Rimini finanzia chi lavora contro le donne
Rimini finanzia ancora chi lavora contro le donne: basta soldi pubblici al
Meeting di CL
Torna anche quest’anno, dal 21 al 26 agosto, il Meeting per l’Amicizia fra i
Popoli di Comunione e Liberazione. Una macchina di potere che per due decenni ha
avuto in Roberto Formigoni il suo volto politico più riconoscibile: presidente
della Lombardia per diciotto anni, condannato in via definitiva dalla Cassazione
nel 2019 a 5 anni e 10 mesi di carcere per corruzione nel crac Maugeri-San
Raffaele. Un sistema che si è retto per anni su fondi pubblici regionali
dirottati verso gli affari di pochi. Non un incidente di percorso, ma il
prodotto di un modello di potere clientelare che ha attraversato la sanità,
l’edilizia, gli appalti — e che ha avuto nel Meeting una delle sue vetrine.
E oggi, a Rimini, quella stessa macchina continua a ricevere patrocini e soldi
pubblici mentre dà spazio, stand e legittimità a chi vuole toglierci diritti.
Tra gli espositori dell’edizione 2026 c’è Pro Vita & Famiglia, che non si limita
a osteggiare l’aborto ma diffonde disinformazione anche sulla contraccezione,
definita “non generativa” . Non è la prima volta che il Meeting apre le porte a
chi vuole riportare indietro i diritti delle donne: nel 2000 ospitò la
presentazione del libro “Aborto: il genocidio del XX secolo”, con Roberto Fiore,
fondatore di Forza Nuova, tra i relatori. Un episodio che il Meeting non ha mai
sentito il bisogno di prendere le distanze da esso.
Tutto questo avviene con il patrocinio e i finanziamenti decennali del Comune di
Rimini e con contributi pubblici erogati negli anni dalla Regione Emilia-Romagna
— enti governati da giunte che nei loro programmi elettorali si riempiono la
bocca di autodeterminazione, consultori, politiche femministe. Nei fatti,
mettono la faccia e i soldi pubblici su un evento che dà voce e visibilità a chi
lavora esattamente nella direzione opposta.
Non ci interessano le rassicurazioni di facciata su “dialogo” e “confronto
aperto”. Un ente pubblico che finanzia o patrocina chi ospita stabilmente
posizioni contrarie alla legge 194 non è neutrale: sceglie da che parte stare, e
sceglie la parte sbagliata.
Chiediamo, senza ambiguità:
• stop immediato a ogni patrocinio e contributo pubblico, diretto o indiretto,
al Meeting di Rimini da parte del Comune di Rimini e della Regione
Emilia-Romagna;
• che quei soldi vengano dirottati subito ai consultori familiari pubblici,
ridotti all’osso da anni di tagli e disinteresse, e alle associazioni femministe
e ai centri antiviolenza che ogni giorno fanno il lavoro vero — informare,
accogliere, sostenere le donne — mentre altri lo fanno solo a parole, o lavorano
contro.
Rimini EcoSocialista
Redazione Romagna