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Le previsioni di James Hansen sul “Super El Niño” del 2027
> “Il riscaldamento globale è iniziato, afferma un esperto al Senato” è il > titolo di un articolo del New York Times del 24 giugno 1988: il giorno prima, > lo scienziato della NASA James E. Hansen testimoniò davanti al Senato > americano, dichiarando di essere “sicuro al 99 % che il riscaldamento globale > causato dall’uomo fosse iniziato”. Nei 38 anni trascorsi da allora, il Dott. Hansen ha dimostrato di essere la voce accademica più autorevole nel campo della climatologia, prevedendo un futuro di sconvolgimenti climatici. Questo futuro ora è ufficialmente la realtà e dilaga sempre più rapidamente nei telegiornali serali di tutto il mondo; se non sono incendi devastanti, sono inondazioni improvvise. I leader mondiali hanno voltato le spalle alla scienza. Eppure, le pericolose e destabilizzanti condizioni climatiche attuali non dovevano verificarsi per forza. E ADESSO? Il più recente articolo di ricerca di James Hansen, intitolato “Super-Duper El Niño and the Bigger Problem” (“Il Super El Niño e il problema maggiore”) e datato 21 agosto 2026, illustra le sue previsioni riguardo a perturbazioni ancora peggiori che si verificheranno a breve: “El Niño ha raggiunto il culmine. Ha superato ogni limite. I suoi indicatori consueti sono di gran lunga più alti dei livelli record già rilevati nel periodo per il quale abbiamo dati attendibili, anche se gli effetti massimi si vedranno tra diversi mesi”. L’abstract dell’articolo afferma minacciosamente: “l’attuale fenomeno El Niño è già il più forte mai registrato. Tuttavia, l’aumento delle anomalie globali, lo spostamento delle zone climatiche verso i poli, l’intensificazione di piogge estreme, siccità improvvise e incendi sempre più rapidi, e le ondate di calore marine non sono che il risultato dell’accelerazione del riscaldamento globale causato dall’essere umano. La forza anomala di El Niño è probabilmente il risultato dell’attività umana”. Hansen elenca i primi indicatori dell’imminente Super El Niño: (1) l’anomalia termica nei primi 300 metri dell’Oceano Pacifico equatoriale già supera gli eventi precedenti di El Niño “che hanno causato un riscaldamento globale estremo” e (2) anche la temperatura superficiale marina (SST) nel Pacifico equatoriale “sorpassa di gran lunga” quella registrata in passato. Questi sono gli indicatori principali di cosa aspettarsi dall’attuale El Niño nei prossimi mesi e fino al 2027. Ogni dato riporta valori estremi, ben al di là della norma storica. Lascia presagire guai in vista. Non è un quadro rassicurante, poiché potrebbe far sembrare il devastante sistema climatico del 2026 una passeggiata. Questa è la gravità del problema, come descritta da Hansen: “il Super El Niño arriva su un pianeta già infettato dal riscaldamento globale causato dall’essere umano. Le ondate di calore aumentano, nel mare e sulla terraferma”. Usando una metafora del baseball, per spiegare il 2027, El Niño sta facendo un grande caricamento per prepararsi al lancio: “durante El Niño del 2023-24, la temperatura del suolo ha raggiunto i +2,4 °C rispetto alla media 1880-1920 e probabilmente toccherà i +2,7 °C nel 2027”. Ahi! Di conseguenza, numerose fonti nel 2026 hanno già riportato un eccesso di mortalità in Europa questa estate, con +1,39-1,47 °C sopra i livelli preindustriali (1850-1900), pari a più di 25 000 decessi e in aumento, a causa del caldo torrido. Le infrastrutture subiscono un duro colpo. Durante le intense ondate di calore estive, le massime temperature superficiali in Europa occidentale e meridionale hanno spesso toccato o superato i 40 °C, con picchi regionali fino ai 43-48 °C, nei paesi maggiormente colpiti come Spagna e Italia. Inoltre, +2,7 °C nel 2027 causerebbero un numero incalcolabile di morti e il blocco improvviso di infrastrutture fondamentali. E voi pensavate che il prosciugamento dei principali sistemi fluviali in Europa fosse insolito: Reno, Danubio, Po e Loira alle prese con dure restrizioni sulla navigazione, letti dei fiumi svuotati, antichi reperti, relitti della Seconda Guerra Mondiale. Ripensateci. Uno studio recente dimostra che ogni grado Celsius di riscaldamento globale aggiunge “un mese di caldo insopportabile per un miliardo di persone”. QUANDO IL MONDO INIZIERÀ A FARE SUL SERIO? Hansen ha affermato estemporaneamente “questo e altri impatti climatici emergenti dovrebbero incentivare il mondo a impegnarsi finalmente per capire e intervenire contro i cambiamenti climatici causati dall’essere umano”. Oh, davvero? Dire che siamo in ritardo è un eufemismo! Altrimenti (ammesso che il “mondo” non si dia una mossa), le condizioni di vita per le grandi popolazioni diventeranno insostenibili. Questo sta già avvenendo in parti dell’Asia meridionale, nei Paesi del Golfo, in Africa, così come nel Mediterraneo e nelle nazioni Europee vicine, e nel sud-ovest americano, dove la siccità ha portato a livelli bassissimi i laghi Mead e Powell, i due bacini più grandi degli Stati Uniti. È ovvio che, a meno che i governi non decidano (con uno sforzo 10 o più volte maggiore al piano Marshall, quasi dall’oggi al domani) di invertire queste potenti tendenze negative di riscaldamento globale, la situazione continuerà a peggiorare, soprattutto nel 2027. Allacciate le cinture! Ma onestamente, “quanto è realistico un qualunque tipo di inversione?”. Questo dovrebbe tormentare il sonno di tutti i leader politici di paesi che hanno ripetutamente evitato di affrontare il problema del riscaldamento globale, sin da quando James Hansen ha detto al Senato americano che gli esseri umani stanno cambiando la chimica dell’atmosfera. Che diamine, sono passati quasi quarant’anni! L’immensa portata del riscaldamento globale, estremamente distruttivo, che vediamo oggi è principalmente un problema politico. I politici del mondo hanno fallito. Hanno ignorato gli avvertimenti degli scienziati. E sta tutto per peggiorare. I cittadini comuni hanno tutto il diritto di essere altamente arrabbiati per l’incompetenza e l’ignoranza dei leader mondiali dinnanzi a un sistema climatico pericoloso e rapidamente in evoluzione, che si sta auto-promuovendo come killer della vita sul pianeta. Gli ecosistemi che supportano la vita in tutto il pianeta stanno crollando, sgretolandosi proprio davanti ai nostri occhi: o bruciano in incendi improvvisi o annegano in inondazioni inaspettate o si prosciugano a causa dell’estrema siccità. Secondo l’U.S. Drought Monitor, la mappa settimanale che mostra lo stato della siccità in America, il 18 agosto 2026, il 44,34% degli Stati Uniti e di Porto Rico (e il 52,70% dei 48 Stati contigui) si trova in condizioni ufficiali di siccità. L’Osservatorio europeo della siccità afferma che anche il 60% dell’Unione Europea è soggetto a questo fenomeno a causa delle ondate di calore e poche precipitazioni. Circa il 30-40% della terra emersa è colpito dalla siccità, contro il 10-12% registrato negli anni 1990-2000. Si tratta di un incredibile aumento di 3 volte in un batter d’occhio sulla scala geologica, qualcosa che non è mai stato registrato nella storia dell’umanità. È il risultato del riscaldamento globale, ehm, quella cosa di cui abbiamo parlato, e che abbiamo denigrato, per decenni ormai, mentre 1/3 del pianeta si prosciuga proprio sotto il naso di tutti. In maniera ancora più preoccupante, oltre il 90% degli oceani è stato colpito da 500 giorni di costanti ondate di calore, paragonabili a ciò che l’UE sta sperimentando sulla terraferma, con la differenza che gli oceani hanno registrato 500 giorni di temperature ben sopra la norma, da 3 a 5 °C, senza sosta, i pesci sono morti, 30 000 al largo dell’Australia occidentale: “il team ha scoperto che le MHW (ondate di calore marine) del 2023 hanno superato tutti i record precedenti di intensità, durata ed estensione. Questi eventi hanno persistito quattro volte più a lungo della media storica e hanno coinvolto il 96% degli oceani del mondo”. (SciTEchDaily, agosto 2025). Uno degli scienziati marini dello studio ha detto: “ho paura”. Tutto ciò è così poco normale che è ridicolo, incomprensibile. Una politica etica avrebbe potuto prevenirlo, ed è importante che le persone lo sappiano. I loro rappresentati politici hanno fallito. È il segno di una classe dirigente estremamente debole quella che non riconosce una minaccia per i propri cittadini da parte di qualcosa di gigantesco che salta subito all’occhio, conosciuto anche come cambiamento climatico radicale e sconvolgente. Se ne parla, se ne scrive, se ne dibatte da quarant’anni! È sempre stato sotto gli occhi di tutti! Ma non c’è niente nei piani dei leader mondiali che abbia un senso di urgenza per aiutare a mitigare o ad adattarsi ai più spaventosi cambiamenti climatici nella storia dell’umanità. I politici sono caricature immobili, cervi abbagliati davanti ai fari di un’auto. È incredibile che migliaia, milioni di persone non siano in piazza a urlare a squarciagola fino a svenire. -------------------------------------------------------------------------------- Traduzione dall’inglese di Gaia Da Rè Robert Hunziker
August 31, 2026
Pressenza