Perù: l’Esecutivo dichiara in riorganizzazione il Ministero dell’Ambiente
Oggi, l’Esecutivo ha dato al Paese una notizia preoccupante: mediante il D.S. N°
012-2026-MINAM è stato dichiarato in “modernizzazione e riorganizzazione il
Ministero dell’Ambiente (MINAM), i suoi programmi e progetti speciali, e gli
organismi pubblici collegati al Settore Ambientale, per un periodo di centoventi
(120) giorni ”. Si continuerà a subordinare la protezione dell’Amazzonia alla
rapida riattivazione industriale?
PRECEDENTI NEFASTI: I “PACCHETTI AMBIENTALI”
La preoccupazione dei cittadini non è gratuita, poiché il Paese ha già
sperimentato precedenti “riforme” del settore, come il cosiddetto “pacchetto
ambientale” realizzato mediante la Legge 30230 nel 2014. In questo, il governo
di Ollanta Humala ridusse la capacità dell’Organismo di Valutazione e
Fiscalizzazione Ambientale (OEFA), limitando la sua capacità sanzionatoria alle
“misure correttive”; inoltre gli fu sottratta la competenza sulla Politica
Nazionale di Ordinamento Territoriale e aumentarono le lacune normative nella
zonizzazione ecologica.
Allo stesso modo, tra il 2024 e il 2025 (con il partito dell’attuale
governo,Fuerza Popular, in Congresso) fu creata la cosiddetta “Legge
Antiforestale”, legalizzando la deforestazione illegale, rendendo più flessibili
i cambiamenti di uso del suolo a fini agricoli. Questa riforma è stata
realizzata senza previa consultazione dei popoli indigeni amazzonici, che sono i
principali colpiti dalla parcellizzazione incontrollata nelle zone di foresta
nativa.
Oggi il governo di Keiko Fujimori, mediante la richiesta di deleghe legislative
e l’attuale “riorganizzazione”, intende ridurre i tempi di valutazione
ambientale nei progetti di investimento (passando da anni a mesi), oltre a
consentire attività produttive nelle zone cuscinetto; e si prevede una
compromissione dei diritti territoriali delle comunità native. Che cosa darà
priorità l’attuale governo: la conservazione dell’ambiente o la riattivazione
industriale? La nostra Amazzonia e i popoli originari sopporteranno ancora una
volta le “riforme”?
GRAVI RISCHI AMBIENTALI
La regione amazzonica del Paese affronta attualmente gravi rischi ambientali
come l’estrazione mineraria illegale e la deforestazione (a causa dell’uso del
mercurio che avvelena le fonti d’acqua, distrugge le foreste tropicali e genera
pozze artificiali tossiche per l’ambiente e la società); oltre al deficit idrico
e a una ripresa critica delle aree bruciate a causa delle alte temperature.
Il Ministero dell’Ambiente è l’organo nazionale incaricato di promuovere la
conservazione e l’uso sostenibile delle risorse naturali, la valorizzazione
della diversità biologica e la qualità ambientale a beneficio delle persone, nel
quadro della crescita verde e della governance ambientale.
Ma nonostante sia un settore chiave per lo sfruttamento sostenibile delle
risorse naturali, ha subito diverse riforme che hanno generato un progressivo
indebolimento istituzionale dal 2008, anno in cui è stato creato.
Redacción Perú