BRESCIA: NON UNA DI MENO TORNA IN PIAZZA “PER TUTTƏ LƏ SORELLƏ”. PASSEGGIATA ARRABBIATA E RUMOROSA PER LE VIE DELLA CITTÀ
Martedì 8 settembre Non Una di Meno Brescia torna in piazza contro femminicidi,
violenza di genere e patriarcato, e “per ricordare Luigia, Tania, Dafne,
Daniela, Tania, Ornella, Joanna, Carmela, Michela, Lorena e tutt lə altrə
sorelle che ci hanno lasciato a causa di uomini che non accettavano la loro
libertà”.
L’appuntamento è in piazzetta Bell’Italia, a partire dalle ore 19. Dal presidio
partirà quindi una passeggiata arrabbiata e rumorosa per le vie del centro.
Tuttavia saranno molti i nodi di Non Una di Meno che si mobiliteranno oggi, come
ogni 8 del mese. L’occasione è la pubblicazione dei dati aggiornati su
femminicidi, lesbicidi e trans*cidi in Italia da parte dell’Osservatorio
nazionale di Non Una di Meno: dall’1 gennaio 2026 sono 56 femminicidi, 3 suicidi
indotti di donne, 1 suicidio di una ragazza trans, 1 omicidio di un ragazzo e 8
casi in corso di accertamento, oltre a 92 tentati femminicidi e 12 omicidi
correlati, ovvero persone rimaste coinvolte, cercando di fermare il femminicida.
Dietro i numeri, le storie. Era ancora viva Lorena Isceri quando è stata buttata
dall’ex dal viadotto lungo l’Autostrada del Sole a Barberino del Mugello, in
Toscana. L’autopsia ha fornito la risposta a uno dei quesiti principali posti
dalla procura di Firenze al medico legale che sta esaminando il cadavere della
ragazza uccisa dall’ex. L’esame autoptico è in corso anche sul cadavere di
Federico Vella, poiché i magistrati hanno chiesto di effettuare anche il
prelievo dei tessuti ai fini dell’esame tossicologico per capire se era sotto
l’effetto di stupefacenti o di psicofarmaci.
“Si chiama femminicidio – scrive Non Una di Meno Brescia sui propri profili
social – Non abbiamo paura a definirlo un fenomeno strutturale, solo tra il 15
ed il 18 agosto sono state uccise 4 donne, uccise dai loro mariti compagni ex
per gelosia e possesso. I giornali stanno dando la solita narrazione, “sempre
più tossica”, quando si parla di violenza di genere e femminicidi. Siamo
stanchə. Siamo arrabbiatə. Ma questa RABBIA la vogliamo trasformare in lotta e
autodeterminazione perché ci vogliamo LIBERE E VIVE”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Giulia di Non Una di Meno Brescia Ascolta o
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