Solidarietà ad Autistici/Inventati
In un articolo sulla Stampa di oggi, viene riportato un virgolettato del
ministro del Tesoro statunitense Bessent: “non c’è posto per il terrorismo
politico nella nostra società”.
Messa così verrebbe da domandarsi se quindi il governo USA coerentemente ora
rimetterà il mandato e si consegnerà all’autorità. Lo spauracchio “antifa” che
designa una presunta organizzazione terroristica internazionale, che opera come
nemico interno negli Stati Uniti, non arriva neanche lontanamente ad
assomigliare a quanto il governo Trump è riuscito a mettere in campo durante il
proprio mandato.
Non è neppure troppo chiaro dove sia nato il termine “antifa”: dalle bandiere e
dagli adesivi antifascist action?
Si comprano su Amazon a 16.95, bandiera 90×150, consegna Prime in 4 giorni.
Accidenti, che si fa? Sanzioniamo? Certo circolano da almeno 30 anni in ogni
dove, da quando una forte ondata di revisionismo ha cercato di rimettere in
discussione il termine “antifascismo”, che nel dopo guerra ha caratterizzato
molte delle costituzioni degli Stati europei.
Una volta anche gli USA erano antifascisti, a modo loro, certamente, quando ci
difendevano sbarcando in Sicilia e pugnando intrepidamente contro l’asse
nazi-fascista. Ma erano altri tempi, ora non più, perchè il termine è divenuto
un significante vuoto da riempire in quella che è una battaglia per l’egemonia
culturale. Sebbene il concetto di cultura sia un po’ lacunoso, quello di
egemonia è invece fin troppo chiaro ai teorici del Trumpismo. Come quello
“antifa”, anche il termine “terrorismo” ha lo stesso valore. Chi possiede il
significato, può usarlo per designare l’avversario.
In tutto questo manca un elemento: il reale. Come tutte e tutti sappiamo, nella
realtà non esiste un’organizzazione internazionale chiamata “antifa”. Esiste
solo nella retorica dell’amministrazione Trump. Esiste solo in funzione dei
problemi interni degli Stati Uniti, della difficoltà di un governo a
giustificare le proprie politiche razziste e autoritarie e nel guadagnarsi le
prossime elezioni. Da quasi ottant’anni, e sempre di più nel nuovo secolo,
abbiamo normalizzato che la campagna elettorale negli USA, non debba riguardare
solo gli Stati Uniti, ma tutto il mondo. Lo scacchiere geopolitico
internazionale assomiglia a una classe di terza media, dove gli USA giocano il
ruolo del bullo. La semplificazione del dualismo Bad guys vs Good guys, sembra
un gioco poco didattico, ma drammaticamente funzionale. E in questo gioco gli
Stati Uniti decidono di volta in volta chi sono i buoni e chi i cattivi.
Nella realtà invece il termine antifascismo ha una precisa radice storica, che
l’amministrazione Trump non è davvero in grado di ridefinere. E’ ridicolo che
sia il governo USA a volerci insegnare cosa sia l’antifascismo con un convegno
sulla minaccia “antifa”, al quale sono chiamati a partecipare tutti gli stati
considerati alleati, come fosse un corso di aggiornamento sulle nuove politiche
aziendali, dove viene spiegata la loro versione infantile ed egocentrica della
storia. Sembra una barzelletta, eppure a quel convegno il governo italiano ci è
dovuto/voluto supinamente andare. Chissà quali perle di saggezza avrà appreso.
La vicenda dell’inserimento nelle liste delle sanzioni USA del collettivo
Autistici/Inventati è solo l’ennesima trovata nel contesto di questa costruzione
ideologica, priva di memoria e lontana dalla realtà. Davvero questa super
potenza miliardaria, che passa il tempo a mostrare muscoli e denti a chiunque,
che si dipinge così invincibile e potente, si sente minacciata da un piccolo
collettivo italiano di attivisti?
Del resto, allo stesso modo è stata dichiarata un pericolo la Corte Penale
Internazionale, è stata sanzionata Francesca Albanese, la divergenza politica è
stata fatta coincidere con la minaccia, nell’ormai trito gioco di chi vuole
vincere facile. In questo offensiva a ampio raggio, il caso di
Autistici/Inventati è una piccola parte, che sarebbe forse ignorabile, perchè il
fatto di non poter aprire un conto in banca negli Stati Uniti, non è un dramma:
al governo statunitense sembrerà assurdo, ma la maggioranza dell’umanità già
vive senza. Il vero problema è che la lista delle sanzioni OFAC potrebbe
coinvolgere tutto il circuito bancario internazionale, e quindi l’associazione
Autistici/Inventati rischia di fatto di non poter più usare le donazioni che
mandano avanti il progetto, gestito da persone volontarie.
Inoltre non è ancora chiaro in cosa si potrebbero concretizzare le minacce di
questi bulli, che come abbiamo visto ormai molte volte, non si fanno problemi ad
abusare di ogni potere e ignorare qualsiasi accordo e codice di diritto
internazionale.
Esiste una linea di principio, che ormai viene calpestata quotidianamente
spostando tristemente l’asticella di cosa siamo disposte a tollerare, e delle
reali preoccupazioni pratiche, che purtroppo non possiamo sottovalutare.
Siamo vicine al collettivo Autistici/Inventati, risorsa preziosa per una
tecnologia libera che ormai si vorrebbe non esistesse più e che si ritrova
invece trascinato in questa vicenda surreale. La parola antifascismo ci
appartiene, così come in maniera programmatica ci appartengono le parole
antirazzismo, antisessismo e anticapitalismo. Ci definiscono perché sono la
nostra essenza e unica speranza in un mondo più giusto.
E non siamo disposte a rinunciarvi.
Csa NextEmerson
* Comunicato del collettivo Autistici/Inventati
* Un’approfondita analisi a cura di Sabot Media
* Scarica il libro + Kaos, sulla storia di Autistici/Inventati