Stadio Flaminio, il parere della Soprintendenza sul progetto, una bocciatura?
Da tempo Carteinregola si oppone al progetto della SS Lazio per lo Stadio
Flaminio, l’opera dei Nervi realizzata per le Olimpiadi del 1960, di proprietà
comunale (1). Una struttura di rilevantissimo valore architettonico e per questo
vincolata, che sarebbe stravolta da una struttura “soprammessa allo stadio
Flaminio preesistente” nascondendolo in buona parte alla vista, per portare a
50.000 il numero dei posti a sedere, quasi il doppio rispetto a quello attuale,
per ospitare grandi eventi sportivi. Pubblichiamo la trascrizione del parere
della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
rilasciato nell’ambito della Conferenza dei servizi preliminare sullo Studio di
fattibilità relativo al progetto presentato dalla SS Lazio. Il parere è
contenuto nel PDF con i pareri di tutti gli enti partecipanti alla CdS (2)
pubblicato nella sezione dedicata del sito del Comune di Roma (3). Un parere che
a nostro avviso, coerentemente con le premesse, e soprattutto con i vincoli che
insistono sullo Stadio, avrebbe dovuto essere ben più perentorio.
Il parere preliminare della Soprintendenza che si dichiara “di massima
favorevole“, da un lato sembrerebbe porre alla Lazio di Lotito condizioni
inattuabili senza un profonda revisione e un consistente ridimensionamento del
progetto, dall’altro sembra lasciare aperta la porta a quello che resta uno
stravolgimento dell’opera architettonica dei Nervi. Un’opera sottoposta dal 27
settembre 2018 a un vincolo stringente, a seguito della dichiarazione di
interesse storico-artistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del
Paesaggio da parte della stessa Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti
e Paesaggio e Paesaggio di Roma (4). A favore dell’interpretazione di un
ostacolo insormontabile posto dall’istituzione statale che tutela i Beni e
culturali e il Paesaggio, sono in particolare la necessità di salvaguardia in
loco della pensilina e le osservazioni/limitazioni relative all’altezza
dell’impianto (5). Per la prima, nella parte del parere che riguarda la tutela
monumentale, la Soprintendenza “boccia” il progetto laddove prevede che
“porzioni della pensilina aggettante sulla tribuna d’onore” siano trasformate in
un “oggetto autonomo di memoria, conservandone il valore simbolico ma
cambiandone funzione”, cioè sottraendola al contesto architettonico originario
dello Stadio. In proposito la Soprintendenza richiama il vincolo culturale, “che
indica come tale elemento sia stato riconosciuto dalla critica come un
capolavoro geometrico-costruttivo: “la sagoma dello sbalzo si snellisce con
continuità dall’incastro all’estremità libera e di grande effetto scenografico è
l’elegante superficie rigata a sbalzo caratterizza anche dal punto di vista
formale e architettonico l’intera struttura dello stadio“, richiamando “i
contenuti del Piano di Conservazione interdisciplinare (6) che non sembrano
prevedere in alcuna forma una sua decontestualizzazione” e concludendo che “Come
indicato nel provvedimento di tutela stesso, l’intervento di restauro e riuso
dovrà “rispettare la struttura e l’impianto originario dello Stadio, nonché le
finiture e non modificare quei fattori definiti fortemente identitari e non
modificabili anche in una strategia di valorizzazione“. E, a scanso di equivoci,
la Soprintendenza fa presente che il provvedimento di tutela del 2018 non
potrebbe essere autonomamente modificato dalla stessa Soprintendenza, ma
richiederebbe un percorso istruttorio collegiale analogo all’imposizione del
vincolo. Tuttavia nello stesso tempo l’ente, assicurando “uno spirito di massima
collaborazione e operatività“, dichiara di restare “a disposizione per
condividere, anche con sopralluoghi tecnici, sviluppi del progetto che possano
contemplare diverse ipotesi di tutela/conservazione della pensilina o della
memoria della stessa“. “Diverse ipotesi” che ci si chiede quali possano essere
compatibili con quanto precedentemente precisato.
Anche per quanto riguarda la tutela paesaggistica, la Soprintendenza esprime un
parere preliminare “di massima favorevole” ad alcune condizioni, a partire
dall’altezza che raggiungerebbe la struttura in relazione al contesto: “Dalle
sezioni architettonico/paesaggistiche presentate che evidenziano, come richiesto
da questo Ufficio, le altimetrie del contesto naturale, delle emergenze e del
nuovo volume e che sottolineano i rapporti dimensionali e di gerarchia tra la
realtà ambientale caratterizzata dalla collina dei Parioli, dalle palazzine
diViale Tiziano, dall’area degli insediamenti delle Olimpiadi degli anni
Sessanta e dall’Auditorium, sia in relazione alle altezze attuali dello stadio
Flaminio sia con le nuove altezze dello stadio di progetto, si evidenzia quanto
l’impatto dovrà essere calibrato e ben rapportato alla realtà consolidata in cui
si va ad inserire”, concludendo che “questa Soprintendenza ritiene che l’altezza
massima che potrà raggiungere la nuova copertura dello stadio potrà essere
l’altezza massima del vicino Auditorium Parco della musica firmato dall’arch.
Renzo Piano“. In concreto, ricaviamo da un articolo del Corriere della sera (7)
che l’altezza dell’impianto del progetto della SS lazio “si spinge a più di 50
metri e l’Auditorium si ferma a 40″ , “che vuol dire cancellare con un colpo di
penna 15 mila spettatori“. Una decurtazione che potrebbe mettere in seria crisi
la sostenibilità del progetto. Non sappiamo però quanto “La Soprintendenza
ritiene” sia vincolante per gli sviluppi futuri del progetto.
La ripetuta citazione dell’ “approfondito studio realizzato dall’Università
degli Studi di Roma che ha portato alla redazione del documento “Piano di
Conservazione interdisciplinare” per la struttura dello Stadio Flaminio (6), che
la Soprintendenza ricorda che “è stato indicato come prioritario strumento
metodologico ed operativo al fine di perseguire la tutela e la conservazione del
manufatto storico oggetto di intervento“, ribadendo che “questa Soprintendenza
condivide come il Piano di Conservazione interdisciplinare, insieme al
Provvedimento di tutela apposto dal Ministero della Cultura nel 2018, possano
essere per il presente progetto un costante riferimento di metodo per la
compatibilità della proposta progettuale rispetto alle più opportune scelte
architettoniche” induce a sperare che la Soprintendenza mantenga con fermezza il
punto sulle limitazioni introdotte.
Resta aperta la situazione del parere per la Tutela Archeologica, in un’area
ricca di preesistenze – a partire da una necropoli romana individuata dal 2011
sotto lo Stadio (8)– che vede la Soprintendenza confermare la “valutazione del
potenziale e del rischio archeologico come “alto” dichiarato dal proponente e
prescrivere indagini archeologiche preliminari. Un altro aspetto che dovrebbe
essere di impedimento a un progetto che prevede decine di perforazioni per
inserire i pali di sostegno della nuova struttura.
Anna Maria Bianchi Missaglia
vedi anche Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali
IL PARERE DEL MINISTERO DELLA CULTURA SOPRINTENDENZA SPECIALE ARCHEOLOGIA BELLE
ARTI E PAESAGGIO DI ROMA (PROT. QA/74077 DEL 10.08.2026)
Oggetto: Roma, Municipio II -Viale Tiziano-Stadio Flaminio (SIS 2-14)- proposta
SS Lazio- indizione Conferenza di Servizi Preliminare, ai sensi dell’art. 14,
comma 3 della legge 241/19 90 e ss.mm.ii e ai sensi dell’art. 13 L.76/2020 e
ss.mm.ii, da svolgersi in forma semplificata di modalità sincrona, secondo
quanto previsto dall’articolo 14 bis, c. 7 e 14 ter della medesima Legge, per
l’acquisizione degli atti di assenso, comunque denominati, propedeutici
all’approvazione della “Proposta di finanza di progetto ex art. 4 D.Lgs. n.
38/2021 intervento di recupero funzionale, valorizzazione ed ampliamento
dell’Impianto sportivo capitolino sito in Viale Tiziano denominato Stadio
Flaminio, MUN II (SIS 2-14) “- Trasmissione integrazioni e riapertura termini di
scadenza conferenza dei servizi -rif. QA/44515 del 25.05.2026 e s.s. (prot.
QA/2026/006508 del 09.07.2026) e trasmissione integrazioni archeologiche (rif.
QA/2026/07642 del 31/7/2026)- Parere di competenza
Con riferimento alle trasmissioni in oggetto, acquisiti agli atti di questo
ufficio rispettivamente con protocollo numero SS-ABB-RM 45838-Adele 13/7/200026
e 513 57-Adele 4/8/2026, esaminata la documentazione trasmessa, quest’ufficio
comunica quanto segue
Tutela monumentale:
Rispetto al regime vincolistico e di tutela, come riportato anche nel parere del
MIBAC 35107 del 02.08.2021, citato nella convocazione alla Conferenza dei
Servizi in oggetto, assunto agli atti del Comune di Roma con prot. EA/8823, lo
Stadio Flaminio è stato decretato di interesse storico-artistico ai sensi
dell’art. 10, co.3, lett. d) del D.Lgs. 42/2004 con Decreto del Segretario
Regionale del Lazio del 27.09.2018 n.74.
Lo Stadio Flaminio, inaugurato nel 1960 nel Villaggio Olimpico, nell’area del
vecchio Ippodromo Parioli, in occasione della XVII Olimpiade presenta una pianta
data da un rettangolo con angoli smussati, e l’anello gradonato che circonda il
campo da gioco funge da copertura agli spazi sottostanti destinati ai servizi
accessori. Le balconate del lato di Via Flaminia sono coperte da una grande
pensilina che caratterizza l’intera struttura. Il processo edilizio per la
costruzione dello stadio fu caratterizzato da importanti e riconosciute
sperimentazioni nell’impiego del calcestruzzo armato, che fu utilizzato in
diverse modalità, dai getti in opera agli elementi prefabbricati alle lastre
ondulate realizzate a piè d’opera, grazie anche alla possibilità dei Nervi di
operare in qualità sia di progettisti che di costruttori tramite l’impresa Nervi
& Bartoli.
Come più volte rappresentato, questa Soprintendenza auspica che venga avviata
un’opera di conservazione, restauro e valorizzazione della struttura sportiva
dello Stadio Flaminio, in considerazione anche dello stato di degrado e di
abbandono in cui versa, come già evidenziato, e condivide pienamente, come
indicato da Codesto Dipartimento, che l’impianto sportivo, inattivo da diversi
anni, necessiti di opere di riqualificazione, ammodernamento e adeguamento al
fine della rimessa in pristino e della riapertura al pubblico sia come luogo di
aggregazione e inclusione sociale e giovanile che come luogo di interesse
storico e culturale della città.
Come citato anche nella convocazione alla CdS, la struttura dello Stadio
Flaminio è stata oggetto di un approfondito studio realizzato dall’Università
degli Studi di Roma che ha portato alla redazione del documento Piano di
Conservazione interdisciplinare che codesta Amministrazione ha anche presentato
nel corso di un convegno specifico che la Scrivente ha comunicato a codesto
Comune con nota prot. 42784 del 27.01.2020.
Nella documentazione presentata, tale Piano di Conservazione interdisciplinare,
citato più volte, èstato indicato come prioritario strumento metodologico ed
operativo al fine di perseguire la tutela e la conservazione del manufatto
storico oggetto di intervento.
In considerazione delle caratteristiche di opera paradigmatica dal punto di
vista architettonico, strutturale, tecnologico dello Stadio Flaminio e del
rapporto con il contesto urbano e paesaggistico e con la storia della città,
questa Soprintendenza condivide come il Piano di Conservazione
interdisciplinare, insieme al Provvedimento di tutela apposto dal Ministero
della Cultura nel 2018, possano essere per il presente progetto un costante
riferimento di metodo per la compatibilità della proposta progettuale rispetto
alle più opportune scelte architettoniche.
Dalla documentazione progettuale presentata si evince come la proposta del nuovo
stadio risulti essere soprammessa allo stadio Flaminio preesistente, al quale si
affiancherebbe riproducendo, a scala più grande, le strutture tipiche dei
cavalletti progettati da Pier Lugi Nervi che ne caratterizzano l’intera
architettura.
A seguito dell’esame degli elaborati progettuali e a seguito di alcuni incontri
illustrativi avuti con il gruppo di progettazione, in considerazione di quanto
sopra esposto, questa Soprintendenza esprime parere preliminare di massima
favorevole alle seguenti condizioni.
Sul rapporto tra la struttura dello Stadio Flaminio e il nuovo progetto, in
relazione alle strutture dello stadio, che verrebbero ed essere in parte
nascoste dalla nuova realizzazione, in particolare in relazione alla percezione
del suo particolare disegno sinuoso del profilo sommitale e della grande
pensilina, elementi di pregio e caratterizzanti l’edificio oggetto di vincolo,
si evidenzia quanto segue.
La documentazione integrativa presentata con i prospetti e le sezioni proposte
rendono chiaro ed evidenziano come sarebbe opportuno negli sviluppi del progetto
valutare l’alleggerimento dell’elemento dell’anello-pensilina esterno per poter
percepire maggiormente lo stadio preesistente che resta all’interno della nuova
struttura. Questo Ufficio resta quindi a completa disposizione per valutare
modifiche progettuali gli sviluppi del progetto in tal senso.
In riferimento alla proposta presentata in cui porzioni della pensilina
aggettante sulla tribuna d’onore sono oggetto di un riuso adattivo con la
Trasformazione dell’elemento strutturale storico in un oggetto autonomo di
memoria, conservandone il valore simbolico ma cambiandone funzione, si
richiamano i contenuti del provvedimento di tutela prima citato, che indica come
tale elemento sia stato riconosciuto dalla critica come un capolavoro
geometrico-costruttivo: “la sagoma dello sbalzo si snellisce con continuità
dall’incastro all’estremità libera e di grande effetto scenografico è l’elegante
superficie rigata a sbalzo caratterizza anche dal punto di vista formale e
architettonico l’intera struttura dello stadio” né con i contenuti del Piano di
Conservazione interdisciplinare che non sembrano prevedere in alcuna forma una
sua decontestualizzazione. Inoltre, un intervento di restauro e
rifunzionalizzazione su un bene culturale quale è l’oggetto dell’intervento, ha
come obbiettivo quello di “facilitarne la lettura”, come da art. 4 della carta
del Restauro del 1972, in cui si definisce il restauro come “ogni azione per
mantenere in vita l’opera, aiutarne la comprensione e trasmetterla al futuro“.
Come indicato nel provvedimento di tutela stesso, l’intervento di restauro e
riuso dovrà “rispettare la struttura e l’impianto originario dello Stadio,
nonché le finiture e non modificare quei fattori definiti fortemente identitari
e non modificabili anche in una strategia di valorizzazione“.
Si evidenzia, al riguardo, che il vincolo posto con il citato provvedimento di
tutela del 27.09.2018 n.74 non potrebbe essere autonomamente modificato dalla
scrivente Soprintendenza ma richiederebbe la riedizione del potere
amministrativo-istruttorio della stessa e il conseguente prescritto e
obbligatorio parere deliberativo storico-architettonico della Commissione
Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio, organo decisionale a carattere
collegiale, i cui componenti sono i Soprintendenti del Lazio delle diverse
province e settori, la Direzione regionale musei del Lazio e la Direzione musei
statali città di Roma.
Alla luce di quanto sopra indicato questo Ufficio, in uno spirito di massima
collaborazione e operatività, resta a disposizione per condividere, anche con
sopralluoghi tecnici, sviluppi del progetto che possano contemplare diverse
ipotesi di tutela/conservazione della pensilina o della memoria della stessa.
Si vuole qui ricordare come di estremo interesse risulta, in analogia con la
proposta progettuale in argomento, il processo, attualmente in corso, per un
manufatto del medesimo ing. Nervi sito nella città di Firenze. Per lo stadio
Franchi di Firenze, infatti, è in corso un intervento di restauro che prevede la
conservazione e il consolidamento della pensilina dello stesso. Risulta
interessante rilevare come la pensilina dello stadio di Firenze sia un’opera
pionieristica in quanto realizzata nella fase iniziale della carriera dell’ing.
Nervi, presentando uno sbalzo anche maggiore sulle tribune rispetto alla
pensilina dello Stadio Flaminio.
Tra le destinazioni d’uso previste nella nuova distribuzione funzionale e i
relativi spazi al piano terra si condivide quanto proposto nella relazione
integrativa dove si indica come il progetto segua la vocazione polifunzionale
dell’impianto di Nervi fin dagli anni Sessanta con il mantenimento dello schema
funzionale edei percorsi presenti nel progetto originario; questo Ufficio resta
a disposizione per valutare gli sviluppi delprogetto in tal senso.
In relazione all’impatto che gli adeguamenti impiantistici comporteranno per la
struttura originaria e per la percezione degli spazi sia negli ambienti interni
che esternamente è stata presentata adeguata documentazione integrativa e si
condivide quanto proposto che mantiene il criterio del minimo intervento e della
reversibilità in ogni suo aspetto; in tal senso questo Ufficio resta a
disposizione per valutare gli sviluppidel progetto che potranno approfondire
anche gli aspetti tecnici e materici delle nuove inserzioni.
In riferimento all’eventuale cancellata di perimetrazione e a specifici sistemi
di accesso e protezione dei flussi che andrebbero ad avere impatto sull’intorno
e sul contesto urbano, paesaggistico e ambientale, si condivide la soluzione
presentata nella documentazione integrativa; in particolare si ritiene
compatibile con il contesto la proposta dei preselettori di fila amovibili nei
giorni no match day, che potranno con la loro rimozione mantenere libere le
visuali e la percezione degli spazi adiacenti lo stadio. In coerenza con quanto
proposto si vuole in questa sede ricordare come questo Ufficio, congiuntamente
con codesto Spettabile Comune, stia lavorando a molteplici progetti urbani che
vedono lo sviluppo delle aree limitrofe lo stadio e che si relazionano con il
Palazzetto e l’Auditorium con una serie di aree verdi e di completamento che non
prevedono grandi aree destinate a parcheggi, ma che seguono una vocazione di
qualità ambientale e architettonica.
Tutela Paesaggistica:
L’area, all’interno dell’ansa del Tevere, delimitata dalla via Flaminia, che
ospita dalla fine degli anni Cinquanta il nucleo principale delle attrezzature
progettate per la XVII Olimpiade di Roma, è ricompresa in un’ampia area
sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 136 comma 1 lett. c), d)
del D.lgs. 42/2004con Deliberazione della Giunta Regionale del 5 dicembre 1989
“Dichiarazione di notevole interesse pubbliconel territorio delle province di
Roma, Viterbo, Rieti, interessato dalla località «Valle del Tevere»”. Il vincolo
èstato applicato in considerazione della “non comune bellezza di rilevante e
particolare pregio per gli intrinsechivalori ambientali e paesistici”.
Nel caso in esame, considerata la presenza del vincolo paesaggistico
“dichiarativo”, si applica, ai sensi dell’art. 8 delle Norme del Piano
Territoriale Paesaggistico Regionale, la disciplina di tutela e uso del
Paesaggio in cui ricade il bene, ovvero il “Paesaggio degli insediamenti in
evoluzione”. Tale Paesaggio è costituito da “ambiti anche parzialmente edificati
in via di trasformazione o comunque individuati come compatibili con programmi
di sviluppo urbano”, la cui tutela è volta a promuovere “la qualità degli
insediamenti urbani attraverso la realizzazione di tessuti integrati, il
controllo delle tipologie architettoniche nonché delle tecniche e dei materiali
costruttivi”, nonché alla “conservazione e valorizzazione dei beni del
patrimonio culturale e degli elementi naturali presenti, alla conservazione
delle visuali verso i paesaggi di pregio adiacenti e/o interni all’ambito anche
mediante il mantenimento di corridoi verdi all’interno dei tessuti e di
connessione con i paesaggi naturali e agricoli contigui” (art. 28 delle Norme
del P.T.P.R.). Tra gli interventi consentiti rientrano in particolare il
recupero e l’ampliamento di impianti sportivi esistenti, pur nel rispetto della
conservazione dei beni culturali e dei paesaggi di pregio come sopra indicato.
Questa Soprintendenza, in considerazione di quanto trasmesso come integrazioni
documentali, che si ritengono esaustive in riferimento alla compatibilità
paesaggistica e all’impatto che l’intervento proposto potrà avere nel contesto
in oggetto ed in particolare al rapporto dimensionale tra il nuovo stadio e
l’intorno esprime parere preliminare di massima favorevole alle seguenti
condizioni.
Lo stadio risulta inserito in un contesto consolidato e di pregio. Intervento
urbano che vide il coinvolgimento di importanti professionisti quali Cafiero,
Libera, Monaco, Luccichenti, Vitellozzi, Carbonara e gli stessi Nervi, oggetto
oggi di vincoli monumentale e paesaggistico, dove emergono architetture d’autore
di interesse. Nell’area infatti si trovano il Palazzetto dello Sport, del
medesimo architetto Pier Luigi Nervi e il Villaggio Olimpico sempre a firma di
insigni architetti e il vicino Auditorium a firma dell’architetto Renzo Piano,
che vanno a creare un contesto consolidato e di grande interesse e molto ben
calibrato tra importanti spazi di aggregazione socio-culturale e aree verdi
nonché una viabilità calibrata e studiata che crea uno degli ambiti maggiormente
riusciti nel contesto della più recente trasformazione della città di Roma con
l’inserimento dell’Auditorium che ben si è inserito in un tessuto tanto di
pregio quanto fragile, con la vicinanza del quartiere Parioli e Flaminio e con
gli sviluppi futuri della limitrofa area di via Guido Reni di fronte al Museo
Maxxi fino al ponte della Musica.
Dalle sezioni architettonico/paesaggistiche presentate che evidenziano, come
richiesto da questo Ufficio, le altimetrie del contesto naturale, delle
emergenze e del nuovo volume e che sottolineano i rapporti dimensionali e di
gerarchia tra la realtà ambientale caratterizzata dalla collina dei Parioli,
dalle palazzine diViale Tiziano, dall’area degli insediamenti delle Olimpiadi
degli anni Sessanta e dall’Auditorium, sia inrelazione alle altezze attuali
dello stadio Flaminio sia con le nuove altezze dello stadio di progetto, si
evidenziaquanto l’impatto dovrà essere calibrato e ben rapportato alla realtà
consolidata in cui si va ad inserire.
In considerazione degli studi presentati e della documentazione integrativa
inviata in considerazione della conformazione della copertura dello stadio che
prevede una particolare percezione dell’involucro della copertura dall’esterno e
dalle diverse visuali urbane, in considerazione dell’impatto con l’intorno e con
le maggiori emergenze adiacenti, questa Soprintendenza ritiene che l’altezza
massima che potrà raggiungere la nuova copertura dello stadio potrà essere
l’altezza massima del vicino Auditorium Parco della musicafirmato dall’arch.
Renzo Piano. Dai profili presentati infatti risulta evidente come tale rapporto
sia prioritario per poter garantire una corretta compatibilità paesaggistica e
un corretto rapporto tra le volumetrie in un distretto del contemporaneo, come
detto, che presenta importanti architetture autorali.
Si rimane perciò a piena diposizione per valutare proposte che prevedano
un’altezza massima della nuova struttura come sopra indicato; tale proposta
potrà anche valutare la conservazione della pensilina con un coerente involucro
architettonico che possa contemplare sia gli aspetti architettonici, che
strutturali, che paesaggistici e di fruizione e che non comporti né un
inquinamento acustico, né luminoso delle aree limitrofe, che costituiscono un
contesto urbano di pregio della città consolidata.
Tutela Archeologica:
Esaminate le integrazioni archeologiche pervenute in data 31.07.2026 a
completamento della consegna del 09.07.2026, questa Soprintendenza ritiene la
documentazione presentata esaustiva per quanto riguarda la conoscenza delle
preesistenze archeologiche dell’area e ne condivide la valutazione del
potenziale e del rischio archeologico come “alto”.
Si ritiene necessario, pertanto, che l’intervento venga sottoposto alla
procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico mediante
l’attivazione della prima fase con l’esecuzione di indagini archeologiche
dirette (saggi archeologici, sondaggi, scavi), come stabilito dal D.Lgs.
36/2023, Allegato I.8, commi 7 e seguenti.
In ottemperanza alla normativa vigente si rimane in attesa di un piano di
indagini a carico della Committenza, anticipando sin da ora che le eventuali
attività di bonifica ordigni esplosivi dovranno essere condotte in assistenza
archeologica in corso d’opera secondo le modalità stabilite nel punto 12
dell’Annesso IV alla Direttiva GEN-BST 001.
Il funzionario architetto responsabile
XXX
Il funzionario archeologo responsabile
XXX
DIREZIONE AMMINISTRATIVA
IL DIRETTORE
XXX
IL SOPRINTENDENTE SPECIALE
Dott.ssa Daniela Porro
_________________________________________________________________________________
22 AGOSTO 2026
Per osservazioni e precisaizoni: laboratoriocarteinregoal@gmail.com
NOTE
(1) vedi Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali
Vedi il video di Carteinregola del 27 aprile 2025 (durata 10′ 40″)
STADIO FLAMINIO: le associazioni chiedono progetti sostenibili e rispettosi
dell’opera
vedi la lettera della Pier Luigi Nervi Foundation, del 23 aprile 2026
sottoscritta anche da Cartenregola inviata a Roma Capitale e alla Soprintendenza
di Stato che chiede il rispetto del vincolo apposto all’opera proprio dalla
Soprintendenza e di mettere agli atti un circostanziato documento Note sul
progetto S.S. Lazio S.P.A per lo Stadio Flaminio a firma di Ugo
Carughi e Francesco Romeo, il primo, architetto, Ex Presidente di Docomomo
Italia (gruppo nazionale di Do.co.mo.mo International che si occupa della
documentazione, conservazione e valorizzazione degli edifici e dei complessi
urbani del Novecento) e Membro del Consiglio di Direzione e Coordinamento
Tecnico dei Comitati Scientifici ICOMOS Italia (Consiglio Internazionale dei
Monumenti e dei siti), il secondo Professore Ordinario di Scienza delle
Costruzioni Sapienza Università di Roma. Il prof. Romeo è anche stato Project
Leader del team di specialisti e studiosi della Sapienza Università di Roma,
della Pier Luigi Nervi Project Association e di Do.Co.Mo.Mo. Italia, che ha
promosso e curato Il Pier Luigi Nervi Project (Vai alla pagina con l’articolo
del 24 aprile 2026 Fondazione Nervi al Ministero: rispettare il vincolo sullo
Stadio Flaminio con il documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo
Stadio Flaminio )
(2) scarica il docuemento con i pareri della Conferenza dei servizi preliminare
((il parere della Soprintendenza è a pag. 144)
(3) Vai alla sezione dedicata del sito di Roma Capitale
(4) Il 27 settembre 2018 Lo Stadio è sottoposto dalla Soprintendenza Speciale
Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Paesaggio di Roma a dichiarazione
d’interesse con decreto del 27.09.2018, n. rep. 74. Nella relazione allegata al
provvedimento, la Soprintendenza ha precisato che “gli interventi dovranno
rispettarne la struttura, l’impianto originario, nonché le
finiture […] fattori […] fortemente identitari e non modificabili in una
strategia di valorizzazione dell’impianto e […] (che) vada, al tempo stesso,
rispettata la vocazione e l’originaria destinazione d’uso sia per quanto
riguarda la funzione dello stadio, sia gli spazi accessori SCARICA il Decreto di
interesse culturale dell’opera di P.L. Nervi dal MiC (art. 10 lett. d del D.Lgs.
42/04), con provvedimento del 27.09.2018 n. 74. con la Relaizone Storico critica
(5) Si veda il Tempo del 12 agosto Flaminio, capienza ridotta e tempi allungati.
Il progetto della Lazio va rifatto
(6) Il Pier Luigi Nervi Project è stato promosso e curato da un team di
specialisti e studiosi della Sapienza Università di Roma, della Pier Luigi Nervi
Project Association e di Do.Co.Mo.Mo. Italia, (Vai alla pagina con l’articolo
del 24 aprile 2026 Fondazione Nervi al Ministero: rispettare il vincolo sullo
Stadio Flaminio con il documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo
Stadio Flaminio
(7) Il Corriere della Sera di Roma del 12 agosto: Lotito esulta, Flaminio il
primo sì. Ma i progetto deve essere rivisto di Andrea Arzilli e Elmar Bergonzini
(8) vedi tra gli altri Archeomedia ROMA. Sotto lo stadio Flaminio c’è una
necropoli romana. 17 marzo 2011