A Ginevra per la messa al bando dei LAWS
ALLE NAZIONI UNITE SI DECIDE IL FUTURO DEL CONTROLLO UMANO SUI SISTEMI D’ARMA
AUTONOMI LETALI.
LA RETE ITALIANA PACE E DISARMO A FIANCO DELLA CAMPAGNA STOP KILLER ROBOTS: “LE
MACCHINE NON DECIDANO SU VITA E MORTE. L’ITALIA SOSTENGA L’AVVIO DEI NEGOZIATI,
IL PARLAMENTO FACCIA LA SUA PARTE“.
In questi giorni, presso la sede ONU di Ginevra, si tiene l’ultima sessione del
Gruppo di esperti governativi (GGE) sui sistemi d’arma autonomi letali (LAWS),
riunito nell’ambito della Convenzione su Certe Armi Convenzionali (CCW).
È l’ultimo appuntamento tecnico prima della Conferenza di Riesame della CCW
(16-20 novembre 2026), in cui gli Stati saranno chiamati a una decisione
politica cruciale: avviare o meno veri e propri negoziati per un trattato che
regoli e vieti i cosiddetti killer robot.
La Rete Italiana Pace e Disarmo è presente a Ginevra con il coordinatore delle
campagne, Francesco Vignarca, a sostegno delle posizioni della campagna
internazionale Stop Killer Robots (di cui la Rete è partner italiano) per
spingere gli Stati a non lasciar diluire all’ultimo minuto oltre un decennio di
lavoro comune.
Il messaggio è netto: il controllo umano sull’uso della forza è appeso a un
filo, mentre armi autonome e sistemi abilitati dall’intelligenza artificiale
sono già testati e impiegati sui campi di battaglia. Sono gli esseri umani, non
le macchine, a dover mantenere il controllo sulle decisioni di vita e di morte.
UN MOMENTO DECISIVO, DOPO OLTRE DIECI ANNI DI LAVORO
Il consenso è cresciuto rapidamente: dai 42 Stati della dichiarazione congiunta
guidata dal Brasile al GGE del settembre 2025, agli oltre 70 pronti a negoziare
alla sessione di marzo 2026.
L’appello congiunto del Segretario Generale dell’ONU Guterres e della Presidente
del Comitato Internazionale della Croce Rossa Spoljaric ha ribadito con urgenza
la richiesta di uno strumento giuridicamente vincolante, avvertendo che “una
mancata azione rapida e decisa costerà vite umane”.
La Rete Pace Disarmo sottolinea con favore che l’Italia abbia dato in queste ore
il proprio assenso alla dichiarazione congiunta cross-regionale (promossa da
Stati come Brasile, Irlanda e Norvegia) a sostegno dell’avvio dei negoziati
sulla base del testo in discussione al GGE.
Un passo nella direzione di quel controllo umano significativo che la società
civile chiede da più di dieci anni, prima ancora che l’urgenza del problema
diventasse evidente a tutti.
La Rete chiede ora coerenza fino a novembre: un mandato negoziale ambizioso e il
divieto esplicito dei sistemi d’arma autonomi antipersona.
L’ADVOCACY SUL PARLAMENTO ITALIANO VA INTENSIFICATA
La presenza a Ginevra si lega al lavoro di advocacy parlamentare già avviato in
Italia, che in questa fase decisiva andrà intensificato.
Dopo la conferenza ospitata a inizio 2026 in Senato, la Rete sta lavorando alla
costruzione di un intergruppo parlamentare trasversale sulle armi autonome,
capace di portare il tema al centro del dibattito politico nazionale e di
coordinare la posizione italiana con le richieste della campagna globale.
UNA PREOCCUPAZIONE CHE UNISCE ISTITUZIONI, SCIENZA E COMUNITÀ RELIGIOSE
L’allarme sull’uso militare dell’IA ha ormai un’eco che va oltre la società
civile. Lo scorso luglio, a Castel Gandolfo, l’Assemblea Globale dei Premi Nobel
su Intelligenza Artificiale e Guerra Nucleare (ispirata dall’enciclica Magnifica
humanitas di Papa Leone XIV) ha riunito oltre 200 tra premi Nobel, scienziati,
ex capi di Stato e leader religiosi, sfociando nella Rome Declaration del 16
luglio: “nessuna macchina o sistema autonomo può essere posto al centro di
decisioni da cui dipende la sopravvivenza dell’umanità”.
Su questo terreno si innesta la preoccupazione, condivisa dalla RIPD, per il
legame in prospettiva altamente pericoloso tra armi nucleari e l’Intelligenza
Artificiale utilizzata nel dominio militare.
Un allarme rilanciato in particolare da ICAN (Premio Nobel per la Pace, di cui
la Rete è parte): l’integrazione dell’IA nei sistemi di comando e controllo
nucleari lascia poco spazio, o addirittura sostituisce, il giudizio umano nei
momenti di crisi. E ci potrebbe portare ad una distruzione totale.
IL PONTE TRA DISARMO E FINANZA ETICA
A conferma di quanto il tema investa anche il mondo finanziario, a margine dei
lavori diplomatici degli Stati si svolgerà il side event “Autonomous Weapons
Systems: In Conversation with Investors” (2 settembre, Palais des Nations), che
vede tra i relatori Aldo Bonati di Etica Sgr. L’evento riprende il percorso
avviato a settembre 2025, quando Stop Killer Robots ed Etica Sgr hanno
pubblicato una Dichiarazione congiunta degli investitori sulle armi autonome:
una delle prime volte in cui investitori istituzionali hanno inquadrato queste
armi non solo come questione umanitaria, ma come rischio finanziario.
LE RICHIESTE DELLA RETE ITALIANA PACE E DISARMO
“Le macchine non devono mai decidere chi vive e chi muore. È la linea rossa
etica, umanitaria e giuridica che non possiamo superare. L’Italia ha l’occasione
di stare dalla parte giusta della storia: adesso serve coerenza, a Ginevra e in
Parlamento”, dichiara Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete
Italiana Pace e Disarmo.
Per questo la nostra Rete, in collegamento con tutte le realtà parte di Stop
Killer Robots chiede anche al nostro Paese di:
* rafforzare il testo in discussione al GGE, non indebolirlo, e sostenerlo come
base negoziale di una norma di messa al bando;
* contribuire ad avviare senza rinvii il negoziato per un trattato, con mandato
chiaro e a tempo definito;
* prevedere anche a livello nazionale il divieto dei sistemi d’arma autonomi
antipersona, garantendo un controllo umano significativo sull’uso della
forza;
* confermare per l’Italia una posizione favorevole ai negoziati, auspicando che
il Parlamento italiano assuma un ruolo attivo e trasversale in tal senso.
Rete Italiana Pace e Disarmo