Rete per i Beni Comuni: incontro pubblico il 30 agosto a Candelara
Con l’invito all’iniziativa, la Rete per i Beni Comuni interviene sulle vicende
recentemente occorse a Pesaro.
“ACQUA: IL FUTURO SI DECIDE DA OGGI”
UNA GESTIONE PUBBLICA NELL’INTERESSE DELLA COMUNITÀ
Le tre rotture consecutive dell’acquedotto che collega il potabilizzatore di
Saltara alla rete della vallata del Foglia, interessando Pesaro, Vallefoglia,
Montelabbate e i centri abitati costieri, hanno riportato al centro del
dibattito un tema che troppo spesso viene dato per scontato: l’acqua.
Per anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sul costo del servizio o su
episodi isolati di guasti nelle aree interne. Quando, però, a rimanere
senz’acqua è la città in cui vive quasi un terzo della popolazione provinciale,
diventa evidente quanto questo bene primario sia essenziale e quanto sia
necessario interrogarsi sul suo futuro.
Pur riconoscendo l’impegno profuso dal gestore per limitare i disagi di questi
giorni, riteniamo che il vero tema non sia l’emergenza attuale, ma la gestione
dei prossimi decenni.
Le continue criticità della rete, le sempre più insistenti ipotesi sulla
realizzazione di un grande invaso appenninico, la scarsità delle precipitazioni,
la crisi idrica, il ricorso al pozzo del Burano e gli effetti sempre più
evidenti del cambiamento climatico rappresentano i segnali di un sistema che
necessita di una profonda revisione.
A fine 2030 scadranno le concessioni attualmente affidate a MMS e ASET e, in
base alla normativa vigente, dovrà essere individuato un unico gestore per
l’intera provincia. La legge prevede la possibilità di affidare il servizio
attraverso una gara europea, ma offre anche un’altra opportunità: la
costituzione di un soggetto interamente pubblico, partecipato da tutti i Comuni
della provincia, in grado di dimostrare la convenienza e il vantaggio di una
gestione pubblica per la collettività.
La scelta che verrà compiuta nei prossimi mesi all’interno dell’assemblea
dell’AATO determinerà il modello di gestione dell’acqua per i prossimi 20 o 30
anni. Per questo chiediamo a tutte le amministrazioni comunali di dichiarare
pubblicamente quale posizione intendano sostenere.
I beni comuni, a partire dal servizio idrico integrato, non possono essere
subordinati a logiche che antepongono la remunerazione del capitale alla qualità
del servizio e agli investimenti necessari per la manutenzione e
l’ammodernamento delle infrastrutture.
La Rete per i Beni Comuni, impegnata da anni nell’attuazione degli esiti
referendari del 2011, continuerà a promuovere momenti di confronto e
informazione aperti alla cittadinanza, al di fuori di ogni appartenenza politica
e con l’unico obiettivo di tutelare l’interesse collettivo.
Per questo invitiamo tutti a partecipare all’incontro pubblico che si terrà il
30 agosto alle 21 presso i giardini di San Francesco a Candelara, con gli
interventi di Luciano Benini e Cristiano Coin.
Perché una gestione interamente pubblica dell’acqua è possibile e rappresenta
una scelta concreta per destinare tutte le risorse provenienti dalle bollette
alla manutenzione della rete e al miglioramento del servizio, nell’interesse
esclusivo della comunità.
Redazione Italia