Le organizzazioni israeliane per i diritti umani accolgono con favore l’azione internazionale contro il progetto di insediamento israeliano nei Territori palestinesi occupati
Noi, organizzazioni israeliane per i diritti umani che documentiamo le politiche
di Israele e il loro impatto sui palestinesi nella Cisgiordania occupata,
compresa Gerusalemme Est, accogliamo con favore la decisione del governo
britannico di riconoscere e intervenire contro la pulizia etnica perpetrata da
Israele in Cisgiordania, insieme alle dichiarazioni rilasciate da altri Stati.
Si tratta di un primo passo importante e necessario per adempiere all’obbligo
giuridico degli Stati in risposta alla rapida espansione del progetto di
insediamento, all’espropriazione sistematica dei palestinesi dalle loro terre e
dal loro patrimonio, e all’escalation della violenza dei coloni sostenuta dallo
Stato, che può arrivare a costituire tortura. Questi sviluppi non sono
sporadici; al contrario, fanno parte di uno sforzo più ampio volto a cacciare le
comunità palestinesi dalle loro case e dalle loro terre e ad alterare
radicalmente la realtà demografica e geografica dei territori palestinesi
occupati (oPt). Le comunità palestinesi vengono sfollate con la forza attraverso
una combinazione di violenza da parte dei coloni, confisca delle terre,
restrizioni alla libertà di movimento e all’accesso ai terreni, demolizioni e
politiche statali che facilitano e consolidano l’espansione degli insediamenti.
Il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024 ha
ritenuto illegale la presenza continuativa di Israele nei Territori palestinesi
occupati, come ha riconosciuto ieri il Regno Unito.
Ha inoltre ribadito che tutti gli Stati hanno l’obbligo di non riconoscere come
legittima la situazione derivante dalla presenza illegale di Israele e di non
fornire aiuto o assistenza nel mantenimento di tale situazione. Il divieto di
attività commerciali ed economiche che sostengano o avvantaggino il progetto di
insediamento è quindi uno dei mezzi attraverso i quali gli Stati possono
garantire che la propria condotta non contribuisca al mantenimento di una
situazione illegale o alla violazione dei diritti dei palestinesi.
Esortiamo la comunità internazionale ad adottare ulteriori misure concrete per
garantire che le sue relazioni con Israele non favoriscano più l’attività di
insediamento, gli sfollamenti forzati e la pulizia etnica da parte di Israele
nella Cisgiordania occupata, né la sua più ampia violazione dei diritti umani
dei palestinesi in tutti i territori sotto il suo controllo.Hanno aderito a
questa dichiarazione (elenco in via di aggiornamento):
Adalah – Centro legale per i diritti della minoranza araba in Israele; Bimkom;
Breaking the Silence; B’tselem; Emek Shaveh; Gisha; MachsomWatch; Genitori
contro la detenzione minorile; Peace Now; PHRI; Comitato pubblico contro la
tortura in Israele; Yesh Din; Zazim Community Action; Combatants for Peace.
Combatants for Peace