In migliaia hanno manifestato contro il Ponte sullo Stretto di Messina
Non solo lo stop ai lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto. La marea
No Ponte si spinge oltre e, dalla piazza, emana un «decreto popolare» di
chiusura di Stretto di Messina Spa, la società incaricata della realizzazione
dell’opera. Lo hanno sottoscritto, simbolicamente, le migliaia di persone che
questo finesettimana si sono ritrovate a Messina per portare in corteo la loro
rabbia contro la grande opera. Sono stati circa cinquemila i partecipanti che si
sono uniti alla manifestazione, provenienti per lo più dalla Calabria e dalla
Sicilia. Il corteo arriva a pochi giorni dal parere tecnico favorevole
rilasciato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che permette di dare il
via libera finale al progetto. Anche se, specifica, sono necessarie ulteriori
verifiche.
Se la volontà politica di portare avanti il progetto permane, lo fanno anche le
innumerevoli criticità che segnano la grande opera. Le ha messe nero su bianco
anche la Corte dei Conti, che alla fine dello scorso anno ha bocciato in pieno
il progetto. Tra i motivi: violazioni delle normative nazionali, costi
esorbitanti, impatto su habitat naturali e ambiente. La Commissione tecnica
VIA-VAS aveva infatti dato parere negativo per l’incidenza dell’opera su tre
siti protetti della rete Natura 2000. La decisione del governo di procedere
comunque, approvando la direttiva IROPI, (Imperative Reasons of Overriding
Public Interest, ovvero motivi imperativi di prevalente interesse pubblico), è
stata definita dalla Corte «viziata alla base». Così, nell’ultimo Consiglio dei
ministri il governo ha fatto sapere che si scanserà il problema grazie a «misure
di compensazione idonee a garantire la coerenza globale della rete». Quei siti,
insomma, verranno devastati, ma si porrà rimedio attraverso qualche intervento
da qualche altra parte.
Gino Sturniolo, rappresentante dell’Assemblea No Ponte, ha definito le decisioni
del governo «meramente politiche». «Il parere positivo espresso dal Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici alla prosecuzione della progettazione e
l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della Delibera IROPI
attestano la decisione politica da parte dell’attuale esecutivo di insistere
nella prosecuzione dell’iter riguardante la progettazione del ponte sullo
Stretto» ha commentato, sottolineando la necessità di mobilitarsi e agire ora,
prima che si prendano decisioni che possano essere «vincolanti». Per evitarlo,
in primo luogo, la Stretto di Messina Spa va chiusa, «dal basso». Il «decreto
popolare di chiusura» è stato emesso simbolicamente durante il corteo.
Un’azione, per l’Assemblea No Ponte, funzionale a interrompere «un meccanismo
che da decenni consente di spendere risorse pubbliche per mantenere in vita
un’opera che non risponde alle priorità dei territori».
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