TURCHIA: IL PARLAMENTO DISCUTE LA “LEGGE QUADRO” DEL PROCESSO DI PACE, IL CHP SI SPACCA IN DUE E NASCE “NUOVO PARTITO”. IL PUNTO CON MURAT CINAR
L’Assemblea nazionale della Turchia sta discutendo la “legge quadro” che dovrà
fare da cornice giuridica alle iniziative che verranno intraprese dallo stato
turco nell’ambito del processo di pace in corso da oltre un anno tra Ankara e il
Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L’esistenza di nuovi negoziati tra il
governo turco e la guerriglia rivoluzionaria curda era stata annunciata il 27
febbraio 2025 dal leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan, detenuto
sull’isola-carcere di Imrali da 27 anni.
Da allora, il movimento di liberazione curdo ha intrapreso alcuni passi per
dimostrare la propria serietà: tra il 5 e il 7 maggio 2025, il Partito dei
Lavoratori del Kurdistan ha raccolto l’invito del proprio leader convocando un
congresso straordinario nel corso del quale ha deciso di sciogliere le proprie
strutture organizzative e abbandonare la lotta armata; l’11 luglio 2025, trenta
guerriglieri e guerrigliere del Pkk sono scesi dalle montagne del nord Iraq e,
vicino alla città curda di Sulaymaniyya, hanno bruciato le proprie armi per
ribadire la propria opposizione alla guerra e rivendicare “pace, uguaglianza e
democrazia”; il 27 ottobre 2025, la guerriglia ha abbandonato le proprie
posizioni sulle montagne del Kurdistan all’interno dello stato turco
riposizionandosi su quelle del Kurdistan iracheno.
Da parte dello stato turco, però, non ci sono stati passi in avanti di questa
portata. A livello pubblico il passaggio più significativo è stata la
costituzione di una commissione ad hoc del parlamento turco – la Commissione
parlamentare per la “Solidarietà nazionale, la fratellanza e la democrazia” – i
cui lavori hanno preparato il terreno per la legge quadro ora in discussione
all’Assemblea nazionale.
“Questa legge dovrebbe riguardare una serie di militanti del Pkk, probabilmente
quelli che non hanno partecipato a combattimenti e non hanno grosse
complicazioni giudiziarie in Turchia, che saranno reintrodotti nella società
turca per dimostrare che lo stato fa un passo avanti”, spiega il giornalista
Murat Cinar sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. “Alcune fonti giornalistiche
sostengono che questa legge quadro sarà portata in parlamento prima della
chiusura estiva, quindi tra pochissimi giorni, con l’intenzione di discuterla
nel mese di settembre”, aggiunge Cinar. A questo proposito, il parlamento turco
ha prorogato i propri lavori fino al 6 agosto.
Mentre, secondo l’appello di Abdullah Öcalan, il processo di pace dovrebbe
portare a una democratizzazione complessiva della società turca, nell’ultimo
anno il regime turco di Erdogan ha spostato il mirino della repressione sul
principale partito di opposizione, il Chp. Negli ultimi mesi sono stati numerosi
i sindaci di questa forza politica sollevati dal proprio incarico e sostituiti
dai cosiddetti “fiduciari” di Ankara, mentre diversi esponenti di primo piano
del partito – come il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu – sono stati arrestati
e si trovano tuttora in carcere. Non solo, i giudici di Ankara hanno anche
deciso di annullare i risultati del congresso 2024 del Chp, invalidando
l’elezione a segretario di Özgür Özel e disponendo il ritorno alla guida del
partito di Kemal Kilicdaroglu, uscito sconfitto (seppure di poco e con i soliti
dubbi sul regolare svolgimento del voto) dalle elezioni presidenziali 2023.
Kilicdaroglu, però, non sembra intenzionato a convocare un nuovo congresso. Per
questo Özgür Özel ha deciso di guidare una scissione e fondare un nuovo partito
di opposizione… Il “Nuovo Partito” (YENİ Parti). 90 deputati del Chp lo hanno
già seguito.
“Il partito fondatore della Repubblica (il Chp), che tra l’altro è uno dei
partiti più antichi del mondo tra quelli esistenti, rischia di diventare il
terzo, quarto, forse quinto partito di opposizione. Forse non entrerà nemmeno in
parlamento e dunque vive una fase di grande difficoltà”, commenta Murat Cinar.
Di tutto questo parleremo alla Festa di Radio Onda d’Urto, a Brescia, lunedì 10
agosto 2026, all’interno del dibattito “Il processo di pace in Turchia:
prospettive e aspettative” insieme al giornalista Murat Cinar (che co-organizza
e modera l’incontro), a İdris Baluken, ex deputato del parlamento turco con
l’HDP, Şerife Ceren Uysal, avvocata del Foro di Istanbul specializzata in
diritti umani, e Rosida Koyoncu, giornalista, documentarista e attivista per i
diritti delle persone LGBTQIA+
L’intervista di Radio Onda d’Urto al giornalista Murat Cinar, con il quale
abbiamo fatto il punto sulla situazione politica in Turchia e presentato del
dibattito del 10 agosto 2026 alla Festa di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.