Usa, il condannato a morte dichiarato innocente n. 203
Da quando, nel 1976, la Corte Suprema federale degli Usa ha autorizzato la
ripresa delle esecuzioni, oltre 200 condannati alla pena capitale hanno ottenuto
il riconoscimento della propria innocenza.
L’ultimo, il numero 203, è stato Jermaine Wright: il 23 luglio il giudice Calvin
Scott della Corte Superiore dello Stato del Delaware ha ordinato l’emissione di
un certificato d’innocenza con conseguente estinzione della condanna a morte,
emessa ben 34 anni fa.
Nel 1992 Wright era stato giudicato colpevole dell’omicidio, a seguito di una
rapina, del commesso di una rivendita di liquori, Philip Seifert.
Pur non essendo emersa alcuna prova del coinvolgimento di Wright nell’omicidio,
la giuria si era convinta della sua colpevolezza basandosi su una dichiarazione
dell’imputato fatta sotto effetto di eroina e sulla testimonianza di un
informatore di polizia.
La condanna a morte era stata annullata nel 2014, quando era emerso che la
Procura del Delaware aveva omesso di fornire prove che avrebbero messo in dubbio
le parole dell’informatore e di far sapere ai giurati che, un’ora prima
dell’omicidio attribuito a Wright, c’era stata un’altra rapina in un negozio di
liquori da parte di un uomo che somigliava all’autore della seconda rapina e che
aveva usato un’arma simile.
Nel 2016, pur di evitare un nuovo processo e tornare in libertà dopo 24 anni
trascorsi nel braccio della morte, Wright aveva patteggiato una condanna per
omicidio di secondo grado. Ma la battaglia dei suoi legali è andata avanti fino
ad arrivare, dieci anni dopo, al riconoscimento dell’innocenza. Ora inizia la
fase del risarcimento.
Riccardo Noury