Il Cuore degli Alberi: Monterotondo resiste
In una Monterotondo inguainata da un’afa insopportabile, il 21 luglio alle ore
18.00 si è svolto il secondo incontro pubblico fra l’Amministrazione comunale e
la cittadinanza. Sempre presente e combattivo il Comitato Salviamo Piazza della
Libertà con il supporto costante di Italia Nostra – Sezione Aniene.
Per approfondimenti potete consultare il seguente sito:
https://www.comitatopiazzadellaliberta.com/
Questa volta l’Amministrazione ha chiesto rinforzi. Chi meglio del
rappresentante della società di parcheggi che investe tanti soldi in questo
intervento avrebbe potuto incontrarci e svelarci, tramite slides realizzate per
sua stessa ammissione mediante AI (e incapaci non solo di fornire una
rappresentazione coerente tra ciascuna di esse, ma anche veritiera in rapporto
alla scala utilizzata per rappresentare alberi ed edifici), i tesori
inestimabili del progetto?
Per inciso, chi ha studiato architettura negli anni Ottanta ha ancora in mente
(e nel cuore) i colori, le matite, i lucidi, i cartoncini, le tavole per gli
esami da preparare, l’uso dell’immaginazione e non del CAD per ‘vedere’ il
progetto tridimensionale e tutti questi ricordi se li tiene cari. Esattamente
come ci teniamo caro il Cuore degli Alberi. Ma il nostro manager è settato su un
altro piano: sarà il piano del profitto, cieco di fronte a tutto?
Per la nostra attuale Amministrazione è difficile assimilare un concetto
semplice: la partecipazione sociale è democrazia, l’esclusione è altro. Nulla di
nuovo sotto il sole nei tempi che stiamo attraversando.
Dure e puntuali le contestazioni sollevate da Gianluca Pirozzi, presidente
dell’Associazione Centro Storico in Movimento e co-promotore del Comitato.
Pirozzi ha smontato la narrazione della partecipazione sbandierata dal Comune,
ricordando che ammettere le associazioni alla Conferenza dei Servizi è un
preciso dovere di trasparenza (ex L. 241/90 e art. 97 Cost.) e non una
concessione benevola ed è non solo possibile ma rappresenta un obbligo per
l’Amministrazione (e RUP del procedimento), che ha ricevuto una richiesta
espressa, reiterata per ben 4 volte a mezzo PEC.
Nel suo intervento ha poi rispedito al mittente i tentativi di politicizzare lo
scontro e le etichette di “secchioni” lanciate dall’Amministrazione per smontare
gli argomenti tecnici sollevati o dissuadere la cittadinanza dal manifestare il
proprio dissenso, rivendicando con orgoglio la competenza del team tecnico che
ha analizzato tutta la documentazione inviata in Conferenza dei servizi – team
formato da ingegneri, architetti, urbanisti, giuristi e agronomi. La critica ha
riguardato non solo gli aspetti tecnici ma soprattutto la sostenibilità
economica dell’opera — un project financing raddoppiato da 5 ad oltre 10 milioni
di euro che svuoterà la piazza dagli alberi storici per vincolare la sosta della
intera città (ben 1500 stalli) a pagamento per 21 anni — e i recenti fallimenti
di “rigenerazione verde” come Piazza Martiri della Libertà.
Infine, Pirozzi ha incalzato la giunta con quattro quesiti secchi:
l’ammissibilità immediata del Comitato al tavolo tecnico, la pubblicazione
trasparente dei pareri aggiornati resi dagli Enti coinvolti e la chiarezza circa
la natura dell’iter procedurale in corso rispetto alle dichiarazioni e
alternative progettuali che l’amministrazione sta diffondendo in questi ultimi
giorni ma che non sono oggetto dei lavori della Conferenza dei Servizi in corso,
e ciò prima di qualsiasi possibile avvio di cantiere.
Un monito chiaro, perché la partecipazione sociale è democrazia, di cui la
trasparenza costituisce un fondamentale pre-requisito.
Redazione Roma