casa Pound, movimento politico
di estrema destra di ispirazione neofascista, le cui posizioni
anticostituzionali si affiancano a legami evidenti con gruppi europei di stampo
neonazista e oltranzista, tra cui l’organizzazione paramilitare ucraina
Karpats’ka Sič e il partito ellenico Alba Dorata.
Il raduno di Casa Pound
Partendo da queste premesse, CasaPound ha dato il via a un raduno nazionale di
quattro giorni in una struttura privata a Cà di David, quartiere nella periferia
meridionale di Verona. L’evento prevede un fitto calendario di dibattiti —
incentrati anche sul controverso tema della “remigrazione” — e concerti con band
esclusivamente dell’area di estrema destra, oltre alla presunta partecipazione
di esponenti del Veneto Fronte Skinheads.
Si tratta di un appuntamento che riunisce sigle collocate al limite della
legalità e in aperto contrasto con i princìpi costituzionali, promosse da un
movimento che si dichiara apertamente fascista e caratterizzato da matrici
filonaziste, razziste e omofobe.
La nascita del Comitato di quartiere e il supporto delle realtà veronesi
Di fronte a tale raduno, la cittadinanza di Verona non è rimasta immobile,
scegliendo invece di reagire. È nato così il Comitato Spontaneo Ca’ di David per
la Democrazia e la Costituzione, un’iniziativa promossa dai residenti della zona
per ribadire l’identità antifascista del quartiere e prendere le distanze da
simili manifestazioni. L’appello del comitato ha ottenuto immediato sostegno
da una quarantina di realtà tra associazioni, movimenti, partiti e sindacati,
oltre che da numerosi singoli cittadini e cittadine che, pur nella loro
pluralità, hanno scelto di convergere sotto i valori condivisi dell’antifascismo
e dell’antirazzismo.
Un presidio antifascista è stato organizzato e si è tenuto il 10 settembre, in
concomitanza con l’apertura del raduno di Casa Pound. L’iniziativa ha ribadito
con forza che il quartiere di Cà di David, sostenuto da una forte partecipazione
locale, e l’intera città di Verona si riconoscono nei valori antifascisti,
condannando fermamente ogni espressione di fascismo, razzismo e intolleranza, e
respingendo con decisione la presenza del raduno sul territorio urbano.
Il presidio
Il presidio ha preso il via alle 19, nonostante la forte pioggia che nel tardo
pomeriggio si era abbattuta sulla città, potenziale deterrente per i
partecipanti. Nonostante il maltempo, la manifestazione ha radunato diverse
centinaia di persone, protrattosi per oltre due ore di mobilitazione intensa. La
scaletta è stata fitta di interventi, a partire da quello del Comitato Spontaneo
di Ca’ di David, seguito dalle voci di numerose altre realtà associative del
territorio e cittadine. Hanno preso la parola anche rappresentanti di partiti
politici, membri dell’amministrazione comunale e numerosi singoli cittadini,
slegati da sigle associative, che hanno voluto esprimere apertamente il proprio
sdegno contro il raduno di Casa Pound.
Oltre due ore di interventi intensi e carichi di significato, tenuti davanti a
una piazza gremita di cittadini che, incuranti della pioggia, sono rimasti per
ribadire la propria ferma e irremovibile presa di posizione. Un presidio nato da
un raduno che gli organizzatori avevano mantenuto segreto fino all’ultimo, ma
che ha svelato chiaramente alla città la presenza di gruppi di chiara matrice
razzista, rispetto ai quali è fondamentale prendere le distanze. Una grande
mobilitazione per riaffermare che a Verona, così come nel resto del Paese e del
mondo, non vi può né deve essere alcuno spazio per i fascismi e per qualsiasi
forma di odio.
L’assenza della Chiesa
Tra i numerosi interventi, è forse mancata la voce dei rappresentanti della
chiesa di Cà di David. Forti della loro radicata capacità di aggregazione nel
territorio, avrebbero dovuto prendere una posizione netta contro chi fa
dell’odio la propria bandiera politica. Sarebbero bastate poche parole chiare
per sensibilizzare ulteriormente la comunità del quartiere e quei fedeli che,
terminata la messa, hanno preferito tornare a casa anziché fermarsi a
riflettere.
Un’assenza che pesa, soprattutto oggi, quando è urgente contrastare ogni forma
di odio. Non ci si può trincerare dietro la presunta neutralità della Chiesa
rispetto alla politica: di fronte al razzismo e alla violenza che dilagano nelle
nostre città, nei quartieri e nelle comunità – come purtroppo si è visto
recentemente a Ca’ di David – la Chiesa ha il dovere morale di trovare il
coraggio di prendere una netta posizione.
Heraldo