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“Tempo scaduto”: oggi ultimo giorno per revocare il contratto sull’ex Polveriera.
Le associazioni ambientaliste della provincia Rimini rilanciano il loro appello. Oggi è il giorno della scadenza. Secondo quanto emerso nel dibattito pubblico delle ultime settimane, è infatti l’ultimo momento utile perché il Comune di Riccione possa revocare a costo zero il contratto di concessione alla società Hi Riviera srl relativo all’area dell’ex Polveriera di via Piemonte. Dopo questa data, l’eventuale rescissione comporterebbe per l’amministrazione comunale il pagamento di una penale. In questo contesto cresce la mobilitazione delle associazioni ambientaliste e animaliste che nelle scorse settimane hanno espresso forte preoccupazione per la prospettiva di organizzare grandi eventi musicali nell’area naturale dell’ex Polveriera. Le associazioni hanno annunciato di essere pronte a manifestare il proprio dissenso e continuano a chiedere con fermezza la rescissione del contratto di concessione. Di seguito rilanciamo ampi stralci del loro comunicato stampa diffuso alcuni giorni fa. Il comunicato delle associazioni ambientaliste Le associazioni scrivono: “Le associazioni ambientaliste ed animaliste della provincia di Rimini prendono atto delle dichiarazioni effettuate mezzo stampa, pochi giorni fa, dall’Amministrazione Comunale di Riccione in merito alla realizzazione di eventi musicali all’ex Polveriera di via Piemonte. Apprezziamo le dichiarazioni sulla volontà di evitare eventi impattanti e di tutelare l’ecosistema dell’area. Tuttavia, riteniamo necessario chiarire alcuni punti fondamentali.” Il nodo principale, secondo le associazioni, resta l’esistenza stessa di un contratto di concessione che prevede l’organizzazione di eventi: “La presenza di un bando, di una concessione e del relativo contratto (n° 87 del 07.07.2025, prot. n° 0080615/2025 del 16.10.2025) finalizzati all’organizzazione di eventi resta, di fatto, un elemento di forte contraddizione rispetto alla dichiarata incompatibilità dell’area con manifestazioni invasive.” Le associazioni sottolineano inoltre che la questione non riguarda soltanto le dimensioni degli eventi ma il principio stesso di destinare l’area a manifestazioni con afflusso di pubblico. “Per noi il problema non è solo la dimensione ‘di massa’, ma il principio stesso di destinare un’area che negli anni è diventata un habitat naturale consolidato ad iniziative che comportano afflusso di pubblico, allestimenti, illuminazione, impianti audio e pressione antropica.” Dal loro punto di vista, la tutela dell’ecosistema deve restare la priorità assoluta. “Ribadiamo con chiarezza che, dal punto di vista della tutela ambientale ed animale, non riteniamo compatibili tali eventi con le caratteristiche di quell’area. La tutela della biodiversità, della fauna selvatica, degli equilibri ecosistemici e della funzione naturale del sito non può essere subordinata ad una gestione orientata ad attività di intrattenimento, anche se formalmente limitate.” Un altro punto critico riguarda il percorso di confronto con le associazioni, che secondo i firmatari non sarebbe stato strutturato né realmente partecipato. “Inoltre, precisiamo che non esiste ad oggi un Tavolo Ambiente strutturato, permanente e condiviso con le associazioni ambientaliste ed animaliste sul progetto specifico dell’ex Polveriera e della sua concessione. Gli incontri avvenuti non possono essere considerati un percorso partecipativo definito, né una condivisione preventiva delle scelte, tanto più che solo a contratto firmato ci è stato chiesto di fornire proposte.” Le organizzazioni insistono anche sul valore naturalistico acquisito dall’area negli ultimi anni: “Proprio perché siamo associazioni apartitiche e ci muoviamo esclusivamente su basi ambientali e scientifiche, la nostra posizione non è ideologica ma tecnica: l’ex Polveriera è un’area che ha acquisito un valore naturalistico, paesaggistico e storico che merita una destinazione coerente con gli obiettivi di rinaturalizzazione e rafforzamento della rete ecologica regionale (progetto Recore).” Da qui la richiesta esplicita rivolta al Comune di Riccione: “Per questo chiediamo nuovamente con fermezza la rescissione del contratto di concessione a privato da parte del Comune di Riccione e l’avvio di un percorso realmente partecipato, finalizzato alla tutela integrale dell’area, alla sua valorizzazione naturalistica e alla fruizione sostenibile, in coerenza con i finanziamenti regionali ottenuti (Euro 756 mila) per il potenziamento della rete ecologica.” Il comunicato è firmato dalle associazioni ambientaliste e animaliste della provincia di Rimini (in ordine alfabetico): Ambiente & Salute Riccione – Cras Rimini – Legambiente Valmarecchia – Lipu Rimini – WWF Rimini. Il nodo della concessione Al centro della vicenda c’è la concessione dell’area comunale dell’ex Polveriera. Con determinazione dirigenziale n. 804 del 3 giugno 2025 il Comune di Riccione ha infatti indetto un’asta pubblica per la concessione dell’area di proprietà comunale situata in via Piemonte. Secondo l’avviso pubblico, la concessione riguarda lo spazio verde denominato “Ex Polveriera”, destinato ad attività compatibili con l’area. Il documento completo è consultabile sul sito del Comune: https://www.comune.riccione.rn.it/it/news/147765/avviso-di-asta-pubblica-per-la-concessione-di-area-denominata-ex-polveriera-sita-nel-comune-di-riccione-in-via-piemonte Proprio l’interpretazione di cosa sia realmente “compatibile” con quell’area naturale è diventata il punto di scontro tra associazioni ambientaliste e amministrazione. Una decisione che pesa sul futuro dell’area Con la scadenza odierna si apre quindi un passaggio delicato. Se il contratto non verrà revocato entro oggi, la rescissione comporterebbe per il Comune un costo economico legato alla penale prevista. Nel frattempo le associazioni ambientaliste ribadiscono la loro disponibilità a partecipare a un percorso condiviso di tutela e valorizzazione naturalistica dell’area, ma insistono sulla necessità di fermare il progetto degli eventi. Il confronto sul futuro dell’ex Polveriera resta dunque aperto, tra esigenze di tutela ambientale, scelte amministrative e gestione del territorio.   Maggiori informazioni: Per leggere il comunicato completo delle associazioni: qui Ambiente & Salute Riccione Cras Rimini Centro Recupero Animali Selvatici Legambiente Valmarecchia Lipu Rimini WWF Rimini Coordinamento Italiano Tutela Ambienti Naturali dai Grandi Eventi C.I. – T.A.N.G.E Redazione Romagna
March 7, 2026
Pressenza
Cesena: nuova vittoria dei risparmiatori…
… contro il colosso Credit Agricole (ex Cassa Risparmio di Cesena). di Davide Fabbri (*) La terza sezione civile della Corte d’Appello di Bologna – consigliere estensore dott.ssa Carmela Italiano e presidente dott.ssa Manuela Velotti – ha recentemente confermato per intero l’ordinanza pronunciata dal Tribunale di Forlì nel febbraio del 2022, che condannava Credit Agricole al risarcimento del danno di
February 23, 2026
La Bottega del Barbieri
Il lupo in provincia di Rimini: oltre la paura
RIMINI – In vista dell’incontro dei sindaci della provincia di Rimini previsto per il 30 gennaio, le associazioni ambientaliste e animaliste del territorio hanno diffuso un comunicato con l’obiettivo di riportare il dibattito sul lupo su basi scientifiche e conoscitive, contrastando una narrazione spesso parziale o allarmistica che rischia di alimentare paure infondate. Negli ultimi mesi, infatti, la presenza del lupo è tornata al centro dell’attenzione mediatica e politica. Secondo le associazioni firmatarie, però, il tema non può essere affrontato come un’emergenza faunistica, bensì come una sfida di convivenza che coinvolge l’intera collettività e richiede responsabilità, informazione corretta e gestione del territorio. UNA SPECIE MAI SCOMPARSA Dal punto di vista biologico, viene innanzitutto ricordato che in Italia vive una sottospecie unica al mondo: il lupo appenninico (Canis lupus italicus). Contrariamente a quanto spesso si afferma, il lupo non è mai scomparso del tutto dalla penisola italiana. A partire dagli anni Settanta, grazie alle politiche di tutela e a condizioni ambientali favorevoli, la specie ha progressivamente ricolonizzato gran parte del territorio nazionale, tornando anche in aree dove la sua presenza era stata a lungo dimenticata. Un elemento centrale per comprendere questo processo è la straordinaria capacità di adattamento del lupo. Predatore opportunista, può vivere in ambienti molto diversi tra loro – montani, collinari e pianeggianti – purché siano garantite prede, possibilità di rifugio e territori disponibili, anche in contesti fortemente antropizzati. TERRITORIO, BRANCHI E AUTOREGOLAZIONE La vita del lupo è strettamente legata al territorio, occupato da un solo branco, generalmente composto da una coppia riproduttrice – l’unica a riprodursi una volta l’anno – e dalla prole di diverse annate. Il territorio viene difeso attivamente e l’arrivo di altri lupi è spesso respinto anche con scontri violenti. Questo comportamento territoriale rappresenta un importante meccanismo naturale di autoregolazione della specie. Un altro aspetto chiave è la dispersione dei giovani adulti, che abbandonano il branco di origine per cercare nuovi spazi e formare un nuovo nucleo familiare. È proprio questo meccanismo che spiega la presenza del lupo anche in zone di pianura e costiere e che rende oggi centrale il tema della convivenza con l’uomo. NORMATIVA E GESTIONE: NESSUNA “LIBERALIZZAZIONE” Le associazioni ricordano inoltre che il recente declassamento del lupo da specie “rigorosamente protetta” a specie “protetta”, nell’ambito della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat, non equivale in alcun modo a renderlo una specie cacciabile. Secondo le valutazioni dell’ISPRA, basate sugli ultimi monitoraggi, per il 2026 sarebbe teoricamente ipotizzabile un numero massimo di abbattimenti pari a circa 160 individui a livello nazionale, di cui una quindicina in Emilia-Romagna. Tuttavia, ogni eventuale prelievo dovrebbe essere rigorosamente motivato e valutato caso per caso, sulla base di dati scientifici e valutazioni tecniche. Esperienze maturate in altri Paesi europei mostrano infatti che interventi non ponderati, soprattutto all’interno di branchi strutturati, possono risultare controproducenti, aumentando i conflitti e le predazioni sul bestiame, in particolare in assenza di adeguate misure di prevenzione. Analoghe criticità riguardano le operazioni di cattura e trasferimento, considerate costose, rischiose per gli animali e con scarse probabilità di successo. CONVIVERE È POSSIBILE Secondo le associazioni, la presenza del lupo in provincia di Rimini non è eccessiva né incompatibile con la convivenza umana. Al contrario, i branchi presenti tendono a stabilizzarsi e svolgono una funzione ecologica fondamentale, contribuendo a contenere popolazioni di ungulati, come i cinghiali, che causano danni significativi all’agricoltura e agli ecosistemi. La presenza dei lupi nei pressi dei centri abitati è spesso favorita da comportamenti umani scorretti, come la gestione inadeguata dei rifiuti o la disponibilità di cibo lasciato all’aperto. Per questo motivo, le associazioni indicano una serie di azioni concrete e non violente: sostegno reale agli allevatori attraverso recinzioni, cani da guardiania e misure di protezione; gestione corretta dei rifiuti da parte di Comuni e cittadini; custodia attenta degli animali domestici, in particolare dei cani; divieto di alimentare artificialmente i lupi; campagne di informazione sull’etologia del lupo e sui comportamenti corretti da tenere in caso di incontro. UN CONVEGNO PER INFORMARE Il confronto proseguirà giovedì 5 febbraio a Rimini, nella sala M. Pironi (ex Buonarrivo) in Corso d’Augusto, con un convegno dedicato al lupo e alla convivenza con la fauna selvatica, che vedrà la partecipazione di esperti nazionali e locali. All’incontro sono stati invitati i sindaci e gli assessori della provincia di Rimini, chiamati a confrontarsi pubblicamente su un tema che riguarda direttamente la gestione del territorio. Un’occasione importante, sottolineano le associazioni, per osservare come la classe politica locale intenda muoversi: se scegliendo la strada della conoscenza scientifica, della prevenzione e della responsabilità collettiva, oppure cedendo a soluzioni semplificatrici dettate dalla paura. Tra le realtà promotrici e firmatarie del comunicato figurano, tra le altre, WWF Rimini, Ambiente & Salute Riccione, ANPANA Rimini, dnA Rimini, ENPA Rimini, FIAB Rimini, Fondazione Cetacea Riccione, Greenpeace – Gruppo Locale Rimini, Legambiente Valmarecchia, LIPU Rimini e Monumenti Vivi Rimini. Un appuntamento che, nelle intenzioni delle associazioni, vuole riportare il tema del lupo fuori dalla logica della paura e dentro quella della conoscenza, della responsabilità collettiva e della convivenza possibile. Altre informazioni: > Convivere con il lupo > Lettera aperta ai giornalisti sul Lupo: “Basta fake news!” > “Pericolo lupo”, il linguaggio antropocentrico e specista come guerra contro > la Natura Redazione Romagna
January 30, 2026
Pressenza
Ripensare la nostra relazione con la spiaggia prima che sia troppo tardi
CONTINUARE A DIFFONDERE GOCCE DI ASCOLTO E’ LA COSA GIUSTA DA FARE Con le prime luci dell’alba la spiaggia libera di Miramare ha qualcosa di esotico: quelle grandi dune davanti all’ex colonia bolognese danno l’effetto di un canyon, sembra di trovarsi davvero altrove, in un luogo che non è un luogo, ma quasi uno stato d’animo, un senso di straniamento diffuso. Addentrandosi su quei cumuli di sabbia, camminandoci proprio sopra, la vista si apre poi su quella voragine centrale, dove si vedono grandi mucchi di legname ammassati insieme a rifiuti di diverso genere, e allora quello straniamento diffuso si amplifica e si propaga a mano a mano che il buio cede il passo alla luce: i segni delle ruspe sulla sabbia fanno il resto. Di certo senza sapere del Fratino, senza sapere della biodiversità vegetale e degli uccelli svernanti, delle due embrionali e dei fiori di Cakile, lo straniamento sarebbe attutito fino a scomparire. Questo perché la relazione con la Natura della spiaggia può arrivare ad essere estremamente superficiale, intendendo per superficie quella patina che riveste la realtà mostrando della realtà soltanto la componente che riguarda il suo uso da parte nostra. Quando poi vivi in una città che di un certo turismo ha fatto la sua principale fonte di sussistenza, è ovvio che l’ascolto di quella Natura diventa ancora più raro, quasi fosse un lusso che sarebbe meglio non concedersi, pena un enorme senso di frustrazione. Domenica mattina però non eravamo affatto frustrati, eravamo pervasi da un senso di pienezza e di serenità, la stessa serenità che emanava dall’azzurro limpido del cielo. Perché domenica mattina eravamo su quel tratto di arenile per incontrarlo e per conoscerlo, per prendercene cura. Per cambiare il punto di vista. Per mettere gli occhi dentro un cannocchiale e scoprire minuscole vite alate che hanno storie incredibili, di lunghi viaggi e di fedeli ritorni. Eravamo lì per accorgerci. Per ascoltare i racconti di chi da tanti anni difende una fragile esistenza che dovrebbe essere un motivo di vanto per una comunità. Domenica mattina eravamo un gruppo di trenta persone, curiose, di diversa età, desiderose di provare quel sentimento della meraviglia che è tanto difficile quanto necessario. E se il contatto sensoriale con la vita della natura lo abbiamo da tempo incrinato, è tempo di ricostruirlo, a piccoli passi, con gratitudine, con i bambini, e con gli adulti, con la sicura percezione che l’amore sia contagioso e che le “piccole persone” meritino tutta la nostra protezione. Per una spiaggia in cui la convivenza con le altre specie sia la regola, non l’eccezione. Per la coscienza dell’interconnessione come fonte di gioia e di respiro: continuiamo a diffondere gocce di ascolto. Perché è la cosa giusta da fare. E ringraziamo di cuore le persone che condividono questa giustizia insieme a noi. In preparazione un nuovo incontro dedicato alla spiaggia e al fratino: questa volta saremo a CastOro Teatro, la data è il 25 febbraio, per un evento che fonde insieme musica, poesia e scienza.                                                                                                                                  Arianna Lanci, delegata Lipu Rimini Redazione Romagna
December 17, 2025
Pressenza
LIPU RIMINI: VIENI AD INCONTRARE LA SPIAGGIA LIBERA DI MIRAMARE
Ci sono luoghi a Rimini dove tornarci è come incontrare una persona cara.  Restano luoghi a Rimini in cui si respira ancora un’anima, un residuo di diversità. La diversità che ha a che fare con qualcosa che vive, che respira, che non segue un tratto che accomuna, ma che piuttosto dispiega una personalità che resiste. E la Natura selvatica ha sempre a che fare con questa diversità, con questa personalità- con la bellezza di chi non si uniforma, di chi non si lascia incasellare come semplice risorsa da sfruttare.  Non sappiamo ancora se per la prossima estate il nostro Comune sceglierà nuovamente di concedere una porzione di spiaggia davanti all’ex Colonia Bolognese ai grandi eventi della Rimini Beach Arena. Quello che sappiamo è che quei grandi eventi andranno a violentare un prezioso habitat naturale, custode di dune embrionali, di una ricca biodiversità vegetale e di una specie a grave rischio estinzione, protetta dalla normativa europea, il Fratino: un piccolo e meraviglioso uccello la cui presenza è un importante indicatore ecologico della qualità ambientale di un luogo. Difendere i diritti di residenza del fratino significa difendere una vita fragile e una modalità di relazionarsi a quella vita, significa cogliere nella presenza del fratino un’occasione preziosa di relazione. Ma difendere il Fratino significa anche difendere la personalità dei luoghi e una visione di spiaggia come habitat naturale, come spazio da custodire, non da usare. Una visione che desideriamo si faccia sempre più strada tra i cittadini e i turisti. Siamo abituati a pensare che il solo volto possibile di una spiaggia sia quello di una distesa uniforme e piatta di sabbia dove ad un certo punto dell’anno spuntano brandine ed ombrelloni, come a conferire vita a quel che prima era morto. Ma la realtà è un’altra. La realtà è che la spiaggia a primavera sarebbe un prato fiorito! La realtà è che d’inverno la spiaggia diventa un luogo di ristoro e di riposo importantissimo per tanti tipi di uccelli svernanti e migratori. La spiaggia libera di Miramare è proprio uno di quei luoghi in cui la natura selvatica, seppur ignorata e calpestata, resiste, continua a resistere, e noi con lei.  Domenica 14 dicembre porteremo attenzione a quel tratto di arenile: un ascolto e uno sguardo che si fanno cura, dal basso, per un gesto condiviso e necessario. Accompagnati da Cristian Montevecchi, socio Asoer da tanti anni impegnato sul campo nella tutela del fratino, osserveremo e ascolteremo, faremo esperienza della spiaggia come habitat naturale e ce ne prenderemo cura, con una pulizia che si inserisce nella iniziativa del Wwf dal titolo “Adotta una spiaggia”, un grande progetto di Citizen Science per contrastare l’inquinamento da plastica attraverso un monitoraggio dei rifiuti marini basato sul protocollo già testato e utilizzato dal Centro ellenico per la ricerca marina (HEL.KE.TH.E.). L’appuntamento è alle 9 davanti all’Ex Colonia Bolognese, lato mare: prenotazione obbligatoria su whatsapp al numero 3890570107. La Natura ha bisogno di tutti noi, tutti noi siamo Natura. Arianna Lanci, delegata Lipu Provincia di Rimini Redazione Romagna
December 10, 2025
Pressenza
“Incontrare il Marecchia”, grande soddisfazione per la prima camminata di Lipu Rimini
Lipu Rimini esprime grande soddisfazione per la prima delle tre camminate di consapevolezza e pulizia dedicate al lungo fiume Marecchia, il cosiddetto “deviatore”, che nei fatti è in tutto e per tutto un’oasi di biodiversità nel cuore della città. Al centro dell’iniziativa la necessità di portare attenzione alla vita del fiume e al fiume come essere vivente, ricolmo di bellezze naturali che la gran parte delle volte non vediamo o non sentiamo (il particolare “paesaggio sonoro” che si lega alla presenza di una variegatissima avifauna!) L’esigenza nasce anche da un dato squisitamente pratico: l’unica forma di “cura” di questo spazio naturale è infatti il grande sfalcio operato dalla Regione una/due volte l’anno- un intervento che non prevede alcuna pulizia, né precedente né successiva. Il grande problema che si crea quindi è che i rifiuti (purtroppo sempre presenti) risultano triturati e pronti a disperdersi meglio nell’ambiente, dal fiume fino al mare. Come Lipu Rimini aspiriamo ad una collaborazione con la Regione al fine di coordinarci e pulire PRIMA degli sfalci, fermo restando che la nostra intenzione è quella di arrivare ad una situazione in cui gli sfalci vengano ridotti il più possibile, per aiutare la ricca biodiversità di quell’habitat, così importante per il benessere ecosistemico della nostra città e quindi per la salute di tutta la comunità umana. Questa volta non è stato possibile, per motivi di tempistiche, pulire prima degli sfalci, ma è comunque vitale per l’ecosistema fiume un’azione di pulizia e in questa situazione la collaborazione dei cittadini diventa davvero necessaria. Ci teniamo quindi a ringraziare i tanti partecipanti, una trentina di persone di tutte le età: molto bella inoltre la presenza di diversi bambini e adolescenti, che insieme agli adulti si sono presi cura del fiume e hanno osservato la preziosità degli uccelli e di ogni più piccola fioritura incontrata durante il percorso insieme. Al termine della camminata il cielo del tramonto si è riempito di stormi di cormorani in formazione a V, due aironi cenerini hanno volato sopra le nostre teste e il martin pescatore ci ha fatto sentire la sua voce brillante a pelo dell’acqua. E’ stato davvero un bel modo di porci in contatto diretto, intimo e collettivo, con uno dei luoghi della nostra città in cui la natura selvatica resiste, regalandoci meraviglie inaspettate. Un grande bottino (purtroppo) quello che abbiamo conquistato, non solo innumerevoli frammenti di plastiche, mozziconi, bottiglie e tanti generi di rifiuti, ma anche una miriade di batterie e una grande gomma ormai profondamente interrata che un nostro volontario è riuscito a rimuovere. Il prossimo appuntamento è per Domenica 9 novembre alle ore 9: faremo un tragitto diverso, puliremo e scopriremo altri scorci del nostro caro fiume Marecchia, più vivo che mai! Arianna Lanci, Delegata Lipu Provincia di Rimini Redazione Romagna
November 3, 2025
Pressenza
Rimini: tre giornate di incontro con il fiume Marecchia
LIPU Rimini organizza tre giornate di incontro con il fiume Marecchia, l’oasi di biodiversità nel cuore di Rimini, il 2, 9 e 22 novembre 2025. Il luogo dell’appuntamento è il Ponte dello Scout, lato Parco Marecchia. Cosa faremo? Daremo attenzione alla vita del fiume. In che modo: cammineremo, osserveremo, ascolteremo, e puliremo – con uno sguardo sempre rivolto al cielo. Quanto è prezioso poter osservare un Martin pescatore nel cuore di Rimini? Poterne ascoltare persino la voce? Quel luccichio che sembra correre sulla superficie dell’acqua come ad annunciare istanti di magia? Tutto questo è possibile grazie al fiume Marecchia, una vera e propria oasi di biodiversità dentro la città. Detto altrimenti: oltre alla ciclabile c’è di più, tanto di più! E c’è ancora tanto da fare per aiutare la comunità e chi ci amministra a valorizzare questo prezioso ambiente naturale. La nostra iniziativa vuole dal basso portare attenzione e aiuto all’ecosistema fiume, perché la natura resiste, non si lamenta, e ha sempre molto da insegnarci, anche dopo i grandi sfalci, che lasciano una sensazione di immensa desolazione oltre che una miriade di rifiuti triturati. Da qui l’idea di tre giornate nel mese di novembre in cui incontrare l’ecosistema Marecchia e prendercene cura insieme: ad ogni data il cammino seguirà un diverso percorso, per conoscere tutto il lungo fiume in questa stagione dai colori avvolgenti. Cammineremo, osserveremo, ascolteremo e puliremo: la vita del fiume ha bisogno di tutti noi! Consigliato un binocolo, ma non necessario. Abbigliamento comodo. Prendiamoci cura, insieme, dei luoghi della nostra città dove la natura selvatica resiste. Per info e adesione scrivere un messaggio su whtasapp al 3890570107.   Lipu Rimini Redazione Romagna
October 28, 2025
Pressenza
Draghi e la globalizzazione
Il discorso di Draghi al meeting di Rimini ha attirato molta attenzione ed è già stato oggetto di commento su queste pagine. Dato il peso dell’oratore, può meritare qualche considerazione ulteriore. Se guardiamo ai fatti per quello che sono, l’odierna Unione Europea non è nata dagli svolazzanti “valori” di Draghi. […] L'articolo Draghi e la globalizzazione su Contropiano.
August 29, 2025
Contropiano
Mario Draghi, l’”Ercolino sempre in piedi” del XXI secolo
  di Marco Bersani I bambini degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso hanno avuto un amico nei giochi della loro gioventù: era il pupazzo Ercolino sempre in piedi, un pupazzo gonfiabile con la base che veniva riempita Continua a leggere L'articolo Mario Draghi, l’”Ercolino sempre in piedi” del XXI secolo proviene da ATTAC Italia.
August 25, 2025
ATTAC Italia
C’erano una volta i Draghi…
Un lettore spiritoso, ieri sera, dopo aver ascoltato l’intervento di Mario Draghi al Meeting di Rimini, ci ha scritto che “Draghi vi ruba gli articoli per preparare i suoi discorsi”. Merito, o colpa, del riconoscimento improvviso che l’Unione Europea “è evaporata”, ridotta al rango di comprimario o spettatore su tutti […] L'articolo C’erano una volta i Draghi… su Contropiano.
August 23, 2025
Contropiano