Lingue madri in agonia
LECCO/CUNEO – 7 settembre 2026 – Il Partito Popolare del Nord solleva con forza
e fermezza la questione drammatica della tutela delle minoranze linguistiche
storiche del nostro territorio, puntando il dito contro l’indifferenza e
l’ostruzionismo ideologico di chi sta condannando a morte il nostro patrimonio
culturale più prezioso: le nostre lingue madri.
I dati emersi sul declino dell’occitano nelle valli piemontesi tracciano un
quadro desolante e impietoso: si stima che i giovani sotto i vent’anni in grado
di parlare fluentemente la lingua d’oc siano ormai meno di 50 in tutto il
territorio. Una deriva che, se non invertita immediatamente, porterà alla
scomparsa totale e definitiva dell’occitano nel giro di trenta o quarant’anni,
riducendo celebrazioni storiche e identitarie come la Baìo di Sampeyre a mere
recite private della loro anima linguistica.
Di fronte a questa emergenza, la risposta delle istituzioni e di alcune forze
politiche è stata finora di un’inerzia sconfortante. Il Partito Popolare del
Nord denuncia con assoluta fermezza l’atteggiamento di chi ha ignorato gli spazi
di manovra aperti dalla Legge statale 48/1999 (“Norme in materia di tutela delle
minoranze linguistiche storiche”). Le scuole, le Province, i Comuni e la stessa
Regione hanno spesso finto di non vedere, frenati da una cronica mancanza di
forza e volontà politica nell’applicare una norma pur imperfetta ma preziosa.
Sulla gravità di questa situazione intervengono congiuntamente Paolo
Gulisano, Responsabile della Commissione Cultura, Identità e Questioni Sociali
del Partito Popolare del Nord, e Lucas Casati, Responsabile Federale del Partito
Popolare del Nord:
«È semplicemente intollerabile applicare parzialmente o non applicare la legge
sulla tutela delle minoranze linguistiche. Non possiamo assistere al tentativo
di vanificare l’insegnamento delle nostre lingue madri, nascondendosi dietro
scuse contrattuali o vincoli di bilancio, rappresenta un insulto alla nostra
storia.
I convegni, le passerelle folk, dell’associazionismo finanziato e i gruppi
musicali che cantano in italiano sventolando bandiere occitane non hanno
salvato, e mai salveranno, un solo giovane parlante. L’unica lezione che
dobbiamo imparare, come dimostra lo straordinario riscatto della lingua basca
sui Pirenei, è che solo la scuola può salvare una lingua minoritaria dalla
dispersione generazionale.
Esigiamo che la lingua d’oc entri trionfalmente nei programmi scolastici
ministeriali della scuola materna, elementare e media come materia di studio
curriculare, sullo stesso piano dell’italiano e della matematica. Occorre che la
Regione istituisca subito un “Albo degli studiosi della lingua d’oc” altamente
qualificati e un “Albo dei parlanti di madrelingua” per portare l’insegnamento
vivo e strutturato nelle aule. La nostra lingua è la nostra terra; difenderla
nelle scuole non è un’opzione, è un dovere sacro al quale il Partito Popolare
del Nord non intende sottrarsi».
Il Partito Popolare del Nord ribadisce che la tutela della diversità linguistica
non è un vezzo nostalgico, ma un pilastro costituzionale e civile. La battaglia
per l’applicazione rigorosa della Legge 482 e per il riscatto della scuola
pubblica come baluardo identitario proseguirà senza sosta in tutte le sedi
istituzionali.
Paolo Gulisano
Responsabile Commissione Cultura, Identità e Questioni Sociali del Partito
Popolare del Nord
Lucas Casati
Responsabile Federale del Partito Popolare del Nord
Redazione Piemonte Orientale