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Ripartono i colloqui di pace sull’Ucraina, Putin conferma: «l’accordo è possibile»
Dopo il recente incontro a San Pietroburgo tra Vladimir Putin e l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, il presidente russo ha confermato che un accordo tra Russia e Ucraina è possibile e che Mosca è pronta a riprendere i colloqui trilaterali mediati dagli Stati Uniti: «Per quanto riguarda i nostri negoziati con i funzionari dell’amministrazione statunitense, sì, abbiamo concordato di essere pronti a riprendere le consultazioni trilaterali» ha dichiarato il capo del Cremlino a un giornalista russo, aggiungendo che i negoziati potrebbero cominciare il prossimo 10 novembre o successivamente. Secondo il Cremlino, i nuovi colloqui di pace trilaterali potrebbero svolgersi ad Abu Dhabi con un focus particolare su come garantire la sicurezza di Russia e Ucraina una volta terminata la guerra. Lo sforzo diplomatico statunitense avviene a ridosso delle elezioni di medio termine negli USA e in un momento particolarmente difficile per l’economia globale, sottoposta a una crescente pressione a causa della crisi energetica e della conseguente impennata inflazionistica, tanto da aver spinto il presidente americano Donald Trump a stringere un accordo con la Russia per la fornitura di gasolio. Witkoff ha dichiarato di aver portato con sé alcuni documenti contenenti varie proposte per un potenziale accordo di pace da sottoporre all’attenzione di Putin. Tuttavia, non sono ancora noti i termini dell’accordo che dovranno essere discussi proprio durante i prossimi colloqui: quel che si sa, però, è che Putin non ha mostrato segnali di voler scendere a compromessi su quelli che sono i principali obiettivi della guerra in Ucraina, tra cui il pieno controllo russo della regione di Donetsk nell’Ucraina orientale, la non adesione di Kiev alla NATO e un accordo di pace complessivo anziché un cessate il fuoco temporaneo. Ma tra le finalità di Mosca ora non c’è più solo un eventuale congelamento del conflitto lungo la linea del fronte con il mantenimento dei territori conquistati, che Putin considera storicamente russi, bensì anche la creazione di una zona cuscinetto nel territorio ucraino confinante che non è oggetto di eventuali trattative in fase di negoziazione. Lo ha dichiarato Putin stesso lo scorso 16 ottobre durante una visita a un posto di comando ausiliario della Forza congiunta: «in seguito all’incursione delle Forze Armate ucraine nella regione russa di Kursk, alle Forze Armate russe è stato affidato il compito non solo di scacciare il nemico dal nostro territorio, ma anche di stabilire una zona di sicurezza nel territorio ucraino adiacente». L’obiettivo è garantire la «sicurezza assoluta» delle regioni di confine e «non intendiamo farne un argomento di potenziali negoziati di pace con l’Ucraina», ha detto il presidente russo. Da parte sua, il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato di sperare di discutere le questioni chiave per porre fine alla guerra durante un incontro trilaterale con Putin e Trump. Nel frattempo, le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Ucraina sembra stiano diventando sempre più tese, specie da quanto Washington ha stretto un’intesa con Mosca per la fornitura del petrolio: da quel momento, infatti, Trump ha esercitato crescenti pressioni su Kiev perché giunga a un accordo con Mosca, fino a invocare le dimissioni di Zelensky. Inoltre, l’Ucraina si è lamentata di interruzioni nella condivisione di informazioni di intelligence e nell’utilizzo del sistema satellitare militare Starshield, sistemi su cui l’ex Stato sovietico fa affidamento per individuare gli attacchi missilistici russi. È in questo contesto che – secondo il Washington Post – lo scorso fine settimana in Florida gli inviati di Trump – Witkoff e il genero Jared Kushner – hanno discusso una proposta in quattro punti con emissari di Ucraina, Francia, Germania e Regno Unito. Il primo punto riguarda la ricostruzione dell’Ucraina, per la quale la Banca mondiale e il fondo d’investimento Blackrock fornirebbero i finanziamenti; il secondo riguarda i territori: nessuno scambio di territori, la linea del fronte verrebbe congelata alla sua posizione attuale. Il terzo punto riguarda la sicurezza di Russia e Ucraina: per Kiev niente ingresso formale nella Nato, ma la promessa di negoziare clausole di intervento da parte degli alleati occidentali in caso di nuovo attacco russo; mentre Mosca negozierà coi paesi europei accordi che affrontino le sue preoccupazioni di sicurezza. Infine, ultimo punto, la Russia tornerà a vendere gas e petrolio ai Paesi europei con la fine delle sanzioni. Particolarmente importante è il terzo punto della proposta, in quanto comprende una nuova architettura di sicurezza non solo per l’Ucraina, ma anche per l’Europa nel suo insieme: proprio su quest’ultimo aspetto ha posto l’accento Witkoff durante l’ultimo incontro con Putin. L’inviato statunitense, infatti, ha affermato che, nel discutere questioni relative a garantire «la futura sicurezza sia dell’Ucraina che della Russia, sarà certamente necessario affrontare anche la questione dell’architettura di sicurezza europea» e Putin ha detto di essere d’accordo. Durante il nono incontro tra Putin e Witkoff si è discusso anche di un possibile incontro tra Putin, Trump e il presidente cinese Xi Jinping il mese prossimo in Cina per discutere di come porre fine al conflitto in Ucraina. Russia e Ucraina, infatti, sono ancora distanti dal trovare un accordo; tuttavia, gli Stati Uniti stanno facendo sempre più pressione in questo senso, tanto che Trump ha detto che è giunto il momento per l’Ucraina di porre fine alla guerra o di affrontare «una cosa molto brutta». Da parte sua, Putin ha dichiarato che «la Russia resta pronta a raggiungere accordi e a cercare soluzioni alla situazione in Ucraina» aggiungendo che il suo Paese «ha sempre auspicato una risoluzione pacifica del conflitto». The post Ripartono i colloqui di pace sull’Ucraina, Putin conferma: «l’accordo è possibile» appeared first on L'Indipendente.
October 23, 2026
L'INDIPENDENTE
Mandato d’arresto per Raúl Castro. Díaz-Canel: “un circo elettorale”
Meno di una settimana fa, dopo l’incriminazione federale formalizzata lo scorso maggio dal Dipartimento di Giustizia statunitense, è stato infine spiccato un mandato d’arresto per cospirazione finalizzata all’omicidio di primo grado contro il novantacinquenne generale Raúl Castro Ruz, storico comandante della rivoluzione ed ex presidente di Cuba. La decisione, annunciata […] L'articolo Mandato d’arresto per Raúl Castro. Díaz-Canel: “un circo elettorale” su Contropiano.
October 21, 2026
Contropiano
Brasile. Il ballottaggio sarà tra Lula e la Casa Bianca
Dopo un’elezione combattuta segnata da geopolitica e alto astensionismo, ci sarà un secondo turno in Brasile. Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente di estrema destra imprigionato a Brasilia per un fallito colpo di stato nel gennaio 2023, ha ottenuto il 47,06% dei voti contro il 45,13% di Luiz Inacio Lula da […] L'articolo Brasile. Il ballottaggio sarà tra Lula e la Casa Bianca su Contropiano.
October 17, 2026
Contropiano
La guerra che viene // ossitocina e droni
L’amministrazione Trump ha deciso di sanzionare la Corte penale internazionale (Cpi) poche ore dopo che uno dei suoi ex giudici, la sudafricana Navi Pillay, è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Lo riporta la Reuters che ha ottenuto la dichiarazione del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, prima dell’annuncio ufficiale. “Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani – ha dichiarato Rubio -, ecco perché oggi gli Stati Uniti sanzioneranno la Corte penale internazionale. Vieteremo le transazioni con questa corte canaglia, tagliando le sue risorse e paralizzando la sua capacità operativa”. Invece, il 30 settembre, alla base di Quantico, Virginia, Pete Hegseth si era esibito in questa massima, parlando alle giovani reclute e agli ufficiali dell’esercito, “no fatties, no trannies, no weirdo, no beirdo”, che suona tipo “no grassi, no trans, no strani, no barbe”. Nella stessa occasione, Hegseth ha detto che tutti i soldati dopo una certa età dovevano sottoporsi a un test del livello del testosterone, ma non solo. Nella stessa occasione, il segretario alla Difesa ha annunciato che il Pentagono istituirà l’Autonomous Warfare Command, soprannominato “AutoWarCom“, un nuovo comando combattente a quattro stelle dedicato all’ampliamento delle capacità di droni, robotica e intelligenza artificiale in tutte le forze armate statunitensi. La struttura del comando è ancora in fase di definizione. Il nuovo Autonomous Warfare Command ha lo scopo di accelerare le procedure di acquisto, collaudo e impiego dei sistemi senza pilota da parte del Pentagono, con un obiettivo operativo fissato per ottobre 2027. Nel frattempo, Hegseth ha indicato il Progetto Agincourt come un’iniziativa transitoria volta a preparare il terreno, e ha annunciato che a breve verrà nominato un comandante a quattro stelle per guidare permanentemente l’AutoWarCom. Il Responsabile del Portafoglio di Rapporti Diretti per i sistemi senza pilota, o DRPM-UxS, ha inoltre assunto la supervisione delle iniziative esistenti, tra cui la Joint Interagency Task Force 401, la Defense Innovation Unit e il Defense Autonomous Warfare Group. Hegseth ha inoltre annunciato un’iniziativa separata, Project Meridian, descrivendola come un progetto guidato da personalità esterne per studiare il futuro della guerra, e ha presentato il suo intervento di mercoledì come la prima parte di quello che, a suo dire, diventerà un discorso annuale sullo “Stato delle Forze Armate”. Le forze armate statunitensi stanno provando ad agire un cambio di paradigma. A metà marzo 2026, il Dipartimento della Difesa ha annunciato di aver firmato un accordo quadro con la startup della difesa Anduril Industries del valore massimo di 20 miliardi di dollari. Si tratta di uno dei più grandi contratti singoli mai assegnati da un’azienda della Silicon Valley al Pentagono e segna il culmine provvisorio di una rapida trasformazione industriale che sta esercitando un’enorme pressione sui tradizionali appaltatori della difesa come Raytheon, Lockheed Martin e Boeing. Il prodotto specifico menzionato nel contratto è Lattice. Si tratta della piattaforma di intelligenza artificiale di Anduril che integra dati provenienti da fonti eterogenee – sistemi radar, telecamere, sensori di droni, veicoli terrestri e telemetria satellitare – in tempo reale, assemblandoli in un quadro coerente della situazione. Ciò che prima richiedeva ore nei centri di analisi, Lattice lo realizza in pochi secondi sul campo di battaglia. Il sistema è in grado di generare mappe di battaglia tridimensionali, classificare e dare priorità automaticamente alle minacce e fornire all’operatore umano una base strutturata per il processo decisionale. In una dimostrazione pubblica alla fine del 2024, Anduril ha presentato un’operazione in cui un camion si avvicinava a una base militare statunitense. Il sistema Sentry, basato sull’intelligenza artificiale, ha identificato il veicolo come una potenziale minaccia e ha suggerito all’operatore di impiegare un drone da ricognizione Ghost. L’operatore ha cliccato una sola volta: il resto è avvenuto in modo autonomo. Nel momento in cui il camion è scomparso dietro una collina e la telecamera ha perso il contatto, il drone Ghost lo aveva già individuato di nuovo. Una sola persona, con un mouse e uno schermo, ha controllato l’intero processo. Ascolta la puntata: . A breve i link!
October 15, 2026
Radio Blackout - Info
“Cessate subito”… di prendere in giro il mondo
La faccenda sta diventando imbarazzante. Un presidente degli Stati Uniti che appare un piazzista di se stesso, un bel po’ fuori di cranio, non rassicura nessuno. A partire dal fatto che viaggia con una pericolosa valigetta nucleare a disposizione… L’annuncio della “tregua energetica” tra Russia e Ucraina è rapidamente debordata […] L'articolo “Cessate subito”… di prendere in giro il mondo su Contropiano.
October 12, 2026
Contropiano
Più dell’onore potè il diesel
La tentazione di estrapolare “scenari di cambiamento epocale”, a seguito di decisioni trumpiane sicuramente fuori dall’ordinaria amministrazione all’interno del mondo euro-atlantico, è sempre forte, ma quasi sempre sbagliata. Non che manchino i cambiamenti radicali – il Venezuela è stato attaccato e reso una colonia senza più diritti sul proprio petrolio, […] L'articolo Più dell’onore potè il diesel su Contropiano.
October 11, 2026
Contropiano
Il grande bluff di Trump sull’Iran
L’amministrazione Trump e i suoi sostenitori, inclusa la pagina editoriale del Wall Street Journal, stanno lavorando senza sosta in questi giorni per manipolare le notizie sulla guerra con l’Iran, facendo apparire che gli Stati Uniti stiano vincendo e che Teheran farebbe meglio a sottomettersi alle richieste di Washington prima di […] L'articolo Il grande bluff di Trump sull’Iran su Contropiano.
October 11, 2026
Contropiano
Il Nobel per la Pace a Pillay e le ringhianti reazioni dei sionisti
L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 a Navanethem “Navi” Pillay continua un indirizzo delle scelte che è chiaramente visibile dal 2022, ovvero dall’escalation bellica in Ucraina: il premio entra nel merito di alcuni degli scenari più delicati della geopolitica globale, e questa volta è toccato alla Palestina. A […] L'articolo Il Nobel per la Pace a Pillay e le ringhianti reazioni dei sionisti su Contropiano.
October 10, 2026
Contropiano
Milano, 10 ottobre 2026: Manifestazione NO Data Center
Su Time di questa settimana, Trump risponde a proposito di AI e a tratti sfiora il delirio. Ma ecco cosa dice sui DATA CENTER: D: Il 71% degli americani si oppone alla costruzione di data center. Il 57% sostiene che l’IA causerà più danni che benefici. Questi americani hanno torto? R: «I data center. Lo spieghi tu agli americani. Fanno una fortuna. Ridurranno le vostre tasse. (…) Sentite, i data center generano un sacco di soldi. L’ho detto, mi avete sentito. Ho detto: se volete essere poveri, se volete non avere soldi, se non volete avere un lavoro e se volete vivere in una zona infestata dalla criminalità, nello squallore, con tutto ciò che ne consegue, allora non dovreste avere un data center». Insomma, i data center sono una montagna di soldi. Ma i data center sono anche enormi impianti che funzionano 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Consumano enormi quantità di elettricità e acqua, inquinano i terreni e non generano lavoro, perchè servono pochissimi lavoratori per farli funzionare. Anzi, lavorano per addestrare l’AI a sostituire lavoro. In più hanno una vita media bassissima: dopo pochissimi anni quegli enormi impianti non servono più a niente, perché nel frattempo i microchip sono evoluti, alla stessa frenetica velocità in cui tutto questo sistema si muove. Il motto di Zuckerberg è: “Move fast and break things”. In sostanza significa: fai veloce, non importa se rompi qualcosa, poi si vedrà come riparare. La risposta a questo sistema, al contrario, dovrebbe essere rallentare invece che continuare a correre. Cercare di non rompere ancora di più un pianeta già distrutto. Fermarsi un attimo e chiedersi perché stiamo correndo così. A chi e a cosa serve davvero continuare a investire sull’AI. Perché, per esempio, ci hanno convinto a chiedere alle macchine di fare non solo ciò che è faticoso ma anche quello che amiamo fare, come la conoscenza, la cura, l’arte, l’immaginazione… Nel suo delirio Trump risponde con cristallina franchezza: per soldi. Soltanto che non sono i nostri ma quelli delle grandi big tech che lo sostengono. Per questo è importante, finalmente, mobilitarsi. Il 10 ottobre parteciperemo alla manifestazione nazionale contro i data center a Milano, in piazza della Scala, ore 15.   Eliana Como – Le Radici del Sindacato – Alternativa in CGIL   Redazione Milano
October 8, 2026
Pressenza