Spin Time, trovato alloggio d’emergenza per tutti i residenti. Il presidio continua, assemblea pubblica lunedì 24 agosto
Sono passate tre settimane dall’incendio e dal tentativo di sgombero del 29
luglio e due settimane dal rifiuto da parte di Investire SGR di far rientrare
centinaia di persone nel palazzo di Spin Time. Sin da subito, gli uffici
comunali e lo sportello di tutela sociale di Spin Time hanno lavorato affinché
venisse trovata una soluzione temporanea per le 400 persone che dormivano in
strada.
La ricerca degli alloggi d’emergenza è stata molto complessa e non è stata priva
di criticità in ogni sua fase. In pieno agosto, in una città che già vive una
crisi abitativa perenne e strutturale, le strutture disponibili a ospitare 127
nuclei sono poche. Tra gli alloggi trovati ce ne sono alcuni che non sono in
condizioni per ospitare decine di persone per molti mesi. In alcuni casi non è
stato possibile pulire a fondo le case, in altri non è possibile cucinare né
conservare il cibo. In alcuni casi, come quelli delle foresterie, manca
qualsiasi parvenza di privacy, che in questa situazione di emergenza è purtroppo
un ricordo da settimane per chi ha dormito in strada. E’ stato avviato un tavolo
permanente di confronto al fine di migliorare queste e le future criticità, tra
le quali la lontananza delle sistemazioni. Queste condizioni sono sparse su
tutto il territorio del Comune più esteso d’Italia, spesso oltre il grande
raccordo anulare.
I 400 residenti di Spin Time hanno un diritto che è stato infranto: il diritto a
vivere il loro quartiere. Una casa può dirsi tale quando consente alle persone
di vivere la propria vita: curarsi, lavorare, crescere i figli e mantenere le
proprie relazioni. Per questo il territorio conta.
Nonostante le difficoltà, grazie al lavoro del Comune di Roma e alla comunità di
Spin Time, tutti i residenti di Spin Time hanno trovato una sistemazione
d’emergenza. Alcune famiglie devono ancora lasciare il presidio di via Santa
Croce in Gerusalemme e lo faranno nei prossimi giorni; altre grazie alla rete
sociale del Polo Civico Esquilino stanno trovando una sistemazione che consenta
di non lasciare il quartiere per non interrompere percorsi di cura o per
salvaguardare la continuità scolastica.
Allo stato attuale, si tratta di soluzioni che dovrebbero durare tra i 60 giorni
e i 4-6 mesi. L’orizzonte temporale è incerto. Ciò su cui abbiamo certezza,
però, è che questa dev’essere una soluzione tutt’altro che stabile. Tutte le
famiglie di Spin Time hanno diritto a una casa popolare e, come garantitoci dal
Comune, dovranno avere alloggio ERP entro tempi ragionevoli. Fino a quel
momento, considereremo l’emergenza Spin Time assolutamente aperta. E fino a
quando l’emergenza non potrà dirsi chiusa, il nostro presidio rimarrà a via
Santa Croce in Gerusalemme.
Questa emergenza è stata creata prima con uno sgombero mascherato da intervento
di sicurezza, come è stato dimostrato negli scorsi giorni e poi si è
cementificata nel momento in cui Investire SGR ha rifiutato l’accordo ponte
proposto dal Comune. La responsabilità di questa emergenza è sulle loro spalle,
nonostante il tentativo di lavarsi la coscienza con 500mila euro messi a
disposizione del Comune per una crisi che costa al Comune circa 3 milioni di
euro. Un cerotto che non aiuta in alcun modo a rimarginare la ferita che si è
aperta a fine luglio.
Lunedì 24 agosto incontreremo di nuovo i rappresentanti del Comune e chiederemo
loro di avanzare sulla trattativa con Investire SGR per l’acquisto del palazzo.
Se la proprietà dovesse rifiutare, come abbiamo spiegato grazie all’intervento
del nostro team legale, ci sarà la possibilità dell’esproprio d’urgenza.
Lo stesso giorno, alle ore 18.00, ci sarà un’assemblea pubblica, in cui
inviteremo la città a darci man forte con il presidio, che sarà il preludio alla
due giorni del 19-20 settembre, con la manifestazione nazionale e l’assemblea
pubblica.
Oggi l’unico modo di tutelare questa comunità e riportare i 400 residenti di
Spin Time nel loro quartiere è aprire le porte del palazzo. Perché il tempo di
Spin Time è ora.
Redazione Roma