Per una tregua subito tra Ukraina e Russia. E per non morire per errore
Si dice che Zelensky chiede il cessate il fuoco perché saprebbe di stare
perdendo. E viene attribuito a Putin il pensiero di poter vincere militarmente,
prima o poi. Entrambi sbaglierebbero.
Le guerre non si vincono più sui campi. Si perdono tutti. Soprattutto i civili.
Soprattutto la Terra, la Madre comune che sostenta tutti noi.
Questa estate bollente avrebbe dovuto farlo capire anche ai più duri di
comprendonio: la pace con la Natura è prioritaria. Non si può fare la guerra
mentre il pianeta va a fuoco. Ogni bomba, ogni carro, ogni base militare brucia
carburante e avvelena acqua e suolo. È la stessa logica di chi spara sulle
petroliere: esternalizziamo il costo della morte.
E c’è un rischio in più che non possiamo permetterci: la guerra per errore. Un
allarme sbagliato, un generale nervoso, e l’atomica parte.
Per questo diciamo una cosa semplice e concreta: aderire subito alla proposta
cinese di No First Use (NFU). Impegno a non usare per primi gli ordigni
nucleari. Non è disarmo totale. È buon senso. È un argine. Conviene a noi come
allo stesso Potere.
Negoziare una tregua oggi non è debolezza. È responsabilità. Chi continua a
sparare lo fa sulla pelle di chi non ha voce.
Noi intanto, da disarmisti esigenti & partners, ci organizziamo.
A novembre-dicembre saremo a New York, alla conferenza di revisione del Trattato
di Proibizione delle Armi Nucleari. Porteremo una delegazione per collegare ICAN
e NFU: chi lotta per mettere al bando le atomiche, con chi chiede ai governi di
impegnarsi a non usarle per primi.
Perché clima e disarmo sono la stessa battaglia. Perché la rivoluzione
disarmista di cui parlava Carlo Cassola nell’83 oggi significa anche questo:
smettere di puntarci le armi addosso mentre la casa comune brucia.
Chi vuole venire con noi a New York per dire che la pace è possibile e
necessaria, ora?
Scriveteci. Non abbiamo più tempo da perdere.
Disarmisti Esigenti