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La seconda assemblea della Rete “Firenze Città Operatrice di Pace”
Si è svolta presso Casa Caciolle oggi 10 ottobre la seconda assemblea della Rete Firenze Città Operatrice di Pace. Dopo l’introduzione di Andrés Lasso che ha fatto il punto sui primi sei mesi di lavoro della rete ci si è riuniti in gruppi di lavoro: educazione alla Pace, verso un forum per la Pace,  mobilitazioni e campagne. A fine mattinata si è formalizzato il nuovo coordinamento in carica per i prossimi sei mesi. Dopo un delizioso pranzo palestinese cucinato da Suha, arrivata a Firenze da Gaza da poco più di due anni,  i lavori sono ripresi con la prima riunione allargata del nuovo coordinamento. I partecipanti si sono poi diretti verso le manifestazioni per Gaza previste per la giornata. Redazione Toscana
October 10, 2026
Pressenza
Il 10 Ottobre la seconda assemblea di Firenze Città Operatrice di pace
Questo sabato 10 ottobre a Casa Caciolle a Firenze si riunirà in Assemblea la rete Firenze Città Operatrice di Pace, rete pacifista che riunisce oltre cinquanta associazioni e gruppi del territorio, oltre a decine di singoli aderenti. Sarà la seconda assemblea della rete, dopo quella costitutiva di febbraio e dopo la presentazione del documento di indirizzo a gennaio a San Miniato a Monte. L’assemblea inizierà alle 9:15 e nominerà anche il nuovo coordinamento, con durata semestrale. I lavori procederanno fino alle 13 per poi riprendere dalle 14:30 alle 16 Ha confermato la presenza la Presidente di Commissione Politiche europee e affari internazionali della Regione Toscana, Irene Galletti. I lavori assembleari prevedono tre gruppi di lavoro tematici: uno avrà come focus le campagne e mobilitazioni prossime, un secondo si occuperà di percorsi di Educazione alla Pace, un terzo l’organizzazione di un Forum per la Pace a Firenze. L’assemblea è aperta, oltre che agli aderenti, a tutta la cittadinanza interessata ai temi della pace, del disarmo e del diritto internazionale. Il coordinamento di Firenze Città Operatrice di Pace Contatti:                      firenzeoperatricedipace@gmail.com Documenti:                 https://firenzeoperatricedipace.blogspot.com/ Video:                          www.youtube.com/@FirenzeCittàOperatricediPace Redazione Toscana
October 8, 2026
Pressenza
I Ponti della Pace: in cammino per la pace e la non violenza anche in bicicletta
I Ponti della Pace: quando la pedalata si fa testimonianza attiva a Firenze Superare la logica del confine e trasformare l’ostacolo in spazio di relazione. Con questo spirito ha preso il via “I Ponti della Pace“, un’iniziativa promossa da FIAB Firenze Ciclabile con il patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana e l’adesione di un’ampia rete di realtà civiche e associative. L’itinerario di circa 13 chilometri, snodato lungo piste ciclabili e strade a basso traffico da Piazza dell’Isolotto fino al piazzale dell’Abbazia di San Miniato al Monte, non ha avuto soltanto il significato di un evento di mobilità sostenibile, ma ha rappresentato una concreta testimonianza attiva per la pace e la nonviolenza, un ulteriore seme in un cantiere aperto per una cittadinanza consapevole. Il valore della pedalata come metafora dell’essere “in cammino” e come “testo narrativo” Come ricordato nella presentazione del progetto, il percorso ha attraversato ponti, passerelle e piazze toccando i luoghi simbolo di figure e storie di pace della tradizione fiorentina, coinvolgendo la cittadinanza, le istituzioni, le scuole e una folta rappresentanza del terzo settore per sostenere e rinnovare quel connubio virtuoso fra la vocazione storica di Firenze come “Città Operatrice di Pace“, i linguaggi della nonviolenza, l’impegno per una mobilità dolce e l’ecologia. Il “ponte” smette così di essere un semplice manufatto architettonico e diventa metafora dinamica della nonviolenza: l’architettura dell’incontro che rifiuta i muri e l’isolamento, il disarmo interiore prima ancora che bellico. Pedalare insieme a passo lento ha permesso di riappropriarsi dello spazio pubblico e di trasformare la città in una mappa viva di diritti, giustizia e accoglienza. Un mosaico di voci: le tappe e le testimonianze del percorso Un mosaico di voci: le tappe e le testimonianze del percorso Lungo le sei soste del tragitto, il racconto della città non si è affidato ad una singola voce, ma si è articolato come una rete di interventi coordinati. Più che una sequenza di relazioni, le testimonianze hanno rappresentano un dialogo continuativo attorno ad alcuni grandi nuclei concettuali che ogni personaggio o luogo rappresentavano. La partenza ha visto i saluti istituzionali dell’assessora allo Sport Letizia Perini e del presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni; a dare il via ufficiale al percorso è stata la stessa assessora Perini, intervenuta in rappresentanza della sindaca. Comunità, ecologia e profezia del quotidiano (Isolotto) Nella prima tappa, tra la Passerella Alex Langer, le Baracche Verdi e il murales di Tiziano Terzani, le voci di Andres Lasso, Claudia Daurù, Silvia Falcioni e Gloria Germani hanno richiamato l’eredità di Alexander Langer, Tiziano Terzani, Don Enzo Mazzi, la Piccola Scuola di Pace e di un quartiere nato secondo linee guide che ancora oggi sarebbero all’avanguardia e una valida risposta ai problemi climatici e urbanistici che affliggono la nostra città. La pace nasce dal basso, dalla cura del territorio e della comunità, intrecciando ecologia profonda e dialogo interculturale. La nonviolenza attiva e la “Città Operatrice di Pace” (Ponte Gandhi, San Marco, Piazza Signoria) Attraverso gli interventi di Gloria Germani sul Ponte Gandhi, di Grazia Bellini (Fondazione Balducci) e Pietro Giovannoni (Fondazione La Pira) in Piazza San Marco, fino ai contributi profondi e partecipati dei rappresentanti istituzionali in Piazza della Signoria – con il presidente del Consiglio comunale di Firenze Cosimo Guccione, la vicepresidente della Regione Toscana Bintou Mia Diop e la presidente della Commissione Pace del Comune Stefania Collesei –, si è cercato di riannodare il filo della “diplomazia delle città” e dell’Uomo Planetario, cuore pulsante di Firenze Città Operatrice di Pace. La verità (Satya) e la nonviolenza (Ahimsa) diventano la bussola per una politica che supera le logiche di potenza. Il senso di questo è stato rappresentato dai tanti partecipanti che, con i loro corpi, le loro biciclette, le loro bandiere della pace sono diventati simbolo della nonviolenza e del cammino necessario a partire da ogni individuo, dalle associazioni, dalle istituzioni. Direzione diritti, disarmo e solidarietà concreta (Ponte Santa Trinita) Nella sosta in piazza Santa Trinita si è attraversato idealmente il “ponte della pace” di Santa Trinita,  gli apporti dei volontari di Emergency Firenze (Francesca Testa), degli attivisti di Amnesty International (Cecilia Nava), di Viviana Ballini e Linda Berti (Cammino di Don Milani / Associazione Don Milani) e di Marco Pasquini (Museo Bartali) hanno intessuto un filo di testimonianze e riflessioni convergendo su un punto fermo: il rifiuto della guerra e dell’obbedienza cieca, la difesa intransigente dei diritti umani e il coraggio silenzioso della solidarietà. Spiritualità attiva e disarmo delle comunità (San Miniato al Monte) All’arrivo sul colle di San Miniato al Monte, la parola è tornata all’abate Padre Bernardo Gianni. La dimensione spirituale della pace non si traduce in un’astrazione isolata, ma in una “geografia di grazia” e in una pratica attiva di ascolto e disarmo interiore a cui l’intera cittadinanza è chiamata per dare continuità a un impegno diffuso e permanente. L’iniziativa firmata FIAB Firenze Ciclabile dimostra che promuovere la pace oggi significa proporre gesti feriali, trasversali e aperti a tutti. In un’epoca segnata da crescenti polarizzazioni e conflitti, la mobilità attiva si rivela così un linguaggio potente per costruire, pedalata dopo pedalata, ponti stabili di partecipazione e democrazia. Foto attivisti e partecipanti Paolo Mazzinghi
September 20, 2026
Pressenza
“I PONTI DELLA PACE”: a Firenze escursione urbana in bicicletta per la pace
Domenica 20 settembre 2026 una ciclo-escursione urbana di 13 km ripercorrerà i luoghi, le memorie e le figure della nonviolenza, dei diritti umani e della pace, da Piazza dell’Isolotto fino a San Miniato al Monte.   FIRENZE, [14/09/2026] – Superare la logica dei muri trasformando il confine da luogo di separazione a spazio di transito e relazione: con questo spirito nasce “I Ponti della Pace”, la ciclo-escursione urbana in programma a Firenze per domenica 20 settembre 2026. Promossa da FIAB Firenze Ciclabile con il supporto del Comune di Firenze, il patrocinio e il contributo della Regione Toscana e in collaborazione con numerose realtà associative, l’iniziativa si propone di riscoprire l’eredità di Firenze come “Città Operatrice di Pace”, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile e la cittadinanza attiva. Il percorso: 13 km tra storia, memoria e mobilità sostenibile Il raduno è fissato per le ore 8:30 in Piazza dell’Isolotto con partenza prevista per le ore 9:00. L’itinerario, pianeggiante e accessibile a tutti si snoderà lungo piste ciclabili, passerelle pedonali e strade a basso traffico, per concludersi intorno alle ore 13:00 presso l’Abbazia di San Miniato al Monte. Lungo il percorso sono previste 6 soste narrative di approfondimento curate da testimoni e rappresentanti delle associazioni partner, dedicate alle grandi figure e ai simboli della nonviolenza, della giustizia sociale e dell’accoglienza: 1. Passerella dell’Isolotto (Piazza dell’Isolotto): Memorie di Alexander Langer, Giorgio La Pira, Alberto L’Abate, Don Enzo Mazzi e Tiziano Terzani. (Interventi di Andres Lasso, Claudia Daurù, Gloria Germani) 2. Ponte Gandhi (Viale Redi / Parco Da Vinci): La nonviolenza gandhiana (Ahimsa) e la ricerca della Verità (Satya). (Intervento di Gloria Germani) 3. Basilica di San Marco: Il dialogo politico, ecumenico e internazionale di Giorgio La Pira e Padre Ernesto Balducci. (Interventi di Grazia Bellini e Pietro Giovannoni) 4. Palazzo Vecchio (Piazza della Signoria): Firenze “Città Operatrice di Pace” e l’impegno istituzionale. (Saluto delle Istituzioni) 5. Ponte Santa Trinita: Le mobilitazioni per i diritti umani e le storie di Don Lorenzo Milani e Gino Bartali. (Interventi di Emergency Firenze, Amnesty International Firenze, Gruppo Don Lorenzo Milani Calenzano, Museo Bartali) 6. Abbazia di San Miniato al Monte: La dimensione spirituale dell’accoglienza e del dialogo. (Interventi di Padre Bernardo Gianni e Stefania Collesei) Un’ampia rete istituzionale e associativa L’iniziativa vede un’ampia convergenza istituzionale e sociale: partecipano attivamente rappresentanti del Comune di Firenze (Presidenza del Consiglio, Commissione Pace, Assessorati allo Sport e alla Mobilità) e della Regione Toscana (Vicepresidenza del Consiglio con delega alla Pace, Assessorato alla Cultura della memoria e Istruzione). Tra gli enti e le associazioni aderenti figurano inoltre la Fondazione Ernesto Balducci, la Fondazione Giorgio La Pira, Eirenefest, la Rete Firenze Città Operatrice di Pace, i volontari di Emergency Firenze, gli attivisti di Amnesty International Firenze, Pressenza Toscana, la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, In cammino per la pace e il disarmo, la Comunità dell’Isolotto, il Museo Gino Bartali, il Gruppo Don Lorenzo Milani Calenzano / Cammino di Don Milani e la Basilica di San Miniato. Come partecipare La partecipazione all’evento è gratuita, ma è richiesta la registrazione obbligatoria online per motivi organizzativi e di sicurezza. I primi iscritti avranno diritto a un gadget dell’evento e all’uso gratuito del servizio di bike-sharing partner RideMovi. * Modulo di iscrizione: disponibile online su: Form Registrazione Ponti della Pace ·     Info di dettaglio: disponibile online su:    Info evento SCHEDA INFORMATIVA SINTETICA * Evento: I Ponti della Pace – Escursione urbana in bicicletta ·     Data: Domenica 20 settembre 2026 ·     Orari: Ore 8:30 ritrovo (Piazza dell’Isolotto) | Ore 9:00 partenza | Ore 13:00 arrivo (San Miniato al Monte) ·     Difficoltà / Distanza: Facile / ~13 km ·     Organizzazione: FIAB Firenze Ciclabile Contatti per la Stampa e Informazioni: FIAB Firenze Ciclabile * Email: info@firenzeciclabile.it * Sito web:firenzeciclabile.it /   Locandina Ponti della Pace, Firenze 20 settembre 2026 Redazione Toscana
September 15, 2026
Pressenza
A Camaldoli una riflessione sulla cultura della pace e le azioni necessarie: l’urgenza di far rete
Agli Stati Generali promossi dalla Regione Toscana nel Monastero casentinese di Camaldoli, istituzioni e società civile si coordinano per trasformare la Carta di Camaldoli in uno strumento operativo contro la guerra e la mercificazione dei conflitti.   Un cantiere aperto per la pace e il disarmo In un contesto globale drammatico, segnato da oltre sessanta conflitti sanguinosi e dal tentativo di monetizzare persino la pace, come dimostrano recenti iniziative speculative internazionali, la Toscana riafferma la propria vocazione di terra di dialogo e diritti. Lo scorso 20 agosto, nello storico Monastero di Camaldoli (Poppi, AR), si sono svolti gli Stati Generali della Cultura della Pace della Regione Toscana. Promosso dalla Regione, l’incontro ha riunito istituzioni, la comunità monastica camaldolese, il terzo settore, il mondo accademico e la cittadinanza attiva. Obiettivi e coordinamento regionale L’obiettivo dell’iniziativa, coordinata dalla Vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, è strutturare un percorso capillare in tutte le province toscane per fornire strumenti operativi a chi opera quotidianamente per la pace. Come sottolineato dai saluti del Sindaco di Poppi, Federico Lorenzoni, la pace è una stringente responsabilità politica che si edifica dal basso, con un’azione culturale costante sui territori. Spina dorsale dell’evento è stato il richiamo alla Carta della Pace di Camaldoli del 1995, presentata da Luigi Scatizzi (Presidente ACLI Arezzo), e all’eredità del ‘Codice di Camaldoli’ del 1943. Al centro vi è il ripristino dell’Articolo 11 della Costituzione: l’Italia ‘ripudia’ la guerra, riaffermando che non vi è pace senza giustizia sociale, diplomazia e multilaterialismo. La voce della società civile e il dibattito dal basso Il dibattito ha dato spazio alle voci del territorio. Damiano Bettoni, Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, ha portato l’esperienza dei progetti di cooperazione in Terra Santa, Libano, Giordania e Iraq, lanciando un appello a non ‘mettere mai più Dio a capo degli eserciti’ e a superare le polarizzazioni ‘da curva da stadio’. Il Prof. Maurizio Ambrosini, Vicepresidente del MEIC, ha richiamato l’attenzione sui diritti dei migranti forzati, evidenziando come la pace si costruisca con l’accoglienza concreta: corridoi umanitari, sponsorizzazioni comunitarie e borse di studio per studenti in fuga da Gaza, Afghanistan o Ucraina. La Rete Firenze Città Operatrice di Pace ha rimarcato la profonda urgenza di azioni, esprimendo l’angoscia per i massacri a Gaza, in Cisgiordania e per le tragedie dimenticate come quella del popolo Saharawi, confinato nel deserto dell’invisibilità mediatica. Ci domandiamo quali azioni dirette ed efficaci possano e debbano intraprendere i cittadini, le associazioni, le istituzioni di fronte al blocco della diplomazia internazionale e gli orrori in atto, dal boicottaggio economico alle sanzioni dal basso. Fare rete per una speranza attiva Dall’intervento di Roberto Setti (Rete Aretina per la Pace e il Disarmo) è emerso l’invito a sviluppare una ‘speranza attiva’ contro la narrazione bellicista dei media. Nelle conclusioni, la Vicepresidente Mia Diop ha raccolto le istanze emerse, confermando l’impegno della Regione Toscana a creare una rete tra enti e associazioni, valorizzare l’educazione alla pace nelle scuole con i fondi FSE+ e sostenere l’accoglienza. La lezione di Camaldoli è netta: l’unica risposta efficace alla barbarie è fare rete Foto Paolo Mazzinghi Paolo Mazzinghi
August 21, 2026
Pressenza