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Ucraina: cessiamo il fuoco!
Non provo alcuna simpatia per il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelens’kjy, anzi…, ma, come si dice, “anche un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora esatta” e quindi, nessuno se ne abbia a male, dico in tutta onestà che sono d’accordo con quanto scrive nella sua lettera a Putin, poichè ritengo seria e motivata la sua proposta di Pace e penso che sprecare questa occasione significherebbe condannare a morte decine di migliaia di giovani Ucraini e Russi per poi arrivare tra qualche mese, nella migliore delle ipotesi, o tra qualche anno di guerra alle stesse conclusioni che sono oggi proposte. Intendiamoci, io considero il Presidente Zelens’kjy uno dei signori della guerra, al pari di Putin, ovviamente, ma anche di Biden, di Ursula von der Leyen, di Boris Johnson, di Jens Stoltenberg, di Mark Rutte, di Olaf Scholz, di Friedrich Merz, di Emmanuel Macron, di Mario Draghi, di Giorgia Meloni e compagnia bella. La guerra in Ucraina non è iniziata peraltro nel 2022 ma nel 2014 come guerra civile per il controllo  del Donbass. Una guerra in cui l’Occidente appoggiava l’Ucraina e suoi governi mentre la Federazione Russa sosteneva le autoproclamate repubbliche popolari di Doneck e Lugansk (ora, peraltro, annesse a tutti gli effetti alla Federazione Russa, insieme alla Crimea ovvero a circa il 20% del territorio Ucraino). Il conflitto attuale, che gli Ucraini indicano come “guerra su vasta scala” e che Putin si ostina a chiamare “operazione militare speciale di denazificazione”, è iniziato il 24 febbraio del 2022 ed è la prosecuzione della guerra in Donbass, un tumore maligno che in Europa nessuno ha saputo nè voluto seriamente eradicare. Perchè ritengo che la lettera che il presidente Zelens’kjy ha inviato al suo collega Putin e che contiene una proposta di Pace sia da prendere sul serio? Zelens’kjy venne eletto al ballottaggio contro l’oligarca ed ex presidente Petro Porosenko che sosteneva e aveva praticato politiche ultranazionaliste, promuovendo la lingua Ucraina come unica lingua dello stato e mettendo di conseguenza al bando il Russo, che è la lingua madre di almeno il 30% della popolazione, sempre Porosenko aveva voluto riabilitare, quando non addirittura proclamare come eroi della patria, tutti i combattenti che si erano opposti, durante la Seconda Guerra Mondiale, all’Armata Rossa, combattendo di conseguenza, spesso e volentieri, al fianco dei nazisti tedeschi e rendendosi inoltre autori di efferate stragi contro Ebrei, Zingari e Polacchi che abitavano nei territori sotto il loro controllo. Zelens’kjy, durante la campagna elettorale, a parole, sosteneva invece il pieno rispetto della lingua e cultura Russa, dichiarando di essere lui stesso di madre lingua Russa e tenendo nelle regioni orientali comizi in Russo. Promise di operare per la Pace con la Russia, nel rispetto degli accordi di Minsk, e la lotta alla corruzione. Chi lo ha votato lo ha fatto dunque per questi motivi, che poi lui sia stato fedele a questi impegni presi con il popolo è tutt’altro paio di maniche. Il presidente Zelens’kjy sa che la sua popolarità ha avuto un tracollo per tre ragioni di fondo: le indagini contro la corruzione, che sono arrivate a lambirlo; la discriminazione verso i Russi di Ucraina, che hanno risentito pesantemente della russofobia che ha continuato a demonizzarne la loro Storia e la loro Cultura (si pensi ad esempio alla rimozione della statua della Zarina Caterina la Grande da una piazza di Odessa, città che ne deve l’esistenza)  e la guerra, che ha voluto prolungare respingendo le iniziali proposte russe di Pace, sperando che l’aiuto della Nato l’Ucraina avrebbe ottenuto la vittoria militare e quindi la riconquista dei territori persi nel 2014. Un vasto e spontaneo movimento di base, formato soprattutto di giovani autoconvocatisi attraverso i social media, nel luglio del 2025 è sceso in piazza, cosa assai inconsueta per un Paese in guerra, per protestare contro la legge che voleva mettere sotto il controllo del governo i due principali enti anticorruzione, un movimento che si è quindi schierato contro il Parlamento, il Governo e il Presidente, che furono quindi costretti ad abrogare in tutta fretta la legge in questione. Inoltre ormai la gente comune è stanca della guerra e vorrebbe il cessate il fuoco e trattative per una Pace giusta. Anche in questo secondo caso monta la protesta con le grandi mobilitazioni contro un’altra legge approvata dal Parlamento allo scopo di decretare come morti in guerra gli oltre 90 000 dispersi. I manifestanti, con cui ho parlato nei pressi di Majdan Nezaleznosti (Piazza dell’Indipendeza a Kiev), sono i famigliari dei soldati. Sarebbe più giusto dire le manifestanti poichè al 90% sono donne ossia le madri, le mogli, le sorelle e le fidanzate riunitesi dal basso contro la legge che, senza prove in mano, vuole cancellare la loro speranza di poter un  giorno riabbracciare vivi i loro cari. Queste donne coraggiose chiedono un cessate il fuoco permenenete, lo scambio dei prigionieri o delle loro salme. Voglio insomma la verità su ciò che è succcesso ai loro cari, li rivogliono indietro  vivi, ma se davvero sono morti pretendono un corpo a cui dare degna sepoltura. Si tratta anche in questo caso di un movimento che assume sempre di più connotazioni politiche di critica nei confronti del Presidente, del Governo e del Parlamento. Zelens’kjy si muove attualmente in due direzioni opposte: da un lato continua a lisciare il pelo delle forze più estremiste, neo fasciste e neonaziste riabilitando i loro eroi, a partire dal nazionalista suprematista Stepan Bandera, e dall’altro è costretto a fare credibili proposte di Pace sapendo che ne uscirebbe bene sia se fossero accolte, permettendogli di avere così un ruolo nel processo di Pace, sia se venissero respinte da Mosca, rendendo così giustificabile agli occhi della popolazione la guerra, vista come unica alternativa alla capitolazione. Zelens’kjy ha ragione quando chiede un immediato cessate il fuoco, da proseguire per tutto il tempo necessario alle trattative di pace, allo stesso tempo appare eccessiva la richiesta perentoria di Mosca di assumere il controllo dell’intero Donbass e cioè di quei territori che gli Ucraini hanno strenuamente difeso fino ad oggi, come precondizione ad ogni trattattiva. Non me ne vogliate ma in questo momento è Putin a frenare una ipotesi realistica di Pace, ossia il congelamento della guerra sull’attuale linea del fronte, d’altro canto vi sono  diverse potenze Europee come la Germania e il Regno Unito, insieme a Polonia e ai Paesi Baltici che continuano a gettar benzina sul fuoco. Nel frattempo il movimento contro la guerra in Europa e nel mondo, che ha dato origine ad imponenti manifestazioni contro il genocidio in Palestina e che si è mobilitato (a dire il vero in misura assai minore) contro l’aggressione Usa al Venezuela, contro la guerra di Israele e Stati Uniti d’America contro l’Iran ed il Libano, e al tempo stesso a sostegno delle Flottille di Mare, la Freedom e la Sumud, così come alla Carovana di aiuti via Terra, bloccata dai Libici e a ora a difesa di Cuba indipendente e socialista, sulla questione Ucraina dorme sonni profondi, malgrado noi Europei ed Italiani questa guerra la alimentiamo fornendo importanti e costosissimi aiuti militari. Ci sono persone che per mobilitarsi contro una guerra vogliono sapere chi sono i buoni ed i cattivi, ma spesso non esiste una parte buona in una guerra, basti pensare alla Prima Guerra Mondiale, ad esempio. E’ tempo quindi di scendere in piazza anche contro la guerrra in Ucraina, contro chi l’ha provocata, contro chi ha violato con una aggressione il Diritto Internazionale, contro chi l’ha alimentata e contro chi di volta in volta ha sabotato le trattative di Pace. Il movimento per la Pace è l’unico soggetto che può imporre, attraverso i propri governi, alle parti in conflitto un immediato cessate il fuoco, anzi meglio sarebbe dire “cessiamo” il fuoco poichè il nostro governo e l’Unione Europea nel suo complesso, con poche coraggiose eccezioni, sono tra quelli che questo focolaio di guerra, questa orribile ed inutile carneficina (che tuttavia è fonte di incalcolabili guadagni per una ristretta minoranza di oligarchi, capitalisti e di politici corrotti) continuano ad alimentare scherzando con il fuoco, rendendo questa guerra ogni giorno più pericolosa per tutti. Mauro Carlo Zanella
June 6, 2026
Pressenza
La Fiaccola della Pace a Ventotene per gli 80 anni della Repubblica
 Una giornata memorabile che ha segnato il passaggio della Fiaccola a Ventotene, a 80 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale e dalla proclamazione della Repubblica democratica, della prima Assemblea costituente e del Suffragio universale.  Ventotene, Isola di Pace, è patrimonio dell’umanità e rappresenta il ponte di unione nel Mediterraneo tra Europa e mondo. Proprio qui Altiero Spinelli rinchiuso nel vicino carcere di Santo Stefano per aver disobbedito al regime fascista, maturò il Manifesto per un’Europa di Pace di fratellanza, che ha ispirato il progetto dell’ Unione Europea, manifesto stampato a chiare lettere sulla facciata del palazzo comunale con tutte le bandiere dei paesi compongono l’UE.  E’ in questo luogo fortemente simbolico che la Fiaccola della Pace ha scelto di posizionare il “Segnavia del percorso” che ha segnato lo storico passaggio ultradecennale dalla Campania al Lazio, dopo quello avvenuto negli scorsi mesi in Molise, Puglia e Abruzzo. La mobilitazione legata al tema dei 100 anni di guerre iniziata dall’anno 2014 nell’ambito delle celebrazioni del centenario della fine del primo conflitto mondiale, che ha coinvolto in questi anni scuole ed enti locali con l’obiettivo di promuovere la cultura di educazione alla Pace e alla nonviolenza, è promossa dal Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III campano; a Ventotene si è potuta realizzare grazie all’adesione e alla fattiva collaborazione dell’Istituto Comprensivo “Alighieri“ Formia – Ventotene ( plesso ”A. Spinelli” di Ventotene) e con il patrocinio del Comune. Il programma della giornata si è sviluppato in due momenti: il primo, presso il cimitero di Ventotene, dove, una delegazione di docenti dell’Istituto Comprensivo “Alighieri” con la Dirigente scolastica Adriana Roma e la referente del progetto di Pace Maria Rosaria Palmieri, il vice Sindaco Pino Pepe e l’ Assessore Cataldo Matrone (delegati del Sindaco) e la Presidente del Movimento per la Pace Agnese Ginocchio, si sono recati in visita al cimitero comunale per omaggiare le spoglie mortali del padre dell’ Unione Europea, qui è stata deposta una corona di fiori e portata la Fiaccola della Pace. Quindi un saluto con un messaggio di pace da parte della Dirigente scolastica e del delegati del Sindaco, i quali, di fronte allo scenario di guerre che ci circonda,  hanno ricordato l’importanza di educare alla Pace partendo dai banchi di scuola, quindi l’attualità della figura di Spinelli e del Manifesto per un’Europa Unita e solidale verso i popoli. “A voi bambini è affidato questo messaggio, a voi la possibilità di riscrivere la storia e di costruire un futuro che sarà possibile solo se agiremo con la parola Pace. A noi adulti il compito di indicarvi la strada, qui davanti al giaciglio di Spinelli ci impegneremo con tutte le nostre forze a farlo”. La Dirigente scolastica, i delegati del Sindaco e tutti i docenti presenti poi, sono stati invitati dal Movimento per la Pace a porre la firma sul “Quaderno della Pace” portato appositamente sul luogo del giaciglio terreno del padre del Manifesto di Ventotene. La seconda parte della giornata, si è svolta presso il giardino comunale, dove  è presente l’Albero della Pace simbolo della mobilitazione ( che fu già dedicato ad Altiero Spinelli e a tutti i caduti delle guerre) messo a dimora durante la prima tappa della Fiaccola avvenuta nell’anno 2023. Protagonisti gli alunni del plesso “Altiero Spinelli “ di Ventotene (scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado), i quali con magliette bianche con la scritta Pace, hanno presentato disegni e un bellissimo cartellone realizzati con le loro mani sui quali sono state scritte frasi di Pace, poi hanno declamato dei significativi pensieri sulla Pace culminati con un canto.  A seguire, la cerimonia di inaugurazione del Segnavia del percorso, posizionato in corrispondenza all’ Albero della Pace, che è stato dedicato ad Altiero Spinelli. “Il Segnavia di Ventotene”, ha ricordato la presidente del Movimento per la Pace, “ha segnato lo storico passaggio ultradecennale della Fiaccola dalla Campania al Lazio ed è collegato con i Segnavia già posizionati in Puglia e in Abruzzo ed il Segnavia madre presso il “Giardino della Pace e della memoria” in Alife(Ce), nel Parco Nazionale del Matese. Il Segnavia è stato benedetto dal delegato del parroco, Don Safari Viatier. Quindi è seguita ancora la cerimonia del rinnovo del Patto di Pace tra l’IC “Formia –Ventotene”, il Comune ed il Movimento per la Pace, con il quale la Scuola si riconferma “Scuola capofila di Pace” a Formia e a Ventotene. Hanno sottoscritto la Dirigente scolastica Roma, l’ Assessore Matrone delegato del Sindaco, e la Presidente del Movimento per la Pace.  Alla Dirigente scolastica poi e al delegato del Sindaco è stato consegnato il passaporto del percorso della Fiaccola della Pace. Agli alunni del plesso Spinelli è stato consegnato l’attestato di delega di “Ambasciatori della Fiaccola della Pace a Ventotene, Ponte di Pace in Europa e nel mondo”. Al termine ci si è recati presso piazza Castello davanti alla sede comunale, dove, la manifestazione si è conclusa con il lancio della Mongolfiera della Pace, simbolo di unità e di fratellanza fra i popoli. Docenti  presenti dell’IC “Alighieri” Formia Ventotene (e plesso Spinelli di Ventotene) che hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione: Antonietta Romano, Candida Matrone, Concetta De Petris, Maria Petrocco, Annarita Matrone, Fabiola Palumbo, Vincenzo Del Rosso, Mario Cafagna, Romina Centola , Candida  Silvestri, Daniela De Filippis,  Pina Vitiello (responsabile plesso Ventotene), Maria Rosaria Palmieri. Redazione Italia
June 4, 2026
Pressenza
La Fiaccola della Pace giunge a Veglie, IC Impastato e Comune diventano Scuola e Città per la Pace capofila in Puglia
Posizionato il Segnavia che indica il passaggio della Fiaccola dalla Campania alla Puglia. A conclusione del decennale, si è svolto presso l’aula conferenze del comune di Veglie, in provincia di Lecce,  un evento che scrive la storia di questo decennale, il passaggio di consegna della Fiaccola della Pace del III Millennio dalla Campania alla Puglia “terra di don Tonino Bello”. L’Istituto Comprensivo “P.Impastato” di Veglie, guidato dalla Dirigente scolastica Daniela Savoia, aderendo al progetto del Movimento internazionale per la Pace III Millennio campano, ha organizzato la manifestazione denominata “Illuminiamo la Pace, il futuro è nelle nostre mani” con il patrocinio del Comune di Veglie diretto dalla Sindaca Mariarosaria De Bartolomeo, che contestualmente all’adesione della scuola, ha aderito al progetto “Città per la Pace” mediante delibera approvata in Giunta ai primi di dicembre. L’evento è stato fortemente voluto dalla moderatrice della giornata, la docente Clementina Vetrano ( per tutti Clemy), anima portante della Fiaccola della Pace, ed ha visto nella prima parte, la presentazione dei bellissimi lavori sulla Pace realizzati dagli alunni con le insegnanti Cascione Katia, Rollo Ilenia, Maviglia Ilenia e Conte Sandra, attraverso disegni, interventi, performance, video e canti. Culmine della manifestazione, la Sigla del Patto di Pace tra l’Istituto Comprensivo Impastato, Comune e Movimento internazionale per la Pace. Hanno firmato la Dirigente scolastica Savoia, la Sindaca De Bartolomeo, la Presidente del Consiglio comunale Federica Guido e la Presidente del Movimento Internazionale per la Pace Agnese Ginocchio.  La Scuola così ha ricevuto la nomina di Scuola di Pace, ma sarà anche capofila e Ambasciatrice della Fiaccola della Pace in provincia di Lecce e in Puglia. Il Comune ha ricevuto la nomina di “Città per la Pace”, diventando comune capofila del progetto della Fiaccola della Pace nella provincia leccese. Alla prof.ssa Clementina Vetrano,  il Movimento internazionale per la Pace l’ha nominata referente del progetto di Pace in Puglia consegnandole la nomina speciale di “Ambasciatrice della Fiaccola della Pace”. Agli alunni dell’IC Impastato infine, è stata consegnata la delega di “Ambasciatori della Fiaccola della Pace”, l’attestato è stato consegnato al Sindaco del CCRR. La Scuola ed il Comune hanno omaggiato la Presidente del Movimento per la Pace del dono di una bellissima luminaria che compone la parola “Pace” con le luci che richiamano i colori della Pace. Presenti alla cerimonia anche i rappresentanti della locale stazione dei carabinieri. Al termine della cerimonia, la Presidente del Movimento per la Pace ha acceso e consegnato al Sindaco junior la Fiaccola della Pace, quindi è seguito un breve corteo in direzione del vicino Parco comunale dov’è avvenuta la cerimonia della messa a dimora dell’ Albero della Pace, ovvero il simbolo della mobilitazione. La Dirigente scolastica Savoia e la Presidente del Consiglio Comunale hanno declamato la titolazione riportata sulla targa: “A tutti i caduti e alle vittime delle guerre, eccidi, stragi, attentati, terrorismo, criminalità, violenze e mafie di Veglie e nel mondo, dai 100 anni ad oggi. Per la Pace tra Russia e Ucraina, Israele e Palestina, Africa e tutti i paesi colpiti dai conflitti. Cessate il Fuoco”. A seguire il posizionamento del Segnavia del percorso della Fiaccola della Pace, collegato con il Segnavia Madre sito presso il Giardino della Pace, del Creato e della Memoria in Alife(Ce), che indica lo storico passaggio della Fiaccola della Pace dalla Campania alla Puglia. Entrambi sono stati benedetti dal parroco don Pietro Tundo, il quale ha ricordato don Tonino Bello attraverso la frase  “In piedi Costruttori di Pace”, spiegandone poi il significato. Tra i presenti Domenico Giglio, amico storico del grande profeta verde Alexander Langer, a cui sono dedicati tutti i Segnavia della Fiaccola della Pace (insieme allo scalatore Piergiorgio Frassati) a cui si aggiunge per il Segnavia di Veglie anche  una dedica speciale a “Peppino Impastato” a cui è intitolata la scuola. Grazie Dirigente e Istituto Comprensivo “P. Impastato” Veglie “Scuola Ambasciatrice della Fiaccola della Pace”. La Presidente del Movimento Internazionale per la Pace ha espresso poi un sentito ringraziamento alla Dirigente scolastica, alla prof.ssa Vetrano, ai docenti, agli alunni, alla Sindaca, alla presidente del Consiglio comunale, al parroco e a tutti i partecipanti.  A suggello di questo sodalizio, ha quindi consegnato alla docente Vetrano dell’ IC Impastato di Veglie, la Fiaccola della Pace del III Millennio, che venerdi pomeriggio 12 dicembre, sfilerà in capo alla Fiaccolata “Illuminiamo la Pace, il futuro è nelle nostre mani” che si terrà a Veglie, con una speciale dedica per i bambini di Gaza, ma  accompagnerà tutte le tappe che si svolgeranno in Puglia dal prossimo anno e in particolari eventi legati alla Pace così come dal cerimoniale della mobilitazione. La Dirigente scolastica Daniela Savoia ha così esordito: “Un sentito ringraziamento a tutti i membri dell’amministrazione Comunale, alle Autorità, a tutti i docenti e a tutto il  personale, ai nostri alunni dei tre ordini scolastici e loro famiglie, alle nostre Associazioni territoriali, ai nostri parroci  e a tutti i concittadini. Un sentito ringraziamento a tutti per la collaborazione e la disponibilità per la riuscita di questa Cerimonia che si concluderà con la Fiaccolata per le vie del Paese. È con profonda emozione e un senso di responsabilità che ci siamo ritrovati per siglare un Patto di Pace tra il nostro Istituto Scolastico Veglie “Peppino Impastato” , il Comune di Veglie ed il Movimento Internazionale per la Pace. Questo non è un semplice protocollo, ma una dichiarazione solenne di intenti che tocca il cuore pulsante della nostra comunità. La Scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma una Scuola di Pace, un laboratorio attivo di cittadinanza dove i valori di nonviolenza, gentilezza, dialogo e rispetto vengono coltivati ogni giorno. Il Movimento per la Pace ci offre la sua preziosa esperienza e la rete di un impegno globale, ricordandoci che la Pace è una missione che supera i confini locali. Questo patto  è un punto di partenza. Ci impegniamo affinchè  l’impegno siglato oggi dia vita a progetti, iniziative e soprattutto a una quotidianità improntata al rispetto reciproco e alla solidarietà. Questo progetto dimostra che quando le Istituzioni lavorano insieme, possono innescare un cambiamento culturale profondo, trasformando i principi in azioni concrete per realizzare una vera “Rivoluzione” che proietti l’umanità in un Futuro di PACE”. La prof.ssa Vetrano infine: “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo momento. Che il nostro lavoro congiunto possa portare i frutti di una vera e duratura Pace, a partire dalle nostre aule e dalle nostre strade. Grazie!” Movimento per la Pace Redazione Italia
December 12, 2025
Pressenza
Napoli, al Molo Beverello un presidio per la Global Sumud Flotilla: “Rompiamo l’assedio a Gaza”
Napoli – 7 settembre 2025. Domenica 7 settembre alle ore 18.00 il Molo Beverello di Napoli ospiterà un presidio in solidarietà con la Global Sumud Flotilla , la flottiglia internazionale che si prepara a salpare per rompere simbolicamente e politicamente l’assedio a Gaza. L’iniziativa invita cittadine e cittadini a partecipare portando bandiere della Palestina, pentole e cucchiai per fare rumore, in un gesto collettivo che vuole dare voce a chi a Gaza vive da anni sotto blocco militare e privazioni quotidiane. Lo slogan scelto, “Per mare e per terra siamo la flotta dell’umanità” , sottolinea la natura globale del movimento: non una battaglia militare, ma un atto di resistenza civile e nonviolenta che lega porti e piazze di tutto il mondo. Il presidio napoletano sarà uno dei momenti pubblici di mobilitazione che accompagneranno la partenza della flottiglia, composta da attivisti, ong, associazioni e singole persone impegnate nella difesa dei diritti umani. Con questo gesto, Napoli ribadisce il suo ruolo di città aperta e solidale, capace di far risuonare la sua voce contro ingiustizie e oppressioni. Per informazioni:  http://globalsumudflotilla.org Lucia Montanaro
September 5, 2025
Pressenza
Lasciateli passare! Palermo dalla parte della pace, della giustizia e della libertà dei popoli
“La nostra solidarietà alla Freedom Flotilla e la nostra condanna dell’aggressione israeliana in acque internazionali”, questo il sottotitolo del comunicata stampa – che di seguito pubblichiamo – della Biblioteca delle donne e centro di consulenza legale UDIPalermo. Con l’occasione diamo comunicazione dell’iniziativa spontaneamente promossa per oggi pomeriggio alle 17:00 dinanzi la Pefettura in via Cavour[RedPA] Esprimiamo la nostra profonda indignazione e la nostra vicinanza all’equipaggio della nave Madleen della Freedom Flotilla, sequestrata con la forza dalle forze armate israeliane mentre trasportava aiuti umanitari verso Gaza, in missione civile di solidarietà e pace. L’attacco — avvenuto in acque internazionali — costituisce un atto illegale, una violazione flagrante del diritto internazionale e degli ordini vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia, che impongono il libero accesso umanitario alla popolazione palestinese sotto assedio. Condanniamo senza ambiguità l’uso della forza militare contro volontarie e volontari disarmati, il sequestro arbitrario delle persone a bordo, il sabotaggio di comunicazioni, l’uso di droni e sostanze irritanti contro civili inermi, l’imposizione di visioni unilaterali della violenza, e l’arrogarsi il diritto di esercitare giurisdizione su atti di solidarietà e di disobbedienza civile internazionale. La nostra posizione è chiara: portare latte in polvere, medicine e cibo a chi è sotto assedio non è un crimine. Lo è, invece, continuare a negare aiuti umanitari, colpire ospedali, scuole, campi profughi e infrastrutture vitali, provocando fame, sete e sofferenze atroci tra civili innocenti, in primis donne, bambini e bambine. In questa nuova escalation di violenza coloniale, Israele mostra ancora una volta totale disprezzo per la legalità internazionale e agisce nella complice inerzia di una comunità internazionale che tace, volta lo sguardo o, peggio, giustifica. Siamo donne impegnate per la pace e la giustizia, per una cultura della vita, per la responsabilità collettiva contro l’indifferenza. Per questo siamo vicine a chi oggi si oppone a un sistema oppressivo che disumanizza e annienta e riconosciamo negli atti di disobbedienza civile nonviolenta una pratica politica alta, capace di sfidare il potere con coraggio, cura e visione. E ci uniamo con forza al grido che attraversa il mondo: LASCIATELI PASSARE. Non c’è pace senza giustizia. Non c’è giustizia senza libertà. BIBLIOTECADELLEDONNEUDIPALERMO Redazione Palermo
June 9, 2025
Pressenza