GIOIA TAURO: ORSA E USB CHIEDONO CHE LA PERIZIA SUI CONTAINER SOSPETTATI DI TRASPORTARE ARMI IN ISRAELE SIA RESA PUBBLICA. “NECESSARIO CHIARIRE”
I sindacati di classe Or.s.a Mari e Porti e Usb Calabria hanno formalmente
chiesto la pubblicazione integrale della perizia tecnica relativa al carico
d’acciaio di alcuni container giunti, mesi fa, presso il porto di Gioia Tauro e
sottoposti a ispezione da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane per il
sospetto che contenessero materiale bellico destinato ad Israele.
Dalla perizia tecnica, infatti non sarebbe emerso alcun «contenuto di rilievo
penale», tuttavia per le due organizzazioni sindacali e per le molte realtà
territoriali, e non solo, che nel tempo si sono battute per impedire il supporto
logistico dei porti italiani al genocidio in Palestina, qualcosa non torna.
Innanzitutto, dopo 6 mesi di stallo, nella perizia si parla di controlli su 8
container, ma il carico era composto da 16 container. Inoltre – scrivono Or.s.a
Mari e Porti e Usb Calabria “Viene presentato come elemento a discarico il fatto
che le barre d’acciaio non fossero dirette a una fabbrica di armi, ma a una
società di intermediazione tra India e Israele. Ma l’intermediazione commerciale
è il meccanismo che segnalavamo già a marzo”. I due sindacati di classe chiedono
quindi, oltre alla pubblicazione della perizia e alla verifica del Parlamento,
che venga spiegato su quali colli sia stata svolta la verifica e in base a quale
criterio siano stati eventualmente liberati anche gli altri. “Affermare
semplicisticamente l’assenza di rilievo penale non risponde alle nostre domande,
che restano tutte aperte: se quell’acciaio sia di grado balistico, se sia stato
classificato come duplice uso, se l’Uama abbia mai emesso la clausola catch all
su Gioia Tauro, se qualcuno abbia presentato istanza di licenza, e chi sia
l’utilizzatore finale in Israele”. Nel mentre domani, mercoledì 9 settembre,
l’europarlamentare di Avs Mimmo Lucano sarà al porto di Gioia Tauro per
un’ispezione.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Peppe Marra, responsabile legale Usb Calabria
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