Tag - fiumicello villa vicentina

A Fiumicello per la Marcia Mondiale si è proiettato il documentario “How to Feed the Planet”
Nonostante la partecipazione sia stata contenuta, l’incontro ha offerto un’importante occasione di confronto e riflessione profonda sui limiti del modello agroalimentare globale.   “How to Feed the Planet” (Come nutrire il Pianeta), è un’inchiesta diretta dal giornalista Francesco De Augustinis in collaborazione con Legambiente. Il documentario affronta un interrogativo cruciale: come sfamare una popolazione mondiale all’orizzonte 2050 senza causare il collasso degli ecosistemi. Il film ha smantellato il dogma industriale secondo cui l’unica soluzione alla fame nel mondo sia l’aumento della produzione intensiva, portando alla luce dinamiche macroeconomiche e ambientali allarmanti: * Il paradosso della soia e la distruzione ambientale: L’inchiesta si è focalizzata sul caso dell’Argentina, dove immense monoculture di soia geneticamente modificata distruggono la biodiversità. Questa soia viene esportata (principalmente in Europa e Cina) come mangime. Più del 70 % della soia mondiale subisce questo processo, accelerando la deforestazione di aree vitali come l’Amazzonia e il bacino del Congo. * È stata evidenziata l’assurdità matematica dell’allevamento intensivo. Si sottraggono tonnellate di calorie vegetali perfettamente edibili dall’uomo (grano, soia, mais) per convertirle, attraverso la triangolazione Terra → Mangime → Animale → Uomo, in una quantità drasticamente inferiore di calorie sotto forma di carne. Questo modello inefficiente persiste perché il cibo è trattato come una materia primaria speculativa: le grandi lobby ottengono margini di profitto molto più alti dai mangimi che dalla vendita diretta di cereali e legumi per il consumo umano. * Il documentario traccia un filo conduttore tra la scarsità di risorse e i conflitti globali, analizzando scenari caldi come le rotte del grano in Ucraina e le crisi nel bacino del Congo. A questo si aggiunge il fenomeno del land grabbing (accaparramento delle terre), con multinazionali che sottraggono il controllo delle materie prime alle comunità agricole locali che rimangono senza terra da coltivare per la loro sopravvivenza. * È stato criticato il modo in cui concetti sani e tradizionali, come la moderna dieta mediterranea, siano stati snaturati e trasformati in pure operazioni commerciali dall’industria alimentare. Il dibattito successivo alla proiezione ha ribadito il ruolo fondamentale di associazioni come l’AIAB, Lega Ambiente, No Planet B di Monfalcone, i comitati promotori di Fiumicello Villa Vicentina e Trieste della marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, nel promuovere il cambiamento. La soluzione proposta dal regista, e condivisa dai presenti, risiede nella necessità urgente di transitare verso modelli agricoli alternativi, biologici e sostenibili locali per ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche, tutelando al contempo l’acqua, il suolo e gli ecosistemi del pianeta. Ed è proprio per questo che, oggi, la Marcia Mondiale si è unita  per chiedere un cambiamento radicale. L’ obiettivo della 4° marcia Mondiale a Fiumicello Villa Vicentina e a Trieste è informare i cittadini che noi siamo importanti, che abbiamo il potere e il dovere di chiedere questo cambiamento e, allo stesso tempo, di contribuire attivamente attraverso i nostri comportamenti quotidiani. Questo significa praticare la Nonviolenza attiva: dobbiamo adottare pratiche agricole e modelli economici che rispettino profondamente la Terra. Spesso, davanti a scenari globali così grandi, ci sentiamo sopraffatti e impotenti. Questo documentario, però, deve essere per noi una chiave per evadere dal carcere in cui ci lasciamo chiudere dalla quotidianità: quella velocità frenetica delle nostre vite che non ci permette più di fermarci a riflettere. Nelle nostre città lavoriamo per costruire un mondo migliore. Lo facciamo perché siamo convinti che gli incontri, gli scambi, l’informazione documentata, persino le nostre differenze e la solidarietà rappresentino la ricchezza più grande dell’umanità. Crediamo che la nostra comunità possa e debba, attraverso il dialogo, risvegliare le coscienze per cancellare la violenza delle nostre abitudini, tutte le violenze: quella verbale, fisica, psicologica e quella silenziosa. Il cambiamento personale è il primo, vero passo per uscire dalla rassegnazione o dell’indifferenza che incontriamo ogni giorno per strada. Abbiamo un grande potere e abbiamo il dovere di utilizzarlo. Il diritto di voto per primo, ma anche il boicottaggio, la scelta etica della propria banca, dell’assicurazione, del supermercato o di una marca. Ogni singola persona può fare la differenza nel suo piccolo, soprattutto quando le nostre azioni quotidiane si uniscono a quelle degli altri, tracciando insieme la strada verso la Pace che tutti desideriamo. Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
October 5, 2026
Pressenza
A Fiumicello Villa Vicentina la Marcia Mondiale inizia con La Strada
Fiumicello Villa Vicentina, la parte internazionale della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la NonViolenza nella mia città, parte da La Strada per ritrovare l’umanità perduta   Questo cammino ha preso ufficialmente il via a Fiumicello Villa Vicentina con un evento di profondo impatto emotivo e sociale. Domenica 20 settembre, alla vigilia della Giornata Internazionale della Pace, la comunità si è ritrovata per l’apertura della fase internazionale della Manifestazione, inaugurata da una potente rappresentazione teatrale: “La Strada”, uno spettacolo ispirato all’omonimo e celebre romanzo di Cormac McCarthy. Un deserto post-apocalittico sul palcoscenico L’adattamento teatrale ha catapultato il pubblico in un mondo post-apocalittico cupo e spietato. In questa finzione scenica, poco importa cosa sia successo o quale catastrofe abbia originato il disastro; l’attenzione si concentra interamente su ciò che resta. Sullo sfondo di una terra desertificata si muovono faticosamente sparuti gruppi di profughi sopravvissuti: figure disumanizzate, logorate dalla fame e spinte dal solo istinto di soddisfare i bisogni primari, ormai incapaci di tessere relazioni che non siano regolate dalla cinica legge dell’ homo homini lupus. In questo vuoto assoluto l’unico elemento a non poter essere cancellato è la strada, che diventa così il simbolo del percorso necessario da compiere: una via per riscoprire un’umanità perduta, per rintracciare i “buoni” rimasti, coloro che, nonostante tutto, continuano a portare il fuoco. Nell’annientamento totale delle cose e delle coscienze, sono l’amore incondizionato di un padre e il candore del suo bambino a generare la speranza, l’unica luce capace di indicare una via d’uscita dal caos e dalla barbarie in cui l’umanità sembra sprofondata. Dal dramma al dibattito: i temi della nonviolenza Al termine dell’angosciante ma necessaria messa in scena, il focus si è spostato sul confronto attivo. Si è aperto infatti un ricco e partecipato dibattito che ha visto dialogare il pubblico, i docenti saliti sul palcoscenico e la regista Michela Vanni. L’analisi dell’opera ha offerto lo spunto per toccare i temi caldi che animano la Marcia Mondiale: l’urgenza della Pace, la necessità del divieto assoluto delle armi nucleari e il rifiuto categorico della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali. Non è mancata una profonda riflessione sulla giustizia ambientale, evidenziando lo stretto legame tra la nonviolenza e la lotta per garantire un pianeta che sia ancora abitabile e sostenibile per le future generazioni. L’appello finale: vincere la rassegnazione È stata una serata densa, capace di scuotere gli animi. Se la prima parte dell’evento ha mostrato il rischio della deriva disumana a cui l’indifferenza può condurre, la conclusione ha voluto tracciare una rotta positiva e costruttiva. L’incontro si è chiuso con un invito a formulare proposte concrete da mettere in pratica nella quotidianità di ognuno: coltivare una maggiore attenzione e l’empatia verso l’altro, combattere la passività e sconfiggere la rassegnazione. È stato condiviso il monito a manifestare con fermezza, ogni giorno, il proprio dissenso verso le violenze e le ingiustizie che insanguinano il resto del mondo, ricordando che la costruzione della Pace comincia dai passi che decidiamo di fare insieme sulla nostra strada.   Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
September 28, 2026
Pressenza
Fiumicello Villa Vicentina accoglie la Peacewalk to Jerusalem: due giorni di eventi, musica e testimonianze per la pace
 Circa settanta camminatori della Peacewalk to Jerusalem faranno tappa a Fiumicello Villa Vicentina il 28 e 29 agosto 2026. Partita da Finisterra in Spagna il 31.01.2026 per il primo ramo internazionale, e da Vicenza il 19.08.2026 per il ramo italiano L’accoglienza dei partecipanti è organizzata dal Comune in collaborazione con il Comitato promotore della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza “Nella mia città 2026”. Il programma di venerdì 28 agosto I marciatori giungeranno nel pomeriggio da Aquileia dove, guidati da Andrea Bellavite, visiteranno i luoghi storici della città. Entreranno poi nel territorio comunale passando per la frazione di San Lorenzo: qui cittadini e associazioni locali si uniranno al corteo per marciare insieme fino all’area festeggiamenti di via Duca d’Aosta. * Ore 17:30: Accoglienza ufficiale della Peacewalk da parte del Sindaco Alessandro Dijust. * Ore 18:00: Presentazione del libro “Solo i pesci hanno un nome. Lampedusa, vite in sospeso” alla presenza dell’autore Enzo Raffaele. * Ore 19:00: Esibizione del coro DonnaCantoDonna di Cassegliano, che eseguirà brani dedicati al tema della pace. La ripartenza di sabato 29 agosto Alle ore 8:00 di sabato 29 agosto, il gruppo riprenderà il cammino verso oriente attraversando nuovamente il centro abitato. Sono previste due soste dal forte valore simbolico: * Presso l’albero di Ginkgo biloba, nato dal seme di una pianta sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima del 6 agosto 1945, dove verranno appesi nastri colorati recanti messaggi di pace; * Nei pressi delle panchine gialle, dove si sosterà per chiedere — nel nome di Giulio Regeni — verità, giustizia e pace universale. Il cammino proseguirà successivamente all’interno del Parco Naturale dell’Isonzo, tra le opere d’arte nate in occasione del Festival Aeson 2026. Verso Trieste, La Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina… Dopo la tappa di Fiumicello Villa Vicentina, la Peacewalk proseguirà in direzione Monfalcone, Aurisina e Opicina, con arrivo ufficiale a Trieste previsto per il 31 agosto 2026. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare ai momenti di accoglienza e alle iniziative in programma. Ufficio Stampa / Contatti per i media: * Referente stampa: Diego Verzegnassi 33 98 61 89 83 * Telefono: 33 98 61 89 83 * E-mail: fiumicello@theworldmarch.org * Sito web: peacewalk.info Redazione Italia
August 25, 2026
Pressenza