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La fame le guerre e le elezioni
Il Programma Alimentare Mondiale (PAM), uno dei principali fornitori di aiuti alimentari nella Striscia di Gaza, ha dichiarato di essere costretto a “ridurre significativamente l’assistenza salvavita” nei territori palestinesi a causa di una carenza di fondi *. A seguito di questi tagli, il numero di persone che ricevono aiuti dall’agenzia delle Nazioni Unite diminuirà di circa un terzo, passando da 1,6 milioni a 1,1 milioni. Tra le conseguenze immediate vi è la riduzione del numero di pasti caldi forniti dalle mense comunitarie, da 250.000 a 150.000 al giorno. Fonti degli ospedali di Gaza hanno denunciato che nella giornata di lunedì quattro palestinesi, tra cui due bambini, sono stati uccisi in raid aerei israeliani su Gaza Città e Khan Younis e l’ospedale Al-Shifa ha riferito che una persona è stata uccisa e altre ferite in un attacco di droni israeliani nella zona di Al-Jalaa, a nord di Gaza Città e altre che un palestinese è stato ucciso in un attacco di droni israeliani, che lo avevano preso di mira nel quartiere di Sheikh Radwan, dove Abdullah Al-Zaytawi, un prigioniero rilasciato e deportato a Gaza, è stato ucciso in un raid aereo israeliano. Una persona è stata uccisa in un attacco di droni israeliani nella zona di Qizan Rashwan, a sud di Khan Younis. Nella zona di Al-Sudaniyya, a ovest della costa di Gaza, sono stati segnalati colpi d’arma da fuoco provenienti da cannoniere marine israeliane e una persona è rimasta ferita da colpi d’arma da fuoco israeliani nel campo profughi di Jabalia. Cisgiordania Lunedì scorso sono stati registrati 46 attacchi contro città e villaggi dei nativi. Le incursioni più gravi dei militari sono avvenute a Nablus e Aqaba, a nord di Toubas. A nord di Ramallah i coloni ebrei israeliani hanno rubato i raccolti di olive dai terreni nelle zone agricole orientali vicino alla città di Sinjil e incendiato veicoli e alberi nel villaggio di Turmus Ayya. Le forze dell’esercito di occupazione hanno demolito strutture agricole, sradicato centinaia di alberi da frutto e spianato aree di terreno agricolo con i bulldozer nel villaggio di Shuyukh al-Arroub, a nord di El-Khalil. Inoltre hanno arrestato Musab Rabai e due attivisti stranieri nel villaggio di Tuwana a Masafer Yatta, dopo che un colono e il suo bestiame si erano introdotti illegalmente nella proprietà dell’attivista palestinese. Qusra Sono passati due mesi e 9 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, che costringe gli 11 componenti di tre famiglie palestinesi di Qusra non uscire da casa, né rientrarvi. L’esercito di occupazione israeliano ha compiuto un’irruzione in un’abitazione a Qusra, a sud di Nablus. La casa è stata occupata dai soldati e trasformata in una base militare. La famiglia palestinese è stata cacciata ed ha passato la notte in una tenda lì vicino. In un altro attacco, a Beita, a sud di Nablus, i coloni hanno fatto irruzione in casa di una famiglia palestinese, hanno interrotto l’erogazione di energia elettrica. Siria Oltre che per la creazione di una base sul “monte degli arabi”, attrezzata per lo spionaggio su vaste aree della Siria meridionale, il governo israeliano sta lavorando per destabilizzare la Siria con l’innesco di una rivolta indipendentista drusa. Alcuni esponenti drusi di Suwayda hanno recentemente annunciato pubblicamente la possibilità di un’imminente operazione per riconquistare gli altri villaggi drusi. Un elicottero israeliano è recentemente atterrato a Suwayda e ha consegnato ingenti quantità di armi e munizioni alle milizie druse affiliate a Tel Aviv, che nel frattempo ha intensificato l’attività di intelligence aerea su Suwayda e aree circostanti è aumentata e i coli degli aerei da ricognizione su Damasco e nel sud della Siria. Tutto ciò fa supporre che un attacco di milizie druse ed esercito israeliano insieme contro le forze di sicurezza siriane potrebbe essere imminente. Yemen Cinquantatré reclute sono state uccise e oltre 200 ferite in un attacco missilistico degli Houthi contro il centro di addestramento della provincia di Shabwa. È il massacro più atroce in questa guerra civile yemenita, che si combatte in tutte le province del paese, ma con particolare accanimento nella regione a sud ovest, che si affaccia sul mar Rosso, per il controllo di Bab el-Mandab, e in cui, con il pretesto di difendere l’integrità e la sicurezza dell’Arabia Saudita, potrebbe intervenire l’Egitto di al-Sisi. I dati sul traffico aereo infatti hanno rivelato la presenza di due aerei da trasporto militare dell’aeronautica egiziana nello spazio aereo saudita. Il ministro degli esteri russo, Lavrov, che nei giorni scorsi era stato a Teheran, lunedì si è incontrato con l’omologo saudita e ha avanzato un piano russo per avvicinare le posizioni di Teheran e Riad ed evitare una guerra tra i due paesi. Iran Lunedì mattina i guardiani della rivoluzione hanno annunciato di aver abbattuto un sofisticato drone statunitense sopra lo stretto di Hormuz. Nel frattempo il capo della Casa Bianca proclamava: “Abbiamo distrutto i radar e i sistemi di difesa aerea iraniani e l’Iran ha perso i suoi leader. Non so con chi negoziare in Iran dopo l’uccisione dei leader di primo e secondo livello e la perdita di metà dei leader di terzo livello. I leader iraniani rimasti hanno chiesto la cessazione degli attacchi e hanno posto come garanzia che non avrebbero subito la stessa sorte dei leader uccisi. Possiamo interrompere le operazioni militari ora, con la garanzia che l’Iran non si doterà di armi nucleari. La guerra finirà molto presto e poi i prezzi del petrolio subiranno il crollo più drastico. I prezzi del petrolio continueranno a scendere a causa dell’eccesso di offerta sui mercati”. E a quanto riferito dalla stampa statunitense, lunedì, cioè il giorno dopo che Trump ha dichiarato il proprio sostegno per lui alle prossime elezioni della Knesset, previste per la prossima settimana, in una base aerea militare israeliana Netanyahu ha incontrato il Segretario alla guerra degli USA, Pete Hegseth. Il delirante discorso di Trump e la visita ‘a sorpresa’ di Hegseth a Netanyahu sono un segnale allarmante: la minacciosa avvisaglia di un devastante attacco missilistico alle basi nucleari iraniane e dell’uso della bomba MOAB, detta ‘la madre di tutte le bombe’. * WPF / World Food Programme – Funding cuts force WFP to drastically reduce lifesaving assistance in Gaza ANBAMED
October 21, 2026
Pressenza
Le notizie del giorno da Iran, Yemen, Siria, Gaza e Cisgiordania: un ‘bollettino di guerra’
Ieri, lunedì 17 agosto, è scaduto il termine di 60 giorni dalla firma del Memorandum d’Intesa tra Teheran e Washington, ma non c’è nessuna tregua, anzi… Intanto si è inasprito il conflitto armato in Yemen e Israele ha bombardato la Siria e lanciato un attacco nella zona della linea gialla a nord della Striscia di Gaza, mentre in Cisgiordania oggi per il decimo giorno consecutivo la città di Qusra è assediata dai coloni sionisti fiancheggiati dall’esercito di occupazione israeliano. GAZA – Dopo l’attacco compiuto dell’IDF nella serata di ieri, il Ministero della Salute palestinese ha riferito che negli ospedali della Striscia sono stati soccorsi 18 feriti e sono stati portati cinque corpi: due di palestinesi deceduti di recente e tre recuperati da sotto le macerie. L’offensiva è stata effettuata mentre l’inviato speciale della Casa Bianca, Koshner, si stava incontrando con il criminale di guerra ricercato dalla Corte penale Internazionale, Netanyahu, per discutere dell’applicazione della seconda fase dell’accordo di Sharm Sheikh, del 10 ottobre 2025, noto ipocritamente come il piano di pace di Trump. Da quella data sono stati uccisi dall’esercito israeliano di occupazione 1˙266 palestinesi e feriti altri 4˙198. Il giorno prima dell’attacco e dell’incontro con il premier israeliano, Koshner si era incontrato al Cairo con il nuovo dirigente di Hamas, Al-Hayya, che ha espresso la disponibilità del movimento palestinese a consegnare le armi, ma ha chiesto alla Casa Bianca maggiori pressioni all’alleato Israele per il ritiro delle sue truppe, come previsto dall’accordo. Netanyahu ha dichiarato che non ci sarà nessun ritiro israeliano fino al disarmo totale di Hamas. CISGIORDANIA – Oggi, martedì 18 agosto, per il decimo giorno consecutivo, i coloni ebrei israeliani hanno continuato l’assedio di diverse abitazioni nella città di Qusra, a sud di Nablus, sotto la protezione dell’esercito di occupazione israeliano, nel tentativo di impadronirsene e imporre un fatto compiuto nella zona. Nostri contatti a Qusra hanno riferito che i coloni sono dislocati in tutta la zona e si muovono liberamente, l’area è stata dichiarata ‘zona militare chiusa’ e che le forze di occupazione e alcuni coloni continuano ad assediare tre case nella zona di Ras al-Ain, impedendo alle famiglie di entrare o uscire dalle proprie abitazioni. La violenza perpetrata dai coloni ebrei nella Cisgiordania occupata è in aumento. Gli aggressori si sentono incoraggiati dalle politiche del governo del primo ministro di destra Benjamin Netanyahu, il quale ha promosso una massiccia campagna di espansione degli insediamenti nel territorio. Le Nazioni Unite, che ai sensi del diritto internazionale considerano tali insediamenti illegali, hanno riferito che i coloni hanno intrappolato circa 15 palestinesi, tra cui due bambini all’interno delle loro abitazioni a Qusra, senza acqua corrente né elettricità. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver schierato forze nella zona nel tentativo di controllare i coloni e garantire la sicurezza dei residenti. Tuttavia, a 10 giorni dall’inizio dell’assedio, i coloni sono ancora all’esterno e le famiglie hanno ancora paura di uscire di casa. L’esercito in realtà protegge i coloni e vieta l’ingresso di cibo e acqua ai palestinesi assediati e ha bloccato il tentativo del comune di Qusra di ristabilire le condotte dell’acqua e la linea elettrica, sabotate dai coloni. In un primo momento, l’esercito aveva ordinato alle famiglie palestinesi di evacuare le loro casa, ma poi, dopo la protesta dell’ambasciata USA per la presenza di cittadini con nazionalità statunitense, ha ritirato l’ordine. Il cittadino palestinese e statunitense Luay Abu Rida, che è riuscito a raggiungere la propria abitazione ieri, di ritorno dagli Stati Uniti, accompagnato da una delegazione consolare USA, ha dichiarato “I coloni non dovrebbero essere qui”, la sua casa si trova in un’area che gli accordi di Oslo israelo-palestinesi degli anni ’90 hanno posto sotto il controllo dell’Autorità Palestinese. Gli abitanti della città hanno riferito che il fratello e un nipote di Abu Rida, che si trovavano nella casa per proteggerla, dopo che i coloni l’avevano assediata sono rimasti senza acqua corrente né elettricità. SIRIA – Israele torna a minacciare Siria. Un bombardamento con 4 raid aerei sull’aeroporto militare di Abou Zohour, vicino ad Idlib, nel nord del paese al confine con la Turchia. Il governo di Damasco non si pronuncia, ma i media parlano di un attacco israeliano, per ridurre le capacità dell’aeronautica siriana, soprattutto dopo l’accordo con Russia sulla gestione delle basi militari nel nord del paese. L’attacco ha colpito le piste di atterraggio e decollo, senza causare vittime. YEMEN – È una guerra per procura. Il territorio del paese martoriato è il ‘terreno di prova’ dello scontro Teheran-Riad. Lunedì 17 agosto le Forze di Resistenza Nazionale yemenite, allineate al governo, hanno annunciato che il gruppo Houthi aveva lanciato cinque missili balistici verso lo Stretto di Bab al-Mandab, nel sud-ovest del Paese. L’esercito yemenita ha inoltre segnalato il lancio di due missili balistici da parte degli Houthi, diretti verso la città di Mocha, nel sud-ovest, e verso il Mar Rosso. Il portavoce militare del gruppo Ansar Allah (Houthi), Yahya Saree, ha riferito che una nave da sbarco militare saudita e quattro imbarcazioni militari di scorta sono state colpite da diversi missili balistici nel Mar Rosso, al largo della costa di Mocha. Invece le autorità saudite non hanno ancora rilasciato alcuna conferma. IRAN – Ieri, lunedì 17 agosto, è scaduto il termine di 60 giorni dalla firma del Memorandum d’Intesa tra Teheran e Washington. Le farneticazioni di Trump non si fermano. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che l’Iran è lontano dalla conclusione dell’accordo che lui ritiene necessario: lasciando intendere che il suo Paese non intende prorogare il memorandum d’intesa, ha detto che gli iraniani “non vogliono arrendersi” e, ribadendo la possibilità di “dichiarare Hormuz territorio statunitense” e definendo l’idea “ottima”, ha affermato che gli Stati Uniti stanno rafforzando il controllo sullo Stretto di Hormuz attraverso un blocco navale. Negando l’esistenza di qualsiasi negoziato con Washington, il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha definito le dichiarazioni di Trump sui “colloqui segreti con le Guardie Rivoluzionarie” come “deliri derivanti dalla debolezza e dalla sconfitta in guerra”. E il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha affermato che il suo Paese è determinato a proseguire il processo per stabilire un passaggio sicuro per le navi attraverso lo Stretto di Hormuz con il Sultanato dell’Oman. ANBAMED
August 18, 2026
Pressenza