Eclissi, pianeti allineati e stelle cadenti: tre fenomeni in 24 ore, ecco come osservarli
Mercoledì 12 agosto il cielo sopra l’Italia offrirà uno spettacolo raro,
distribuito nell’arco di una sola giornata. Chi alzerà lo sguardo, dalle Alpi
alla Sicilia, potrà osservare in sequenza tre eventi distinti: prima dell’alba
sei pianeti disposti in un ampio arco di cielo, nel tardo pomeriggio la Luna che
copre buona parte del disco solare, nella notte lo sciame meteorico dell’estate
– le attese stelle cadenti – al suo picco. A renderlo possibile è una
coincidenza astronomica precisa: quel giorno cade la Luna nuova, condizione
necessaria sia per l’eclissi sia per il cielo scuro che rende visibili le stelle
cadenti più deboli.
Il primo appuntamento è per chi è disposto a rinunciare a un po’ di sonno. Prima
del sorgere del Sole, Giove, Mercurio, Marte, Urano, Saturno e Nettuno si
troveranno contemporaneamente sopra l’orizzonte, distribuiti lungo un arco che
va da est a sud-ovest. Non è un allineamento reale nello spazio: i pianeti
restano sulle rispettive orbite, a distanze enormi tra loro. È una
configurazione apparente, chiamata dagli astronomi sizigia, che si verifica
quando più corpi celesti si trovano più o meno sullo stesso lato del Sole
rispetto alla Terra e quindi sembrano raggrupparsi nella stessa porzione di
cielo. Marte e Saturno saranno i più semplici da individuare a occhio nudo.
Urano e Nettuno, troppo deboli per la vista umana, richiederanno un binocolo o
un piccolo telescopio. La visibilità di Giove e Mercurio dipenderà dalla
limpidezza dell’orizzonte, con la luce crescente dell’alba che tenderà a
“nasconderli”.
Il secondo evento arriva nel tardo pomeriggio. Un’eclissi solare si verifica
quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole: questa volta la fascia di
totalità, larga circa 290 chilometri, attraverserà l’Artico russo, la
Groenlandia nord-orientale, l’Islanda occidentale, un lembo del Portogallo
settentrionale, il nord della Spagna e le Baleari. Lì, per poco più di due
minuti, il disco solare sparirà del tutto e diventerà visibile la corona,
l’alone di plasma normalmente nascosto dalla luce diurna. L’Italia resta fuori
da quella fascia: da qui l’eclissi sarà parziale, con una copertura che nel
nord-ovest sfiorerà il 95% del disco solare per poi diminuire progressivamente
scendendo verso sud. Non ci sarà buio totale in nessuna parte del Paese, un
dettaglio che vale la pena chiarire perché la differenza tra totale e parziale
cambia sostanzialmente l’esperienza di osservazione. Guardare il Sole, anche
parzialmente oscurato, resta pericoloso senza una protezione specifica: gli
occhiali da sole comuni non bastano, serve una lente certificata secondo la
norma ISO 12312-2, l’unica ritenuta sicura dal Ministero della Salute per
l’osservazione diretta. In commercio, online e nei negozi di ottica, si trovano
a partire da pochi euro.
Il terzo fenomeno chiude la giornata dopo il tramonto. Le stelle cadenti che
aspettiamo di vedere ogni anno per poter esprimere i desideri, altro non sono
che scie luminose che attraverseranno il cielo notturno tra il 12 e il 13
agosto. Sono frammenti di polvere lasciati dalla cometa Swift-Tuttle lungo la
sua orbita: quando la Terra attraversa quella scia, i detriti bruciano
nell’atmosfera producendo le Perseidi, dal nome della costellazione di Perseo da
cui sembrano irradiarsi. Quest’anno il picco coincide con l’assenza della Luna,
che sarà nuova proprio quel giorno: senza il disturbo della sua luce, anche le
meteore più deboli diventeranno visibili, con una frequenza che nelle condizioni
migliori può superare le sessanta tracce all’ora. Per osservarle non serve
alcuno strumento, solo un luogo lontano dall’inquinamento luminoso delle città,
una ventina di minuti perché gli occhi si abituino al buio, e un po’ di pazienza
nella seconda parte della notte, quando la costellazione di Perseo sale più alta
sull’orizzonte.
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